Elezioni regionali 2015: Claudio Borghi

​Il candidato governatore della Toscana per Lega Nord e Fratelli d'Italia risponde alle nostre domande


Nato a Milano, classe 1970 padre impiegato alla Pirelli e madre casalinga. Assunto a 24 anni come funzionario in Deutsche Bank. A 26 anni in Merrill Lynch come Director e responsabile del trading sull’azionario Italia. A 36 anni è Managing Director ed è chiamato dall’Università Cattolica. Scrive di economia per “il Giornale". Insegna Economia e Mercato dell’Arte alla Cattolica, allo IED di Venezia e alla Luiss a Roma. Pubblica articoli sulla situazione dell’Euro sulla rivista dell'Associazione Italiana degli Analisti Finanziari. Chiamato nel luglio del 2013 da Matteo Salvini che chiede aiuto per diffondere in modo comprensibile le teorie sull'Euro attraverso il manualetto “Basta Euro”.

"Candidato della Lega Nord alla guida della Regione Toscana per tentare di rovesciare il regime eurista del PD e tornare finalmente liberi. Se i Toscani riusciranno in questo miracolo il loro nome sarà legato a qualcosa di grande e si guadagneranno l’eterna gratitudine di tutti gli Italiani. Io sono solo uno strumento trasparente, a loro la parola".

 Sanità. Riorganizzazione del sistema e la razionalizzazione della spesa pubblica hanno tenuto banco durante la passata legislatura. Come ridurre ad esempio le liste di attesa che tante polemiche hanno suscitato e suscitano nei cittadini? "Noi vogliamo fermare il processo di accentramento delle ASL in tre macro-aree: risparmi non ce ne saranno, mentre aumenteranno in maniera spropositata i disagi per i pazienti, specialmente per coloro che abitano in centri abitati collegati in modo non soddisfacente, e in Toscana ce ne sono parecchi".

La Riforma? "Con questa "riforma" delle ASL si azzerano i bilanci precedenti, per la gioia di Assessori e Governatori PD che hanno provocato buchi da centinaia di milioni di euro. In ogni caso, la revisione della spesa non si fa tagliando i servizi: è necessario uscire dal sistema Euro-UE che toglie a chi ha poco per dare a chi ha tanto, (i dati OCSE ed Eurostat sono lì a dimostrare come negli ultimi anni l'Italia abbia pagato in termini di debito, crescita, occupazione, benessere delle famiglie e delle imprese, mentre la Germania ha avuto solo benefici)".

Il vostro modello? "Il percorso che vogliamo fare una volta al governo della nostra Regione è l'opposto rispetto a quello impresso dal PD, ovvero un sistema sanitario diffuso, dotato anche di poche strutture ma pienamente efficienti e autosufficienti, perfettamente collegate alle aree limitrofe sprovviste di tali presìdi, dove riprenda centralità il ruolo del personale medico-sanitario rispetto a quello amministrativo, che oggi prosciuga la maggior parte delle risorse e dei premi di produzione, a fronte di una "produzione" veramente scarsa. Basta chiedere a qualsiasi toscano che voglia prenotare un esame quali sono le attese per sottoporvisi".

 Appunto, i tempi di attesa? "A proposito delle liste d'attesa, inizieremo col dare i primi posti ai Cittadini toscani che pagano la sanità regionale di tasca propria, destinando in maniera razionale strutture e personale alle emergenze e altre strutture e altro personale per analisi ed esami di routine o di controllo. E' ora che si ponga fine allo strano meccanismo per cui i toscani pagano la sanità regionale due volte, prima con le tasse e poi sottoponendosi ad esami a pagamento per ovviare ai tempi biblici delle strutture pubbliche".

Lavoro. La Regione si occuperà di Formazione delle risorse umane e gestione dell'orientamento lavorativo per aiutare i giovani a trovare stabilità economica ed i meno giovani a mantenere un reddito utile. Cosa farà la Toscana per diminuire la disoccupazione? "Per creare posti di lavoro non bastano Jobs Act o assunzione di precari; questi sono provvedimenti che vanno bene per ottenere qualche voto in più, ingannando i cittadini. Come possiamo pensare di migliorare i dati della disoccupazione se ogni giorno centinaia di aziende in Italia e in Toscana chiudono i battenti? E' indispensabile per noi tornare alla sovranità monetaria, che significa possibilità di scegliere un livello civile di tassazione (e noi abbiamo la proposta collaudata della flat tax al 15% per aiutare le famiglie e far emergere l'evasione), possibilità di scegliere una classe dirigente che faccia i nostri interessi e non quelli di qualcuno che sta fuori dai nostri confini, e che magari dispone di ville o di grandi ricchezze finanziarie depositate in qualche paradiso fiscale... Tornare alla valuta nazionale è il nostro primo obiettivo: se vinciamo in Toscana, cade anche Renzi e si va ad elezioni politiche".

A quel punto? "Ce la giochiamo, e se vinciamo, torniamo a coniare la nostra moneta, a decidere il nostro tasso di cambio, in linea con l'economia che, caratterizzata non da forti gruppi industriali ma da una piccola-media impresa tra le più agili e intraprendenti al mondo, proprio su queste piccole realtà produttive ci ha permesso di diventare la quinta potenza mondiale. Ecco, vogliamo riprenderci questa posizione, che ci spetta di diritto per ciò che abbiamo e che sappiamo fare".

Formazione? "Quanto alla formazione, la scuola va riportata su un piano più applicativo: chi esce dai cicli scolastici superiori e universitari deve non solo conoscere le materie che ha studiato, ma anche poter operare in azienda, e specialmente nelle aziende del territorio dove è nato e cresciuto; questo per impedire che intere aree della nostra Regione vadano a spopolarsi di giovani, costretti a cercare lavoro in altra Regione o addirittura ad emigrare. Per i giovani cittadini italiani residenti in Toscana abbiamo in mente anche incentivi per le nuove famiglie, graduatorie favorevoli per assegnare loro case popolari, asili nido gratis e bonus per i nuovi nati".

Trasporti e Grandi Opere. La Tav è ancora un'opera strategica? "La TAV è opera strategica: i corridoi europei, di cui la rete ferroviaria AV italiana fa parte, sono indispensabili per la Toscana e per tutto il nostro Paese per far ripartire la nostra economia, rendere competitive le nostre aziende, attirare i più importanti flussi turistici continentali. Viaggiare per l'Italia nel minor tempo possibile è fondamentale, e deve essere un modo per avvicinare non solo le grandi città tra di loro, ma anche le grandi città ai centri urbani piccoli e medi. Per il trasporto pendolare - a parte l'assurdità dei nuovi convogli commissionati dalla Regione Toscana a un'azienda in Polonia, con la Breda di Pistoia costretta alla svendita ai Giapponesi di Hitachi - è necessario il raddoppio di linee ferroviarie oggi a binario singolo, per raggiungere in tempi decenti tutti i Capoluoghi di Provincia, nonché l'aggiornamento a ferrovie semi-veloci della Pisa-Firenze e della linea costiera". 

Gomma. Gara per la Mobilità extraurbana, siamo pronti? "Se arriveremo al governo della Toscana rivoluzioneremo anche il trasporto su gomma, sia urbano che extra-urbano".

Aeroportuale. Nuove traiettorie di volo e nuovo marketing aziendale, come conciliare le aspettative di Firenze e Pisa e rispondere alle richieste di vivibilità avanzate dai comuni coinvolti? "Pisa e Firenze devono coesistere, farsi concorrenza, ma non sleale, integrarsi perfettamente tra loro, il primo come scalo intercontinentale e il secondo come city-airport. No al nuovo aeroporto di Peretola, dannoso e utile solo alle tasche di qualche amico del PD: l'attuale Peretola può migliorare di gran lunga rispetto all'attuale, senza andare a distruggere i pregi di Pisa. Così si costruisce un polo aeroportuale in grado di competere a livello internazionale. Mentre l'operazione Renzi-Rossi con la fusione e la svendita agli Argentini dei due scali serve solo ad un cieco accentramento, per far piacere al potente di turno e mettere in crisi l'occupazione a San Giusto, creando poi notevoli problemi al territorio, agli abitanti della Piana e del Capoluogo; ebbene sì, perché nessuno dice che con la nuova pista parallela alla A11, in certi casi i voli potranno atterrare e decollare passando pochi metri sopra Firenze. Qualcuno ha chiesto ai Fiorentini se andrebbe loro bene tale soluzione?"

Turismo. Il nostro vero motore economico, ma passato l'Expo, cosa offre "sul piatto" la Toscana e come intende difendere il "prodotto tipico" dalla concorrenza straniera? "Certamente un modo per difendere la qualità dell'offerta è ripensare la riforma della legge regionale sul turismo attualmente proposta dal PD e momentaneamente "congelata" per ovvi motivi elettorali: l'attuale maggioranza vorrebbe equiparare un qualsiasi appartamento messo a disposizione di forestieri per un certo numero di giorni agli alberghi; le strutture alberghiere però impiegano migliaia di persone, e hanno pagato cari la messa a norma degli edifici e il raggiungimento di determinati standard. Noi vogliamo salvaguardare l'offerta ricettiva, pur permettendo una diversificazione della stessa, che però fino ad oggi non ha garantito incremento significativo delle presenze. E ancora una volta entra in gioco l'economia nazionale: se non siamo competitivi nei prezzi, pur con tutta la bellezza che possiamo offrire, il turista europeo o extra-europeo sceglie altre mete, meno costose!
Serve anche la promozione: non sappiamo venderci, imiteremo dunque l'efficace sistema di marketing territoriale usato in Veneto, la Regione (governata dalla Lega) più visitata dai turisti in Italia. Chi non sa vendere la Toscana, è decisamente un incapace; perciò pensiamo che peggio di così non si possa fare. Da ultimo, troveremo risorse e pianificheremo interventi per difendere e recuperare il nostro Patrimonio, spesso oggi abbandonato o in stato di degrado avanzato".


Dissesto idrogeologico: come risponderà la Toscana all'attuazione del Piano?
"La normativa in termini di dissesto idrogeologico è inutile se non accompagnata da serie misure di prevenzione e cura del territorio. La nostra ricetta in questo senso è molto semplice: stop all'edilizia selvaggia e al consumo di suolo, con riutilizzo e riqualificazione dell'edificato esistente; prevenzione degli incendi e punizione esemplare per chi li appicca; rimboschimento delle aree devastate da incendi del passato; favorire chi da sempre si occupa della cura del sottobosco e delle aree rurali, eliminando l'IMU per agricoltori e allevatori e adottando una fiscalità favorevole per le proprietà al di sopra dei 500 metri; pulizia dei letti dei corsi d'acqua; monitoraggio del clima e degli eventi atmosferici, in stretto contatto con gli istituti regionali e nazionali dedicati".

Sarà più dura senza le Province? "Fino a che non sono state abolite, erano le Province ad occuparsi di territorio e bacini idrografici, così come si occupavano della promozione turistica. Renzi ci ha fatto anche questo bel regalo. Da maggioranza in Regione, cercheremo di dare agli Enti locali gli strumenti necessari per proteggere il territorio dalle calamità naturali di ogni tipo".

Antonio Lenoci