Firenze: video-intervista con Dario Nardella

Città metropolitana, intervista di fine anno con il Sindaco Dario Nardella

Le prospettive e i progetti per il 2021. Un ampio ventaglio di temi e priorità affrontati dal Sindaco Metropolitano. La conferenza stampa di fine anno del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli


Intervista di Florence Tv a Dario Nardella, Sindaco della Citta Metropolitana di Firenze. Un riepilogo sui principali eventi del 2020 e le prospettive per il 2021. In primo piano gli effetti della pandemia sul territorio, ma anche le prospettive e i progetti per il nuovo anno. Questi i principali argomenti trattati nel corso dell'intervista a cura di Marco Gargini:

  • viabilità, il focus sui lavori e la superpista ciclabile Firenze-Prato, Tramvia, quali step nel 2021;
  • Firenze e lo "scudo verde", quale sarà l'impatto sul resto della città metropolitana;
  • nel 2020 annunciata la Multi utility dei servizi pubblici, prospettive e sviluppi;
  • il punto su Sant'Orsola, Tav e aeroporto;
  • Fiorentina, dalla cittadella a Bagno a Ripoli passando per stadio "Franchi", cittadella dello sport a Campo di Marte e linea tramviaria;
  • scuola, nel 2020 partiti i lavori del nuovo liceo Agnoletti a Sesto Fiorentino;
  • che 2021 ci aspetta e come sarà il rientro degli alunni;
  • 2021, anno dantesco per celebrare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta.

Anche ad Arezzo il tradizionale appuntamento di fine anno con il sindaco Alessandro Ghinelli si è tenuto online, una modalità resasi necessaria a causa degli effetti della pandemia ma con la quale il primo cittadino ha confidenza dopo le sue circa 130 puntate su Facebook grazie alle quali ha tenuto “compagnia” agli aretini nei mesi difficili, , cominciati dopo l’8 marzo, che hanno caratterizzato il 2020.

“Abbiamo poi vissuto la riapertura estiva per poi entrare nella cosiddetta ‘seconda ondata’ del virus. Da questa pandemia possiamo trarre anche insegnamenti: lavorare in modo diverso dal passato, con lo smart working, cambiare il sistema educativo, il modo di stare insieme, il modo di fare spettacolo. Le regole attuali, che continueranno a essere efficaci inevitabilmente nei prossimi mesi, ce lo impongono. Ma il 2020 è stato anche altro, sicuramente un anno elettorale – ha rivendicato con orgoglio il sindaco – e dunque di soddisfazione personale e per tutto il centrodestra il cui buongoverno è stato riconfermato alla guida di Arezzo per il prossimo quinquennio. Evidentemente quanto fatto nel mandato precedente è stato apprezzato. Posso dire che ce la metteremo tutta, nonostante tutto, per non tradire la fiducia che ci è stata assegnata.

Certo, il Covid 19 ci ha chiesto molti sacrifici, ha messo in crisi la città e il suo settore manifatturiero, per il quale temo ancora nei prossimi mesi, e abbiamo dovuto rinunciare a eventi storico-turistici come la Giostra del Saracino e la Fiera Antiquaria. Confidiamo nel 2021 e nel miglioramento della situazione per rilanciare anche le nostre manifestazioni più significative: un contributo potrà venire dai vaccini e da cure efficaci a base di farmaci. In merito al vaccino, ho salutato con grande favore l’arrivo delle prime dosi al San Donato. Capitolo Covid: abbiamo agito lungo direttrici che possiamo riassumere in due motti, ‘Nessuno lasciato solo’, ‘Arezzo non molla e riparte’. Non ci siamo fatti trovare impreparati e nel corso dei mesi abbiamo reagito prontamente. Un dato: da aprile si sono succedute sette variazioni di bilancio, con le quali abbiamo fronteggiato una situazione che a inizio 2020 nessuno avrebbe pronosticato: tutto ciò grazie a 5.700.000 euro di contributi erariali, a 50.000 euro originati da donazioni private ma anche a 8 milioni di risorse stanziate nel bilancio del Comune. Lo Stato ha oggettivamente contribuito ma la solidità del bilancio del Comune di Arezzo si è confermata tale da permetterci un grande sforzo e di gestire l’emergenza sanitaria in sicurezza. Abbiamo fin da subito attivato presso il tesoriere dell’ente il conto corrente destinato alla raccolta di fondi per fini di solidarietà alimentare e, sempre a questo scopo, il servizio di spesa e consegna a domicilio dei beni di prima necessità, alimenti, igiene personale e della casa, farmaci, a favore di coloro che, a causa delle precarie condizioni di salute, di autonomia o di solitudine, non potevano provvedere autonomamente o contare su sostegni familiari. E ancora: la gestione per due volte, in primavera e in autunno, di altrettanti bandi per i cosiddetti buoni spesa, della consegna a domicilio delle mascherine, del cosiddetto bonus ‘sanificazione’ per le attività economiche che hanno subito, con la chiusura, gli effetti negativi della pandemia, del bonus idrico ancora per le attività economiche chiuse fino a giugno 2020, del bonus cosiddetto ‘conciliazione’, il sostegno alle famiglie per le spese per l’attività di cura dei figli sulla base media del tempo che gli stessi sarebbero potuti rimanere a scuola. Abbiamo poi gestito il contributo ‘straordinario’ affitti e un’ulteriore misura di sostegno economico nei confronti delle famiglie di assegnatari di alloggi Erp che hanno subito una riduzione del reddito. Abbiamo dimezzato le rette delle scuole comunali in caso di assenza certificata di almeno 10 giorni, anche non consecutivi, dell’alunno, una misura con effetto retroattivo, concesso la gratuità per buona parte dell’anno dei parcheggi multipiano Baldaccio, Mecenate e San Donato, il rinvio della prima rata della Tari, per tutti, al 31 ottobre e l’ulteriore rinvio della seconda rata al primo febbraio 2021 per determinate categorie economiche. Un fiore all’occhiello, per il quale ringrazio vescovo e Caritas, è la nuova residenza notturna, che è un salto di qualità rispetto al precedente dormitorio, presso la sede della Caritas fino al 5 aprile 2021, per i senza fissa dimora, con un preciso protocollo sanitario da rispettare. Ricordo inoltre la pedonalizzazione di alcune aree del centro storico nei fine settimana per dare respiro alle attività di somministrazione, il cosiddetto bonus ‘ripartenza’ per i soggetti che operano in ambito turistico e culturale. E a proposito di cultura e turismo cito due dati: il primo, la stagione estiva all’anfiteatro che Arezzo ha potuto comunque vantare, cosa per nulla scontata, il secondo è invece relativo alle presenze turistiche estive, quando la città Covid-free ha potuto beneficiare del lavoro prodotto dalla Fondazione InTour. Nella prospettiva di contenere la diffusione del Covid 19, abbiamo dato corso allo screening sierologico, a favore della fascia scolastica 3-14, nonché dei minori inseriti dal Comune di Arezzo nelle seguenti strutture: Casa Thevenin, La Casa Gialla, San Martino, Don Bosco. Ringrazio poi i dipendenti comunali che si sono resi disponibili ad affiancare il personale sanitario nelle operazioni di tracciamento dei contagi. Di idee ne abbiamo lanciate altre, dall’hotel-Covid all’ospedale ‘da campo’, un supporto per impedire che il sistema andasse sotto stress e per evitare una destrutturazione di interi reparti del San Donato. Se il San Donato del pre-Covid era appena sufficiente a rispondere alle sollecitazioni di un popolazione provinciale di oltre 300.000 abitanti come si può pensare che possa sostenere anche tutta l’assistenza necessaria generata dal Covid? Ecco il senso delle mie proposte, ancora attuali in vista della prevista terza ondata. Nonostante la pandemia, nel 2020 abbiamo consegnato alla città un nuovo parco Giotto, un nuovo parco Arno, la conclusione dei lavori alle due rotatorie a Ponte a Chiani che caratterizzano adesso la viabilità all’altezza della frazione lungo la strada provinciale 21 di Pescaiola, la nuova asfaltatura di un’arteria d’importanza fondamentale come via Calamandrei, il prolungamento della tangenziale urbana nel tratto che collega, per la prima volta, viale Santa Margherita e via Buonconte da Montefeltro, la cosiddetta ‘bretella’ di Rigutino che consente di evitare il paese ai veicoli che vogliono raggiungere dalla Umbro Casentinese la strada che sale verso Lignano, nuove piste ciclabili lungo il tratto via Pisacane - largo Pieraccini e in via Benedetto da Maiano tra la scuola di via Tricca e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, gli strumenti di pianificazione urbanistica, piani funzionali al rilancio che vogliamo imprimere nel futuro, la figura innovativa del garante dei diritti dei disabili, il protocollo d’intesa tra Comune di Arezzo e Asl Toscana Sud Est per la trasformazione di alcuni locali del parcheggio Baldaccio in polo di servizi socio-sanitari, il presidio della polizia municipale in piazza Guido Monaco. A tale proposito, mi sia consentito di ringraziare tutto il corpo, dal comandante Poponcini agli ufficiali e agenti per il lavoro svolto i questi mesi, per l’attività di pattugliamento, monitoraggio e controllo, portata avanti quotidianamente con grande impegno, per tenere sotto controllo i contagi da coronavirus. E per il futuro? Abbiamo delineato tutto nel Dup e nel programma di mandato, documenti rispetto ai quali la nuova giunta, un mix di continuità e novità, ha dato un ottimo contributo grazie a un efficace lavoro di squadra: proseguiremo con il completamento delle opere pubbliche programmate, cito le viabilità in zona Baldaccio e via Fiorentina e la nuova caserma della polizia municipale, e ci atterremo all’idea di sviluppo della città che ci siamo dati e che si fonda su cinque concetti base. Li abbiamo definiti Aree Strategiche: La città di tutti e di ciascuno, La città della crescita sostenibile, La città della cultura come capitale, La città europea, resiliente e innovativa, La città del benessere. Amalgamati, serviranno a vincere definitivamente la sfida: fare di Arezzo non più solo la città dell’oro ma anche una città accogliente, ricca di tesori che sono di Arezzo e ad Arezzo rimangono, pronti a coinvolgere anche emotivamente il turista curioso e consapevole di visitare una dei luoghi più belli e affascinanti della Toscana. E ancora: una città europea, con servizi di qualità frutto anche di scelte in linea con i parametri ambientali e, penso alla New Public Library e allo spazio pubblico inteso come ‘terzo luogo’, caratterizzata da un nuovo modo di stare insieme. Riteniamo infine che il modello delle fondazioni sia il modo migliore per dare snellezza e massima rapidità di azione, necessarie ora più che mai, nella gestione dei servizi ai cittadini”.

Redazione Nove da Firenze