Corridoio tirrenico, sblocco in vista?

"Inserirlo nell’elenco delle opere da sbloccare con il commissariamento": a chiederlo è una mozione, approvata in aula a maggioranza, presentata dai consiglieri di Iv Stefano Scaramelli e Maurizio Sguanci. Petrucci (Fdi): “Giani la faccia inserire dal Governo nel Recovery plan, altrimenti sono soltanto chiacchiere”. Interrogazione urgente dell’On. Ripani (FI) su Corridoio Tirrenico:“Storia infinita tra rimpalli di competenze, colpevoli ritardi del Governo eirrilevanza politica della Regione Toscana”


Firenze– Il completamento del Corridoio Tirrenico costituisce uno snodo cruciale e improcrastinabile per l’economia della Maremma e per la viabilità toscana e laziale. Ad un anno di distanza dall’approvazione del Decreto Milleproroghe la Tirrenica è ancora ferma al palo e scompare dall’elenco delle 40 opere da commissariare e finanziare. Omissione giustificata con il mancato perfezionamento del passaggio di concessione da SAT in capo ad Anas. Non la pensa così il Presidente della SAT, Antonio Bargone, che prende posizione sulla Nazione di Grosseto, rivendicando che non ci sia alcun passaggio di consegne da effettuare, in quanto il Milleproroghe ha già disposto l’estromissione della SAT lasciandola come concessionaria fino al 2028 delle sole tratte autostradali già in esercizio. Continua così la storia infinita, tra rimpalli di competenze, colpevoli ritardi del Governo dimissionario e l’irrilevanza politica della nostra Regione che fa tanti annunci in campagna elettorale per poi subire inerme le decisioni romane.

Approvata a maggioranza (con 23 voti favorevoli e 2 astenuti) una mozione sull’esclusione della realizzazione del corridoio tirrenico dall’elenco delle opere da sbloccare, tramite le figure commissariali, previste dal Dl “Semplificazioni”. La mozione, originariamente presentata da Stefano Scaramelli e Maurizio Sguanci di Italia Viva, è stata modificata da una serie di emendamenti che vedono come primo firmatario Francesco Gazzetti (Pd). Nella versione emendata l’atto impegna la Giunta “ad attivarsi nei confronti di tutti i soggetti interessati affinché venga perfezionato quanto prima il necessario passaggio di competenze da Sat ad Anas per la gestione dell’arteria” e “a proseguire l’azione nei confronti del Governo nazionale affinché il corridoio venga inserito tra le opere commissariate, così come previsto dal Dl ‘Semplificazioni’”.

Gazzetti ha spiegato che gli emendamenti “intendono specificare meglio il procedimento in corso, le motivazioni che determinano la momentanea esclusione, prendono atto delle iniziative già assunte dalla Giunta che dovranno essere rafforzate nelle prossime settimane”.

Andrea Ulmi (Lega) ha osservato che non è possibile non votare l’atto, ma che “gli emendamenti sembrano stravolgere la mozione” e che “ad oggi il commissariamento non c’è”. “Basta ai continui ritardi nella realizzazione delle infrastrutture – ha detto il consigliere –. La Toscana sembra essere diventata la regione del no”.

Il Centrodestra, e in particolare Fratelli d’Italia, è sempre stato favorevole al Corridoio tirrenico che rappresenta, ad oggi, un buco nero della Toscana in cui finiscono competitività e sviluppo economico delle nostre aziende e un problema per tanti lavoratori. Uno degli ostacoli sulla strada della progettazione della Tirrenica è stata, invece, negli anni la contrarietà di tanta parte della Sinistra” dichiara Diego Petrucci, Consigliere regionale di Fdi Giani ha interesse a sostenere la Tirrenica? Si tratta di una grande opera, per la sua importanza a livello interregionale e per il suo ruolo strategico a livello nazionale, che potrebbe essere finanziata con i fondi che arriveranno dall’Europa -sottolinea Petrucci- Il Governatore toscano vada a Roma e faccia inserire la Tirrenica tra le opere da finanziare con il Recovery plan, altrimenti sono soltanto chiacchiere. Purtroppo, il Corridoio Tirrenico, tra le 130 grandi opere del Decreto semplificazioni, al momento è rimasto fuori dai finanziamenti”.

“La Tirrenica è l’esempio lampante dell’innegabile ritardo infrastrutturale della Toscana –commenta il vicepresidente della Commissione Infrastrutture Alessandro Capecchi -. Tra le grandi opere su cui Giani si deve esprimere chiaramente e deve farsi sentire con il Governo, anche per farle inserire nel Recovery Plan, si contano la terza corsia dell’autostrada A11 e opere connesse, un’opera strategica per tutta l’area metropolitana. Ne abbiamo già chiesto conto in Regione, come attendiamo di conoscere il cronoprogramma dei lavori al raddoppio ferroviario Lucca-Pistoia”.

“Sono troppe le opere ferme in Toscana su cui occorre prendere impegni precisi –conclude Capecchi-. Giani deve fare chiarezza in consiglio regionale e rendere conto delle proposte avanzate, come l’idea di una Spa pubblica per la gestione della Fi-Pi-Li e l’estensione della tramvia nell’area metropolitana”.

"Il nuovo Esecutivo dovrà rispondere prontamente all’interrogazione urgente che sto per depositare per far luce sulla vicenda, ma soprattutto dovrà mettere un punto fermo. La Maremma e le Istituzioni locali hanno il diritto di conoscere i passaggi burocratici e la tempistica, il cronoprogramma dell’opera, il nodo indennizzi da corrispondere a SAT e gli impedimenti che hanno escluso la Tirrenica dal Decreto Semplificazioni, allungando così l’iter per progettare e appaltare l’adeguamento della Statale Aurelia. Di questo passo, non vorremmo ritrovarci a parlare di Tirrenica ancora una volta durante la prossima campagna elettorale. Servono risposte concrete e tempi certi per un’infrastruttura di rilevanza strategica: il rilancio economico della Maremma è appeso all’avvio dei cantieri" interviene Elisabetta RIPANI, deputata di Forza Italia.

Redazione Nove da Firenze