Coronavirus: 436 nuovi positivi e 17 decessi

Sabato 16 gennaio l'età media è di 48 anni. 158 positivi nell'Asl Toscana nord ovest. Malati di Covid19 festeggiano 54 anni di matrimonio nelle Cure Intermedie. Bezzini a Sarteano per lo screening "Territori Sicuri". A Dicomano una sede Usca


FOTOGRAFIE — In Toscana sono 127.446 i casi di positività al Coronavirus, 436 in più rispetto a ieri (433 confermati con tampone molecolare e 3 da test rapido antigenico). I nuovi casi sono lo 0,3% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 114.850 (90,1% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 9.354 tamponi molecolari e 5.172 tamponi antigenici rapidi, di questi il 3% è risultato positivo. Sono invece 5.013 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui l’8,7% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 8.639, +0,5% rispetto a ieri. I ricoverati sono 831 (13 in meno rispetto a ieri), di cui 125 in terapia intensiva (4 in meno). Oggi si registrano 17 nuovi decessi: 5 uomini e 12 donne con un'età media di 82,7 anni. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione. Sono 192 i casi riscontrati oggi nell'Asl Centro, 158 nella Nord Ovest, 86 nella Sud est. L'età media dei 436 nuovi positivi odierni è di 48 anni circa (il 14% ha meno di 20 anni, il 26% tra 20 e 39 anni, il 29% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, il 12% ha 80 anni o più).

Sono 35.483 i casi complessivi ad oggi a Firenze (121 in più rispetto a ieri), 10.899 a Prato (24 in più), 10.827 a Pistoia (29 in più), 7.991 a Massa-Carrara (27 in più), 13.262 a Lucca (51 in più), 17.487 a Pisa (40 in più), 9.541 a Livorno (58 in più), 11.449 ad Arezzo (53 in più), 5.624 a Siena (29 in più), 4.328 a Grosseto (4 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. La Toscana si trova al 12° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 3.417 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 3.897 per 100 mila, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 4.229 casi per 100 mila abitanti, Pisa con 4.173, Massa-Carrara con 4.101, la più bassa Grosseto con 1.953.

Complessivamente, 7.808 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (54 in più rispetto a ieri, più 0,7%). Sono 12.596 (432 in più rispetto a ieri, più 3,6%) le persone, anch'esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 3.337, Nord Ovest 5.394, Sud Est 3.865).

"Grazie all'Azienda sanitaria e alla sinergia creata col Comune è aperta e attiva a Dicomano una nuova sede Usca, Unità Speciali di Continuità Assistenziale, per il territorio. Operatori sanitari indispensabili in questo delicato momento che tutti stiamo affrontando per l'emergenza pandemica". Esprime soddisfazione il sindaco dicomanese Stefano Passiatore per l'apertura nel territorio mugellano della seconda sede Usca Asl, che è stata allestita in locali di proprietà comunale messi a disposizione in comodato d'uso. Attive dalle 8 alle 20, festivi compresi, le Usca sono composte da un medico e un infermiere e hanno lo specifico compito di valutare, su segnalazione del medico di famiglia o del pediatra, i pazienti Covid positivi o sospetti, che sono a domicilio, nelle strutture territoriali, dimessi dal pronto soccorso o dal reparto. "La battaglia ancora non è vinta e dobbiamo continuare a rafforzare i servizi di prossimità come questo - esorta il sindaco Passiatore- Un ringraziamento a tutti i medici, infermieri e operatori sanitari in prima linea e la raccomandazione alle persone a essere responsabili, a rispettare le regole di prevenzione sanitaria e il distanziamento sociale". Ad oggi le Usca del Mugello contano tre squadre e sono cresciute di sei medici.

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 831 (13 in meno rispetto a ieri, meno 1,5%), 125 in terapia intensiva (4 in meno rispetto a ieri, meno 3,1%). Per quanto riguarda i ricoveri per “Covid-19”, negli ospedali dell’Azienda USL Toscana nord ovest sono in totale247 (ieri erano 256), di cui 25(ieri erano 27)in Terapia intensiva. All’ospedale di Livorno 66 i ricoverati, di cui 4 in Terapia intensiva. All’ospedale di Lucca 42 i ricoverati, di cui 6 in Terapia intensiva. All’ospedale Apuane 50 ricoverati, di cui 8 in Terapia intensiva. All’ospedale Versilia 58 ricoverati, di cui 5 in Terapia intensiva. All’ospedale di Pontedera 16 ricoverati, di cui 1 in Terapia intensiva. All’ospedale di Cecina 13 i ricoverati, di cui 1 in Terapia intensiva. All’ospedale di Barga 2 i ricoverati.

Al momento sono complessivamente 48 i pazienti ricoverati nelle Cure Intermedie del "Ceppo".  "Umanizzare le cure significa anche questo: festeggiare 54 anni di matrimonio nel setting Cure Intermedie del Ceppo di Pistoia nonostante il Covid19". Sono le parole di Lucia Cirillo, coordinatrice infermieristica, che ha accolto il desiderio della coppia e dei figli e lo ha assecondato. "Un percorso di cura efficace non può prescindere dal considerare anche gli aspetti affettivi ed emotivi"- sottolinea Cirillo. Lo sanno bene anche Giovannina e Michelarcangelo che da quasi un mese sono ricoverati al "Ceppo" ma la coppia, marito e moglie, non è mai stata stata separata perché i sanitari, fin dall'inizio della pandemia, nei ricoveri, hanno sempre prestato attenzione anche a questo fondamentale aspetto: i nuclei familiari, per quanto possibile, vengono tenuti uniti. Nella stanza di degenza della coppia pistoiese si è così svolta la piccola festicciola per festeggiare i 54 anni di matrimonio di Giovannina e Michelarcangelo perché così hanno voluto anche i figli che hanno organizzato insieme agli infermieri la gradita sorpresa. "E' stato un momento di grande emozione anche per noi e siamo felici di aver potuto condividere con gli anziani degenti anche questa esperienza"- hanno dichiarato gli operatori".

Le persone complessivamente guarite sono 114.850 (378 in più rispetto a ieri, più 0,3%): 439 persone clinicamente guarite (6 in meno rispetto a ieri, meno 1,3%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all'infezione e 114.411 (384 in più rispetto a ieri, più 0,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Si registrano 17 nuovi decessi: 5 uomini e 12 donne con un'età media di 82,7 anni. Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 4 a Firenze, 4 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Lucca, 3 a Pisa, 1 a Livorno, 2 a Siena. Sono 3.957 i deceduti dall'inizio dell'epidemia cosi ripartiti: 1.332 a Firenze, 269 a Prato, 293 a Pistoia, 406 a Massa Carrara, 373 a Lucca, 468 a Pisa, 282 a Livorno, 231 ad Arezzo, 146 a Siena, 101 a Grosseto, 56 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione. Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 106,1 per 100 mila residenti contro il 134,7 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa-Carrara (208,3 per 100 mila), Firenze (131,7 per 100 mila) e Pisa (111,7 per 100 mila), il più basso a Grosseto (45,6 per 100 mila).

“Continuiamo a essere operativi su tutti i fronti e con ogni strumento possibile, con l’obiettivo di contrastare la diffusione del Covid anche puntando ad aumentare sempre di più la nostra capacità di testing. Il programma regionale ‘Territori Sicuri’ consente di somministrare test antigenici rapidi alla popolazione dei comuni più a rischio, secondo un indice elaborato dall’Agenzia regionale di sanità. Anche oggi a Sarteano a fare la differenza è la collaborazione tra istituzioni, aziende sanitarie e volontariato, che ringrazio profondamente per la generosa e preziosa disponibilità, insieme a operatori sanitari, medici, pediatri, infermieri e tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto. Ringrazio anche l'amministrazione comunale e la Asl per il grande impegno e le autorità religiose presenti”. Così l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini oggi a Sarteano, in provincia di Siena, in occasione della seconda tappa di “Territori Sicuri”, dopo l’avvio sperimentale del progetto a Campo nell’Elba (oggetto di un importante focolaio). Con lui il sindaco di Sarteano Francesco Landi e la direttrice sanitaria della Asl Sud Est Simona Dei.

L'attività di testing ha avuto inizio ieri, venerdì 15 gennaio, e si protrarrà fino a domenica 17. Per garantire la miglior organizzazione possibile, evitando possibili assembramenti, è stato attivato un apposito portale regionale e un numero di telefono dedicato per potersi prenotare.

"Questo programma di screening è frutto di un lavoro di squadra contro un nemico comune che possiamo vincere solo se siamo uniti e organizzati – aggiunge l’assessore regionale – e solo se continueremo a mantenere comportamenti responsabili a tutela della nostra stessa salute, che è individuale e collettiva allo stesso tempo. Evitare che salga la curva del contagio è una condizione necessaria anche per garantire il successo della campagna di vaccinazione in corso”.

Sarteano è stato indicato dall’Agenzia regionale di sanità, che elabora un indice di rischio di positività al Sars Cov-2 per ogni Comune della Toscana. Una misura che combina il tasso di positività per 100 mila abitanti nei 7 giorni precedenti ponderandolo con la velocità di incremento dei casi rispetto alle due settimane precedenti, in modo da evidenziare quali siano i comuni che vivono la maggiore criticità con la diffusione del virus nella propria popolazione. “Territori sicuri” è promosso dalla Regione Toscana con Anci, Upi, Misericordie, Pubbliche Assistenze Riunite e Croce Rossa Italiana, insieme agli operatori sanitari, la medicina generale e la pediatria di famiglia, oltre ad Ars Toscana, alle Asl e alle Società della salute. È stato approvato dalla Giunta, su proposta dell’assessore alla sanità Simone Bezzini, insieme al progetto “Scuole sicure”, rivolto alla popolazione scolastica.

Silvia Noferi consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle con un interrogazione urgente chiede ai vertici regionali della sanità di far luce sulla vicenda sanitaria e umana del signor G.M. morto agli Spedali Riuniti di Livorno dopo un mese di sofferenze fisiche e morali. 
La vicenda è ricostruita dalla stampa locale e dal diario quotidiano che l'uomo ha tenuto, durante tutto il corso della sua degenza e fino a poche ore prima della morte sul suo profilo Facebook. “Era il 14 dicembre 2020 – racconta Silvia Noferi - quando per un dolore a una gamba si presenta al Pronto Soccorso. La diagnosi, a quanto si apprende da fonti stampa, è occlusione arteriosa e polmonite no covid. Come da prassi il paziente all'ingresso in ospedale viene sottoposto a un tampone covid che risulta negativo. Dal suo diario social, aggiornato quotidianamente G.M. denuncia fin da subito lo stato da terzo mondo dell'ospedale dove contrae il terribile batterio New Delhi e dopo pochi giorni il Covid. Racconta – prosegue Nofericon grande lucidità le condizioni in cui versano gli ambienti dell'ospedale e qual'è l'assistenza ricevuta nel reparto dov'è ricoverato. I suoi post sono un testamento-denuncia- Le Istituzioni e la Magistratura abbiano il coraggio di portare alla luce questi abissi di arretratezza e disumanitàscrive ad un amico.” Racconta dopo aver contratto il letale batterio New Delhi che era quasi inevitabile contrarlo in un reparto decrepito e trascurato che “pare una sorta di lazzaretto dove le piccole mattonelle hanno le fughe scure e l'asse gabinetto nel bagno crettata, ricettacoli di qualsiasi batterio e germe”. Poi quell'assistenza infermieristica superficiale e disumana dove non esiste il rispetto della persona che lo umilia.
Dopo il suo decesso, avvenuto un mese dopo il ricovero a causa del micidiale cocktail causato dal batterio News Delhi e dal virus Covid-19 il dottor Luca Carneglia, Direttore del Presidio Ospedaliero livornese, con un comunicato alla stampa locale dichiara che “Più di qualunque altra cosa avremmo voluto essere all’altezza delle aspettative del paziente. Ci scusiamo che in questo caso non ci siamo riusciti”. “Non si può liquidare così la vicenda personale, sanitaria e umana di un uomo lucido fino all'ultimo che nel lungo mese di agonia ha più volte denunciato, senza essere ascoltato lo stato delle cose.
Com'è possibile –
prosegue Noferi - che durante l'emergenza sanitaria in corso negli ospedali toscani non si siano rinforzate le attenzioni per il contenimento delle infezioni da germi multiresistenti che ben sappiamo, come riporta Ars nel suo monitoraggio on line, ha una diffusione particolarmente significativa nell'area nord-occidentale della Toscana fin da novembre 2018? Chiediamo – conclude la consigliera Cinque Stelle – all'Assessore Simone Bezzini di fare luce su questa vicenda disumana. Il trattamento che è stato riservato a G.M. non è degno di un paese civile come il nostro”.

Redazione Nove da Firenze