Abolizione del bollo auto e tasse aumentate in Toscana per la sanità

La trappola di Donzelli per il "cerotto" di Giani

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
19 Settembre 2026 20:16
Abolizione del bollo auto e tasse aumentate in Toscana per la sanità

Il bollo auto rappresenta, per la quasi totalità degli italiani, l'imposta anacronistica per eccellenza. È il balzello sul possesso che non restituisce servizi tangibili, una tassa che il governo nazionale ha messo nel mirino per una storica abolizione. Eppure, in questo scenario di alleggerimento fiscale, la Regione Toscana ha alzato le barricate.

Perché una Regione dovrebbe lottare per mantenere una tassa così impopolare? La risposta non risiede in una visione filosofica del bene comune, ma in una necessità di cassa che rischia di trasformare i cittadini toscani nei "grandi esclusi" dai benefici nazionali. Analizziamo cosa si cela dietro questa resistenza e perché il portafoglio dei contribuenti è sotto assedio su più fronti.

Secondo Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia-ECR, la determinazione del Presidente Eugenio Giani nel difendere il bollo auto ha una spiegazione puramente contabile: la sanità toscana è in sofferenza. La tassa automobilistica, dunque, non servirebbe a manutenere le strade o a migliorare la mobilità, ma verrebbe utilizzata come un "cerotto" finanziario per coprire i deficit strutturali. Siamo di fronte a una vera e propria dipendenza fiscale: le falle di bilancio prodotte dalla gestione politica vengono sussidiate direttamente dagli automobilisti.

Approfondimenti

Mentre regioni come Veneto e Lombardia accelerano sul piano dell'efficienza e della competitività, la Toscana rischia di restare zavorrata da infrastrutture "a pezzi", proprio perché le risorse regionali vengono dirottate per tappare buchi sanitari che sembrano non chiudersi mai.

Il dibattito ha preso una piega ironica con la proposta lanciata da Giovanni Donzelli (FdI): dare alle regioni la facoltà di non aderire all’abolizione nazionale. Se il governo centrale cancellasse il bollo ma lasciasse autonomia di scelta, la Toscana del "Campo Largo" potrebbe trovarsi a essere l'unico territorio in Italia dove la tassa sopravvive.

Si profilerebbe così lo scenario di un'enclave fiscale: una "isola che non c'è", o meglio, un’isola dove si continua a pagare mentre il resto del Paese viene liberato dall'imposta. Trasformare un beneficio nazionale in una penalizzazione locale per ragioni di bilancio regionale non è solo un’anomalia politica, ma un messaggio punitivo verso i cittadini toscani, condannati a finanziare inefficienze che altrove si stanno provando a risolvere.

La battaglia sul bollo auto non avviene nel vuoto, ma si somma a una pressione fiscale che, sotto la coalizione del Campo Largo, è già diventata insostenibile. Marco Stella, capogruppo di Forza Italia, sottolinea come i rincari non siano ipotesi future, ma realtà già operative che pesano sul bilancio delle famiglie. Mentre si discute di una tassa che potrebbe sparire, i cittadini toscani stanno già pagando i costi di queste decisioni:

  • Irpef regionale: quasi raddoppiata, schizzata dall'1,73% al 3,33%.
  • Tari: un aumento secco del 6,70%.
  • Trasporto pubblico: il biglietto del bus passato da 1,70 a 2 euro.

Il contrasto è stridente: da un lato la narrativa istituzionale che invoca la "difesa dei servizi", dall'altro un prelievo fiscale sul reddito e sui servizi di base che colloca la Toscana tra le regioni più onerose d'Italia.

Il fulcro dello scontro si sposta ora sulla fattibilità economica dell'operazione. Giani paventa il collasso della sanità senza gli introiti del bollo, ma l'opposizione ribatte con la logica della sostituzione della spesa. Marco Stella ha infatti sfidato il Presidente a riferire in aula sui conti reali, indicando nel PNRR la chiave di volta. La tesi di FdI è che i fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno già finanziando numerosi progetti e potenziamenti che prima erano a carico del bilancio regionale.

Se l’Europa paga per le innovazioni e le infrastrutture che la Toscana avrebbe dovuto finanziare autonomamente, quelle risorse regionali si "liberano". Secondo Stella, questi risparmi offrono coperture ampie per cancellare il bollo entro il 2027 senza tagliare un solo posto letto. La divergenza non è dunque tecnica, ma politica: si tratta di scegliere se restituire il "surplus" ai cittadini o continuare a usarlo per alimentare la macchina burocratica esistente.

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