Capitale della cultura: Pisa prevale nel derby di campanile

Livorno posticipa la candidatura al 2022. A Pisa al via il Comitato promotore per il 2021


Si è tenuta venerdì mattina nella sala Baleari di Palazzo Gambacorti una nuova riunione degli enti, istituzioni e realtà pisane che costituiranno il Comitato promotore per la candidatura di Pisa capitale italiana della cultura 2021. All’incontro erano presenti il sindaco di Pisa, Michele Conti, l’assessore alla cultura, Pierpaolo Magnani e i referenti delle principali istituzioni cittadine per condividere tempistiche e metodologie della costituzione del dossier di candidatura.

«Credo che la candidatura – ha detto il sindaco Michele Conti – debba essere una grande opportunità per tracciare quelle linee guida che assicurino una prospettiva e una visione del futuro della nostra città. Proprio partendo dal grande patrimonio umano in primo luogo e poi storico e artistico, Pisa è già una capitale della cultura ma noi dobbiamo dimostrare che con la cultura, la ricerca e l’innovazione tecnologica, la condivisione dei saperi, possiamo costruire la città del futuro. L’obiettivo che ci poniamo è mettere le nuove tecnologie al servizio della valorizzazione e della fruizione del patrimonio storico artistico, grazie alla ricerca e alle tante realtà esistenti in città nel campo dell’innovazione e della creatività. Una sfida che può rappresentare una autentica opportunità di crescita e di sviluppo per la nostra comunità».

Erano presenti i rappresentanti di Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Opera Primaziale Pisana, Cnr-Isn, Fondazione Pisa, Fondazione Teatro di Pisa, Internet Festival, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Scuola superiore mediazione linguistica, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, Coopculture, Navicelli, Inkymind, Gate spa, Fuco-Fucina contemporanea, Officine Garibaldi, Acquario della memoria, Alma Artis.

Nel corso dell’incontro è stato reso noto che nell’ambito degli uffici comunali sta già lavorando un gruppo di lavoro interno, mentre l’assessore Magnani ha indicato Dario Matteoni, già direttore del Museo nazionale di palazzo Reale e del Museo nazionale di San Matteo di Pisa, quale coordinatore delle prossime attività del Comitato cui faranno parte tutti i soggetti mentre altri potranno aggiungersi in seguito. Nei prossimi giorni sarà incaricata una società specializzata per il supporto nella redazione del dossier. La prossima riunione del Comitato promotore è stata programma venerdì 31 gennaio sempre a palazzo Gambacorti.

L'Amministrazione Comunale di Livorno intanto ha deciso di posticipare la candidatura Capitale della Cultura. Giovedì pomeriggio, al termine di una riunione in Regione alla quale erano state invitate le quattro città toscane che hanno presentato la propria candidatura (Livorno, Pisa, Volterra, Arezzo), si è deciso di posticipare questo grande impegno all'anno successivo, cominciando però da subito il lavoro capillare per presentarsi al meglio alla prossima sfida .

“Un Amministratore e una Amministrazione” ha chiarito il sindaco Luca Salvetti “devono essere in grado di sapere scegliere il momento giusto per fare le cose. Noi crediamo nella cultura e lo abbiamo ampiamente dimostrato con l'allestimento della mostra dedicata a Modigliani e agli artisti di Montparnasse, ma siamo convinti che determinate scelte debbano essere fatte con cura e attenzione e si deve anche avere il coraggio di spostarle nel tempo, al momento giusto. I sindaci delle città che sono state capitali della cultura mi hanno detto che il Sindaco gioca un ruolo importante per la promozione a livello nazionale. Livorno è una città capace di accogliere e integrare, qui si sono realizzate le Leggi Livornine, non è mai esistito un ghetto e si è dato i natali a personaggi illustri del mondo artistico e politico internazionale. Questa è la nostra identità e la nostra collocazione culturale che sarà la base della corsa che affronteremo”.

“La candidatura a Capitale della Cultura” ha aggiunto l'assessore alla cultura Simone Lenzi “ è un'azione che si fa nell'interesse della città. C'è un'Amministrazione che la promuove, unitamente ad un percorso condiviso con la città . Ma l'idea giusta della candidatura ha risentito delle elezioni amministrative, essendo nata a cavallo tra un'Amministrazione che stava finendo il suo mandato e una nuova che si stava insediando. Proprio per questo il lavoro che da domani dovrà partire, non è stato fatto al momento opportuno. Durante il percorso sarà necessario coinvolgere stakholders ed economie importanti, perchè non basteranno i 500 mila euro trovati nelle pieghe del bilancio, non sono quelle le economie che servono. Dobbiamo mettere insieme economie più importanti e molti soggetti disposti ad un lavoro condiviso tra attori culturali ed economici. Proprio per questo “ ha continuato l'Assessore “ dobbiamo prenderci 12 mesi di tempo per mettere in piedi la candidatura e da buoni livornesi, per indole e per orgoglio, vogliamo vincere. Una scelta, la nostra, frutto del buon senso. E' necessario stabilire, a questo punto, i criteri per far diventare una città Capitale della Cultura e sono : bontà del progetto; mobilitazione del territorio e individuazione di un'opera singola. Il punto di partenza sono Modigliani e il numero zero del Festival Mascagnano che si farà in estate. La direzione verso cui si va è tracciata.”

Redazione Nove da Firenze