Covid, a Firenze un fondo di supporto alle piccole e medie imprese?

Oggi incontro tra il sindaco Nardella e le categorie economiche: una proposta importante


Un fondo di supporto alle piccole e medie imprese che possa ‘smobilitare’ il risparmio privato attraverso un meccanismo di incentivi fiscali: è una delle proposte emerse nel corso dell’incontro via web che si è tenuto tra il sindaco Dario Nardella e le categorie economiche, nel corso del quale i vari soggetti si sono confrontati e hanno presentato proposte per ‘frenare’ il collasso delle attività produttive a causa delle restrizioni poste dalla lotta alla pandemia.

“Mi farò portavoce con il governo delle idee e delle proposte di questo gruppo di lavoro - ha detto il sindaco Nardella - per far fronte alla crisi economica causata dal Covid e aiutare così le piccole e medie imprese, che soffrono pesantemente la crisi. Una volta definiti tutti i dettagli tecnici relativi alla proposta del fondo di supporto alle piccole e medie imprese presenteremo la proposta al governo e mi auguro che il Parlamento possa approvare questa misura di sostegno economico e farla diventare una misura nazionale affinché possa essere adottata da tutte le Città metropolitane del Paese”. “Questo tavolo con le categorie economiche cittadine resterà aperto - ha continuato il sindaco - e si riunirà periodicamente per condividere con le categorie economiche le possibili soluzioni alla crisi. “L’amministrazione comunale è al lavoro anche sul fronte degli affitti commerciali - ha spiegato il sindaco - per i quali stiamo cercando di mettere a punto una nuova proposta che sia adeguata all’attuale fase di emergenza dovuta alla seconda ondata della pandemia”.

Alla riunione, oltre al sindaco, hanno partecipato l’assessore alle Attività produttive Federico Gianassi, l’assessore al Turismo Cecilia Del Re, i consiglieri speciali del sindaco Lucia Aleotti e Alessandro Petretto, il presidente e il vicepresidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi e Niccolò Manetti, il presidente e il direttore della Fondazione CRF Luigi Salvadori e Gabriele Gori, il presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi, il presidente di CNA Firenze Giacomo Cioni, il presidente di Confartigianato Firenze Alessandro Sorani, il presidente di Confesercenti Firenze Claudio Bianchi, il presidente di Confcommercio Firenze Aldo Cursano, il presidente dell’Ordine dei commercialisti Leonardo Focardi, il presidente di Alleanza delle cooperative Alessandro Giaconi e il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini.

“L’impegno comune e coordinato delle istituzioni fiorentine, in collegamento diretto con le categorie economiche e professionali del territorio, è un fatto molto positivo che mette energie importanti al servizio della ripresa, anche a livello nazionale - ha detto il presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi -. Servono azioni mirate nel breve per aiutare le imprese a fronteggiare le crisi e serve una visione di medio-lungo periodo per immaginare il futuro, come nel caso della proposta del fondo a sostegno delle città metropolitane”.

L’idea dell'istituzione del fondo per salvare il medio e piccolo tessuto produttivo locale è stata messa a punto dai consiglieri speciali del sindaco Lucia Aleotti e Alessandro Petretto. Il fondo sarebbe il frutto di una sinergia tra Stato, Città metropolitane e Camere di Commercio. La misura dovrebbe consistere in un credito d'imposta, riconosciuto a persone fisiche e giuridiche che sostengono indirettamente le piccole e medie imprese del proprio territorio. Le persone fisiche e giuridiche dovranno versare un contributo in un conto corrente apposito, il cui titolare è la Città metropolitana, finalizzato alla raccolta di fondi per far fronte all'emergenza epidemiologica. Si tratta di un conto corrente di solidarietà senza costi, per aprire il quale occorre solo una preventiva deliberazione dell'organo esecutivo da trasmettere al tesoriere. La Città metropolitana diventa così un semplice soggetto erogatore.

Nella proposta elaborata dai consiglieri speciali Aleotti e Petretto un comitato di enti istituzionali formato da Città metropolitana, Camera di commercio, rappresentanti delle categorie, Ministero dell'Economia, e prefettura provvederà poi a individuare le imprese a cui erogare il contributo, che si configurerebbe come un sussidio a fondo perduto a imprese che hanno subito il tracollo dell’attività produttiva e perdite finanziarie.

Le caratteristiche del fondo

Il fondo di supporto alle piccole e medie imprese sarebbe il frutto di una sinergia tra Stato, Città metropolitane e Camere di Commercio. La sua caratteristica è quella di essere simile al cosiddetto ‘bonus facciate’: ovvero un bonus fiscale a fronte di un comportamento dei privati atto a muovere l’economia. La misura proposta dovrebbe consistere in un credito d'imposta riconosciuto a persone fisiche e giuridiche che sostengono indirettamente le piccole e medie imprese del proprio territorio, per il tramite di istituzioni accreditate vicine alla realtà locale e sensibili nei confronti della sorte delle imprese falcidiate dall’emergenza.

Le persone fisiche e giuridiche versano un contributo in un conto corrente (individuato allo scopo) il cui titolare è la Città metropolitana, un conto corrente dunque dedicato ai sensi degli articoli 66 e 99 del Dl ‘Cura Italia’ Dl n.18/2020, finalizzato alla raccolta di fondi per far fronte all'emergenza epidemiologica.

Si tratta di un conto corrente di solidarietà senza costi per aprire il quale occorre solo una preventiva deliberazione dell'organo esecutivo da trasmettere al tesoriere. La Città metropolitana diviene semplice soggetto erogatore, mentre un comitato di enti istituzionali (Città metropolitana, Camera di commercio, rappresentanti delle categorie, Ministero dell'Economia, e Prefettura) provvederà a individuare le imprese a cui erogare il contributo. Che si configurerebbe come un sussidio a fondo perduto a imprese che hanno subito il tracollo dell’attività produttiva e perdite finanziarie. Il credito d'imposta, pari al 110% dell’erogazione fatta dal contribuente matura per questo in 5 quote annuali di pari importo (come per l’agevolazione sulle ristrutturazioni delle case recentemente introdotta). Il credito di imposta potrebbe essere ceduto (anche a soggetti non finanziari) per acquisire l’immediata liquidità.

La copertura finanziaria

La proposta, da formulare attraverso legge dello Stato, comporta una perdita di gettito fiscale annuo corrispondente al credito di imposta, la cui copertura è da ricercare, almeno in parte, nel corrispondente maggiore gettito dovuto all’attivazione economica del territorio, grazie al mantenimento in vita di imprese altrimenti destinate a produrre perdite e cessare. Al riguardo, secondo stime sugli effetti economici attesi dal Covid-19 sulle piccole e medie imprese ("Rapporto Cerved 2020 PMI"), la perdita nel 2020 di utile lordo per il settore dovrebbe essere non meno di 17-18miliardi di euro. A questa cifra si può stimare corrisponda una perdita di gettito fiscale di circa 5 miliardi, dato non solo dalla fiscalità dell'impresa, ma anche dai salari dei dipendenti che perderanno il lavoro. Il valore dell’intervento dovrebbe essere parametrato sulla perdita di utile del 2020 che si riesce a ristorare anno dopo anno nelle aree metropolitane, a cui poi corrisponde un incremento di gettito fiscale una volta le imprese sostenute tornino in utile.

L’operatività

Operativamente, in ciascuna area metropolitana, si apre un conto corrente vincolato presso un Istituto di credito del territorio, intestato alla Città metropolitana in virtù della stessa norma di legge che istituisce il credito d’imposta. A questo affluiscono i versamenti dei cittadini che intendono sostenere l’economia del territorio e da questo vengono direttamente veicolate le erogazioni alle aziende. A tal fine viene istituito un Comitato di gestione locale, incaricato di provvedere all'assegnazione dei fondi, raccolti localmente, alle imprese dell’area metropolitana, selezionate con una procedura il più possibile semplificata. Al comitato dovrebbero prendere parte rappresentanti della Città metropolitana, della Camera di Commercio e dello Stato, come la Prefettura e il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

La legge istitutiva il credito d’imposta stabilisce i criteri generali della selezione, che poi vengono precisati e applicati in sede locale. In particolare, a livello nazionale potrebbero essere definiti, tra gli altri elementi, la tipologia di imprese ammissibili, la tipologia di contributi erogabili, i limiti minimi e massimi di tali contributi in relazione al fatturato; si dovrebbero poi lasciare alle Città metropolitane, attraverso il Comitato, degli spazi di manovra per individuare con precisione i beneficiari e graduare le percentuali di aiuto nell’ambito dei limiti massimi previsti a livello nazionale.

Redazione Nove da Firenze