Firenze elettrica: chi carica le colonnine di ricarica?

Ad agosto sono spuntate come funghi in tutta la città, adesso sono arrivate le transenne


Durante l'estate la sorpresa: sono apparse come oasi nel deserto. Il Comune di Firenze ha l'obiettivo di rimpiazzare entro il 2020 il 10% degli scooter tradizionali con ciclomotori elettrici, riducendo le emissioni di CO2 di oltre 90 tonnellate l’anno è capofila del progetto europeo EleCTra, che coinvolge anche Barcellona e Genova e promuove la mobilità elettrica per ridurre lo smog e migliorare la qualità della vita.
A distanza di alcuni giorni, per non farsi mancare nulla in un settembre turbolento, sono spuntati anche i cantieri per l'allacciamento delle colonnine alla rete.

Firenze ha attuato una promozione che non passa per la distribuzione gratuita di mezzi elettrici né per l'erogazione di Buoni Sconto sull'acquisto degli stessi, ma per l'installazione di 177 postazioni di ricarica.
Nella città in cui una transenna è "vigliacca" se ruba un posto auto e quando cade un albero il primo pensiero è quello di parcheggiare la macchina sulle radici che furono per assicurarsi un rettangolo di posteggio, qualcuno si è domandato: ma siamo pronti al cambiamento?
Nelle ultime ore Palazzo Vecchio è intervenuto nella querelle Taxi con la proposta di rivoluzionare il parco auto fiorentino adottando mezzi elettrici ed il trend potrebbe essere questo anche in altri settori pubblici e privati.
Dopo aver disposto le colonnine di ricarica servono gli utenti che ricaricano.

La lentezza nell'installazione dei punti di ricarica e la scarsa dimestichezza con il nuovo sistema che prevede tessere ad hoc per usufruire del servizio non sembra preoccupare la maggioranza dei fiorentini, ma la minoranza sì: “Il Comune cerca di tranquillizzarci per l’attivazione delle colonnine elettriche. Peccato che a oggi siano attive solo 30 su 177 postazioni. Un po’ troppo poco - spiega Tommaso Grassi - ci siamo messi nei panni dell’amministrazione e visto che ci aspettavamo una risposta del genere, abbiamo trovato una soluzione al problema. Non è possibile che chi usa un mezzo elettrico debba essere vessato e non incentivato. Se un costo esiste questo deve essere a carico di chi lucra sul servizio e non di chi usa mezzi non inquinanti”.
Come fare? "Assegnare a Silfi, società 100% pubblica, l’incarico di consegna dei tesserini per le ricariche. Ci penseranno poi loro a pagare Enel" è la proposta dell'esponente di Sel.

Il futuro è arrivato. Le colonnine, una volta cariche, saranno a disposizione dei cittadini che hanno deciso di convertirsi all'energia pulita.

Antonio Lenoci