Rubrica — Spettacolo

Il Mago di Oz restaurato nei Cinema

Torna sul grande schermo un classico per grandi e piccoli


Domenica 11 (ore 16.30) e Lunedì 12 Dicembre (ore 21.00) un importante evento speciale al Cinema Odeon di Firenze, che in collaborazione con la Cineteca di Bologna, presenta uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, IL MAGO DI OZ,in versione restaurata (domenica 11 in versione italiana, lunedì 12 in versione originale con sottotitoli in italiano).

Il Mago di OZ sarà poi in programmazione nelle multisale UCI Cinemas dall’11 al 13 dicembre. L’11 dicembre è previsto uno spettacolo alle ore 11:00 al prezzo pari a 5 euro. Il 12 e il 13 dicembre invece sono previsti due spettacoli: alle ore 17:30 in versione 2D e alle ore 20:30 in versione 3D. Per questi spettacoli, il prezzo del biglietto è pari all’intero applicato nel giorno di programmazione. Le multisale che proietteranno Il Mago di Oz l’11 (ore 11:00 in versione 2D), il 12 (ore 17:30 in versione 2D e ore 20:30 in versione 3D) e il 13 dicembre (ore 17:30 in versione 2D e ore 20:30 in versione 3D)sono: UCI Campi Bisenzio (FI) e UCI Firenze. Quelle che lo proietteranno l’11 (ore 11:00 in versione 2D) e il 12 dicembre (ore 17:30 in versione 2D e ore 20:30 in versione 3D) sono invece: UCI Arezzo. Le multisale UCI che proietteranno Il Mago di Oz solo il 12 dicembre, alle ore 17:30 in versione 2D e alle ore 20:30 in versione 3D sono: UCI Sinalunga (SI).

È un film scolpito nella memoria di ogni generazione, con i suoi numeri musicali, i suoi colori, le sue scenografie, e una canzone, “Over the Rainbow”, che, dopo Judy Garland, avrebbero cantato tutti. Dorothy, le sue scarpette rosse, i suoi compagni di viaggio – il cane Toto, un leone senza coraggio, uno spaventapasseri senza cervello, un uomo di latta senza sentimenti – la strega buona e la strega cattiva: tutto lo splendore del Mago di Oz – e del suo scintillante Technicolor – che torna sul grande schermo per soli due giorni.

Tratto dal fortunatissimo libro “The Wonderful Wizard of Oz” di L. Frank Baum, pubblicato nel 1900, “Il mago di Oz” approda al cinema con la sua versione più nota nel 1939 (ma non per la prima volta: ci provò lo stesso Baum, creando una casa di produzione per adattare i suoi romanzi, che chiuse alla svelta, e la versione del 1925 con Oliver Hardy nel costume dell'Uomo di Latta fece poco clamore). Come ricorda Franco La Polla, “Gli anni Trenta si chiudono con due film che il caso vuole girati dallo stesso regista (Victor Fleming) per la stessa casa produttrice (la MMG) nello stesso anno (il 1939): “II mago di Oz” e “Via col vento”. “Furono quattro i registi che parteciparono al progetto”, come ricostruisce Andrea Meneghelli. “André de Toth (due settimane per niente), George Cukor (tre giorni, abbastanza per consigliare di togliere a Dorothy l'acconciatura bionda), Victor Fleming (quattro mesi, prima di correre sul set di “Via col vento”) e King Vidor (dieci giorni per le scene del Kansas). Addirittura undici gli sceneggiatori a vario titolo coinvolti. E la gestazione travagliata del film è confermata dai centotrentasei giorni di riprese, tra infelici incidenti di percorso. Ma a dispetto di un così ricco campionario di mani e cervelli, “Il mago di Oz” è tutt'altro che dispersivo: tira invece dritto verso nuovi personaggi, regni e colori, con lo stesso passo dei suoi eroi, per fermarsi ogni tanto a esercitarsi nel canto o nel vaudeville”. “Il mago di Oz” fu troppo costoso per ripianare subito i costi, anche se il pubblico accorse e qualche Oscar marginale arrivò (miglior canzone, suono e premio speciale a Judy Garland). La sua enorme risonanza fu però un fenomeno soprattutto televisivo: a partire dal 1956 il film diventerà un appuntamento domestico fisso.

Redazione Nove da Firenze