Il caso Montedomini approda in Parlamento

Marcheschi (Fdi): “Giani diffidi Funaro e valuti l’attivazione dei poteri sostitutivi per la nomina di un Commissario"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
31 Luglio 2026 16:14
Il caso Montedomini approda in Parlamento

FIRENZE, [31 Luglio 2026]–“I fatti emersi sulla gestione del patrimonio dell’ASP Firenze Montedomini non sono semplici incidenti di percorso, ma il sintomo di una deviazione strutturale dalle finalità sociali dell’ente. L’esempio dell’immobile di Via Guelfa 81– bene appartenuto all’antico Orfanotrofio del Bigallo e vincolato per statuto e per legge al patrimonio indisponibile – ne è la dimostrazione palese.

La legge regionale è chiara se l'ente locale o l'ASP omettono di adottare gli atti dovuti per il ripristino della legalità o la salvaguardia dell'interesse pubblico, è possibile attivare i poteri sostitutivi e anche prevedere la nomina di un Commissario ad acta.

E' quanto mai urgente effettuare una ricognizione straordinaria del patrimonio immobiliare dell'Ente e delle relative destinazioni d'uso; verificare la legittimità delle procedure di locazione e alienazione attivate dall'Ente, procedendo all'eventuale annullamento in autotutela degli atti di gara e dei contratti stipulati in violazione dei vincoli statutari o della disciplina dei beni indisponibili; e se necessario predisporre un piano di riallineamento delle attività dell'Azienda alle primarie finalità socio-assistenziali.

Approfondimenti

Montedomini è da sempre una delle istituzioni fiorentine più importanti al fianco delle fasce più deboli e chiediamo che Giani si faccia garante su questo patrimonio di welfare pubblico e non può essere esposto al rischio di essere declassato o cancellato".

A dichiararlo è il Senatore fiorentino di Fratelli d’Italia, Paolo MARCHESCHI, che ha già presentato un’interrogazione urgente in Senato al Governo.

«Dall’esame della documentazione – continua il senatore Marcheschi – emergono infatti gravissime anomalie giuridiche e procedurali che la Regione, in quanto organo di vigilanza sul sistema integrato dei servizi sociali e sulle ex-IPAB, ha il dovere di accertare:

1. Sostituzione impropria dello strumento giuridico: Un bene del patrimonio indisponibile destinato a pubblico servizio, secondo la consolidata giurisprudenza amministrativa, può essere dato in godimento a privati esclusivamente tramite concessione amministrativa. A Montedomini si è invece scelto di utilizzare lo schema privatistico della locazione, mascherando con contratti abitativi (L. 431/1998) operazioni che, per durata atipica (16 anni) e per previsione contrattuale esplicita, autorizzano l'uso turistico-ricettivo e commerciale, in palese contrasto con lo Statuto.

2. L’anomalia del Codice Identificativo (CIN) prima dell'assegnazione: Nel caso di Via Guelfa 81, il CIN per l’esercizio dell’attività ricettiva risulta richiesto e ottenuto nel luglio 2024, ossia con un anno di anticipo rispetto al bando di gara del 2025, da un soggetto diverso dall'operatore che ha poi vinto la gara e che lo ha successivamente impiegato, in totale violazione delle regole di non trasferibilità del codice. Come è stato possibile accreditare un immobile presso le banche dati turistiche prima ancora che venisse assegnato con gara pubblica?

3. Contraddizioni contrattuali insanabili: Negli stessi schemi di contratto approvati dall'ente si autorizza da una parte la destinazione ad affitto turistico extra-alberghiero e dall'altra si vieta lo svolgimento di attività in contrasto con i fini statutari. È evidente che il perseguimento della rendita turistico-commerciale è del tutto estraneo agli scopi di assistenza, inclusione e sostegno al disagio abitativo per cui l'ASP e i suoi beni storici esistono».

«Di fronte a questo quadro – conclude – il Presidente Giani non può limitarsi ad invitare l''inconsapevole' Sindaca Funaro a fare chiarezza, pretendiamo vista la gravità della questione che faccia adesso, quello che avrebbe già dovuto fare per legge: tutelare il patrimonio pubblico e le finalità sociali di quest’ultimo verificando le decisioni dell'ASP che con un Regolamento o una delibera furbetta, ha di fatto stracciato la finalità secolare di un Ente benefico".

In evidenza