Rubrica — Agroalimentare

Cachi o diosperi: come farli maturare meglio

Alcuni suggerimenti per accelerare il procedimento e gustare al meglio questo frutto prelibato


Autunno tempo di castagne, funghi, olive, uva ma anche di ... cachi o diosperi come si dice in Toscana. In questo periodo dell'anno molti alberi sono carichi di frutti preziosi oltre che per la loro bontà, per alcune proprietà salutari: il diospero contiene vitamine e sali in abbondanza, oltre che betacarotene (pigmento vegetale di grande importanza) e antiossidanti. Fanno in particolare bene al fegato.

I frutti si possono lasciare maturare sull'albero, ma tradizionalmente si colgono prima, quando sono diventati gialli, e si lasciano maturare in santa pace in casa. Il processo di maturazione è lungo e può protrarsi alcune settimane ma ci sono alcuni accorgimenti capaci di accelerare la trasformazione del giallo in arancio (o rosso) e l'ammorbidimento del frutto. 

Quello forse più conosciuto è porre alcune mele (qualcuno dice che vanno bene anche le pere) tra i diosperi raccolti e messi distesi in una cassetta o su un ampio piano (meglio evitare la sovrapposizione dei frutti). Le mele sono frutti che hanno la capacità di rilasciare etilene, molecola che favorisce la maturazione. 

Altra soluzione usata è esporre i cachi più possibile al sole o a una graduata fonte di calore.

Esiste anche una tecnica orientale, quella di sbucciarli e lasciarli seccare. Il diospero essiccato non è molto conosciuto in Italia ma in Oriente, specialmente in Giappone, è diffuso specialmente nelle campagne.

L'albero del diospero, originario della Cina, può vivere ben oltre i 100 anni e fu introdotto in Italia nel 1880. Giuseppe Verdi nel 1888 ricevette una cassetta di cachi come dono e rimase particolarmente colpito dalla bontà di questi frutti.

Agroalimentare — rubrica a cura di Antonio Patruno

Antonio Patruno

Antonio Patruno — Giornalista professionista. Ha lavorato a La Nazione e poi alla redazione del Giornale della Toscana. Ha studiato Lettere classiche all'Università degli Studi di Firenze

E-mail: nove@nove.firenze.it