Coronavirus: più restrittive le misure di contenimento in vigore da oggi

I commenti dalla Toscana al nuovo Dpcm. Meoni: «Bar e ristoranti penalizzati, bastava il rispetto dei protocolli sanitari». Gronchi, Confesercenti: “Bene aver evitato coprifuoco o nuovo lockdown; ora sostegno immediato alle imprese”. Cursano, Confcommercio: “Tra smart working, mancanza di turisti, orari ridotti e paura della gente ad uscire, il nostro settore è in terapia intensiva


Firenze, 19 Ottobre 2020- Entra in vigore il nuovo decreto della presidenza del consiglio dei ministri in materia di emergenza sanitaria. Il nuovo decreto comprende misure restrittive volte a contenere il contagio. Da oggi 19 ottobre si applicano nuove misure di contenimento varate dal Governo in considerazione del peggioramento del numero dei contagi al Covid-19. Le misure si affiancano, e in parte sostituiscono, quelle già attive dal 14 ottobre scorso fissate dal Dpcm 13 ottobre che è stato modificato. Le principali novità in vigore da oggi sono:

Vie e piazze - un possibile “coprifuoco” nei centri urbani: le autorità locali possono decidere di chiudere dopo le ore 21 strade o piazze dove si possono creare situazioni di assembramento, facendo salva la possibilità di accesso o deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private;

Attività di ristorazione - le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e fino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Gli esercenti devono esporre all’ingresso un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale;

Attività sportive - riguardo agli eventi sportivi possibili solo quelli riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o internazionale (non amatoriali);

Attività delle palestre - per quanto riguarda gli sport di contatto, le attivita' sportive dilettantistiche di base, le scuole e l'attivita' formative di avviamento sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sospese anche tutte le gare, le competizioni e le attivita' connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale;

- le sale giochi, sale scommesse e sale bingo possono svolgere la loro attività solo dalle ore 8 alle ore 21;
Sagre e fiere - sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale o internazionale;

eventi - sospesi i convegni e congressi in presenza, per le riunioni private è fortemente raccomandato lo svolgimento a distanza;

Scuola - le scuole rimangono aperte, ma per le superiori è prevista l’adozione di forme flessibili di attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata (a distanza, che comunque rimane complementare a quella in presenza), modulando gli orari di ingresso e uscita degli alunni, anche utilizzando turni pomeridiani, e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle ore 9;

- riguardo alle prove pratiche di guida (esami per la patente) è previsto che possano essere sospese, con decreto ministeriale, in caso di particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

“Eravamo preoccupati, molto, che l'aumento repentino dei contagi e le scelte pesanti fatte in Francia, Inghilterra e Germania portassero anche l'Italia a processi di chiusura dall'alto, pesanti e pericolosissimi per le imprese”, così Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana, sull’ultimo DPCM annunciato ieri in serata dal Premier Giuseppe Conte. “Su 2 aspetti del DPCM vale la pena sottolineare l’impatto che hanno sulle imprese:

- La questione 'movida' è stata risolta coinvolgendo i sindaci, che potranno disporre la chiusura dopo le ore 21.00, di vie o piazze dove possono crearsi assembramenti. Nelle nostre Città si potranno trovare gli equilibri giusti senza che un decreto sancisca vita o morte di strade, piazze e delle imprese che ci lavorano, ma si tratta di aver scaricato sui sindaci gigantesche responsabilità e con loro dovremo lavorare fianco a fianco per trovare soluzioni equilibrate.

- La questione ristorazione è stata risolta consentendola con qualche limitazione fino alle 24:00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo consentendo l'asporto fino alle ore 24:00 oltre alla consegna a domicilio”.

Confesercenti ha insistito molto perchè si responsabilizzassero tutti gli attori coinvolti, perché siamo in una fase di convivenza con questa pandemia e un altro lockdown generalizzato o chiusure forzate sarebbero state una bomba economica e sociale che non possiamo permetterci.

“Aver evitato coprifuoco o lockdown è un risultato certamente positivo – prosegue Gronchi -, ma i nuovi provvedimenti restrittivi stabiliti dal DPCM, non mancheranno di avere effetti negativi sull’attività di diverse categorie di imprese, già gravemente provate dalla crisi, per le quali dovrà essere disposto un sostegno immediato, senza interventi a pioggia, ma riservandolo a chi è realmente in difficoltà e valutando attentamente i criteri di selezione”. “Adesso dovremo essere capaci tutti, sia gli operatori economici, sia ogni singolo cittadino, di creare le condizioni per non peggiorare la situazione attuale. Molto dipende da ognuno di noi”.

«La comunità cortonese, tranne qualche caso sporadico – dichiara il sindaco di Cortona Luciano Meoni – ha dimostrato, fino a oggi, la propria correttezza nei comportamenti e nel rispetto delle regole. Il territorio non mostra particolari criticità e i casi di contagio fin qui rilevati sono ben monitorati dalle autorità sanitarie e dalla stessa amministrazione comunale. A questo riguardo, faccio notare che i protocolli adottati sono sicuri e la loro scrupolosa osservanza garantisce di contenere la diffusione del virus. Non condivido, pertanto, la decisione di far chiudere anticipatamente i bar e i pubblici esercizi qualora non dispongano dei tavolini, così come non sono d’accordo sulla limitazione dei posti a sedere all’interno dei locali. Non conta la limitazione dei posti in sé, ma il rispetto delle regole sanitarie. Questo aspetto del nuovo decreto presidenziale rischia di essere un ulteriore attacco alle attività economiche del territorio», conclude il primo cittadino di Cortona.

"Ho ascoltato ieri sera con attenzione la diretta del Premier Conte, notando come sul passaggio riguardante situazione palestre e piscine, si sia soffermato giustamente ma non ha avuto la medesima attenzione su un altro problema: la gestione del trasporto pubblico su scala nazionale -dichiara l'On. Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia- Come è possibile non comprendere che se non si ripensa presenza utenti nel trasporto pubblico, non si favorisce minimamente calo contagi? E' evidente che sui bus come sui treni si notano situazioni di sovraffollamento in determinate fasce orarie che adesso sono inaccettabili. Fingere di non vedere o capire è assurdo. E' opportuno pertanto prevedere riduzione della capienza sui mezzi di trasporto pubblico al 50%. La situazione attuale dell'80% non è assolutamente proporzionata all'emergenza odierna."


"Come evidenziato dal Codacons, "purtroppo stiamo assistendo ad un affollamento dei mezzi pubblici (metropolitane, tram e autobus). Dopo aver diminuito la capienza, la stessa è stata progressivamente aumentata, creando situazioni di enorme affollamento soprattutto nelle ore di punta. O si interviene o i mezzi pubblici diventeranno veicolo di contagio." Come mai il Ministro dei Trasporti De Micheli, continua nel ribadire che il problema contagi "è bassissimo sui mezzi pubblici" ? E' evidente a tutti il problema. Tutti abbiamo visto bus e altrettanti mezzi pubblici stracolmi senza il minimo distanziamento fra le persone. Pensare con l'allargamento dello smart working e l'apertura delle scuole il pomeriggio, di attenuare o migliorare la situazione è solo un'illusione. Si sta dando un'attenzione particolare a movida e giovani senza vedere i problemi reali. Ci auguriamo che rapidamente il Governo si ravveda, prima di attuare tutti insieme ed all'improvviso provvedimenti molto più restrittivi."

“Il nuovo Dpcm firmato ieri (18 ottobre 2020) dal premier Conte getta poche luci e molte ombre sul settore dei pubblici esercizi. Se bar e ristoranti in qualche modo si “salvano”, pur fortemente penalizzati in alcuni casi, senza congressi e cerimonie si decreta la morte di catering e banqueting. Le discoteche erano già state sacrificate. Insomma, si uccide il mondo dello svago e della socialità e quel sistema di imprese che ad oggi rappresentava un marchio identitario per il nostro Paese, uno stile di vita e un modello di accoglienza”. Lo afferma Aldo Cursano, che di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è presidente regionale toscano e vicepresidente vicario nazionale.

Anche se l’attività di bar e ristoranti resta più o meno garantita, ci sono molti fattori che indeboliscono la domanda”, prosegue Cursano, intanto il ritorno al 75% dello smart working per gli uffici pubblici, che svuota le città e rende inutile la funzione dei nostri locali; poi l’allarmismo, non sempre giustificato, che ha spento la voglia di uscire e frequentare pub e ristoranti, pur nelle condizioni di massima sicurezza. Così è quasi inutile restare aperti, per qualcuno può essere una rimessa. Pure aver anticipato alle 18 la possibilità di consumare in piedi al bancone uccide la metà dei bar, già sofferenti per la mancanza di turisti e per lo smart working. Insomma, si è messo in terapia intensiva un intero settore che ha sempre svolto una funzione importantissima per la collettività”.

Da qui, la richiesta urgente della categoria: “per evitare che la pandemia sanitaria diventi una pandemia economica e sociale ancora più spaventosa chiediamo con urgenza tre forme di sostegno: indennizzi per il fatturato perso, rinnovo del credito d’imposta sugli affitti almeno fino alla fine dell’anno e proroga della cassa integrazione. La parola d’ordine deve essere salvare imprese e occupazione. Ma bisogna lavorare in fretta o sarà troppo tardi”, sottolinea con forza Cursano.

Le poche luci del Dpcm”, spiega Cursano “consistono nella scelta di non anticipare ulteriormente la chiusura per il servizio al tavolo, già fissata alle ore 24 dal decreto del 13 ottobre, poi nella volontà del Governo di trovare forme risarcitorie per le imprese penalizzate dalle nuove regole. Segno che il Presidente del Consiglio, che ho incontrato la settimana scorsa a Roma insieme alla delegazione di Fipe-Confcommercio nazionale, ha compreso la serietà e il senso di responsabilità della nostra categoria. E se la ristorazione italiana, unica in Europa, in qualche modo può continuare a lavorare lo si deve a quell’incontro”.

Restano però molte ombre ad allungarsi pesanti sul futuro del comparto, che secondo le stime di Fipe ha già perso in Italia 24miliardi di euro dall’inizio della pandemia e rischia ora di perdere ogni mese un altro miliardo e 300 mila euro, con il risultato di mettere a rischio entro il 2020 la sopravvivenza di ben 300mila posti di lavoro e 50mila imprese, 3mila solo in Toscana sulle circa ventimila esistenti. “Servono subito misure compensative per salvare insieme alle imprese storie, identità e i sacrifici di una vita. Come Fipe-Confcommercio Toscana stiamo valutando le azioni da intraprendere”, conclude il presidente Aldo Cursano.  

Redazione Nove da Firenze