Report su usura e criminalità presentati a palazzo Buonamici

Ferrara: “Impegno forte della Provincia nella rete per aiutare chi è in difficoltà. Appello al Governo perché cambi la legge sull'usura, che di fatto scoraggia i cittadini a denunciare”


PRATO — Il punto sulla legalità a Prato. Nel giorno del ventesimo anniversario della strage di Capaci la Provincia ha presentato i report sulla criminalità e sull'usura nel nostro territorio. I ricercatori hanno sottolineato qualche dato che aggiorna le ricerche stesse. Prato nel 2012 sarebbe al secondo posto per il rischio usura fra le città toscane (e la Toscana al quarto posto in Italia). Sempre in Toscana e sempre nel 2012 sarebbero 8.000 gli imprenditori e artigiani vittime di usura. Sul versante criminalità negli ultimi due anni sono state portate a termine 5 operazioni di polizia contro clan che gestivano anche l'usura, l'ultima il 7 maggio. E, infine, sarebbero un migliaio gli affiliati alle cosche in Toscana.

“Siamo qui stamani per testimoniare l'impegno delle amministrazioni su temi di drammatica attualità anche a Prato. Il rischio usura nel corso di crisi economiche come quella che stiamo affrontando aumenta, è importante che chi è in difficoltà non venga lasciato solo. Abbiamo una rete territoriale in grado di aiutare a risolvere i problemi”. Lsonole parole dell'assessore alle Politiche sociali Loredana Ferrara, che ha lanciato un appello al Governo perché intervenga modificando la legge antiusura “che di fatto spinge le vittime a non denunciare differenziando privati cittadini da titolari di aziende” (per i cittadini la denuncia blocca l'accesso ai fondi antiusura) e alle banche perché “rispondano con più efficacia alle richieste di utilizzo dei fondi. Chiedo anche alla Prefettura - ha aggiunto - un intervento forte perché negli ultimi 2 anni gli istituti di credito hanno aumentato i dinieghi di accesso ai fondi antiusura del 40%. Con la situazione economica che abbiamo a Prato è necessario invece dare risposte immediate”.

“Le infiltrazioni della criminalità organizzata in Italia sono ormai una realtà, spesso siamo al passo successivo, quello del radicamento – ha aggiunto il senatore simbolo della lotta contro la mafia Lorenzo Diana, intervenuto alla presentazione – E la consapevolezza della amministrazioni è fondamentale, serve a fa emergere i fenomeni, ad averne percezione. Se non vogliamo che questa crisi vada a vantaggio di chi ha molti soldi a disposizione, e quindi molto potere come la mafia, è necessario avere grande attenzione e agire subito”.

Il presidente della Provincia Lamberto Gestri ha aperto la mattinata nel salone consiliare di palazzo Buonamici, per lasciare poi la parola a Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, che ha presentato “Per una Prato sicura senza mafie”, il report sull'attività dello sportello della legalità, e analizzato il tema della diffusione della criminalità organizzata nel territorio. E' toccato poi alle ricercatrici Asel Elena Micheloni e Valentina Cipriani approfondire il fenomeno dell’usura con al presentazione della ricerca “Vite in prestito - Uno studio sulla rete dell'usura”, a cura dell’Osservatorio Sociale Provinciale. Di seguito una breve sintesi dei report.


VITE IN PRESTITO, UNO STUDIO SULLA RETE DELL'USURA
Come si cade nella rete dell’usura? Chi sono le potenziali vittime quali sono le possibili proposte di intervento? Sono alcune delle domande a cui tenta di rispondere l’indagine, promossa dall’Osservatorio Sociale della Provincia di Prato e realizzata da Asel attraverso l’analisi dei principali dati disponibili a livello nazionale, regionale e provinciale e la realizzazione di interviste in profondità a testimoni privilegiati. Hanno infatti collaborato Giovanni Daveti, vice prefetto della provincia di Prato, Francesco Nannucci, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Prato, Paolo Scannerini, direttore di Artigiancredito Toscano, Franco Cioppi, presidente del Progetto Microcredito, Ettore Nespoli, coordinatore provinciale del settore diritti dell’ARCI, Raffaello Vaiani dell’AIRP, Claudia Rastelli del CEIS, Giovanni Mannocci, segretario dell’Adiconsum e un volontario del Centro di ascolto antiusura della Misericordia di Prato. L’indagine analizza i dati del 2010.

VITE IN DIFFICOLTA' - Prato è tra le province con l’indebitamento medio delle famiglie più elevato, con 21.442 euro a famiglia si pone al quinto posto a livello nazionale (fonte Ufficio Studi CGIA di Mestre). L’ultimo Profilo di Salute dell’Area Pratese certifica che circa un terzo dei pratesi dichiara di avere un reddito al di sotto dei 15 mila euro, mentre aumenta il numero di nuclei familiari e di individui che si rivolgono al pubblico e al privato sociale per contributi di tipo economico relativi a varie tipologie di disagio: affitto (Prato risulta la provincia italiana con il maggior numero di sfratti per morosità in proporzione al numero di abitazioni in affitto), utenze arretrate, spese alimentari, sanitarie, situazioni di morosità.

IL PERCORSO CHE PORTA ALL'USURA - Le interviste a operatori del settore e a referenti di Questura e Prefettura conducono a definire due tipologie principali di potenziali vittime dell'usura (in linea con i dati della Toscana in generale): artigiani e imprenditori con difficoltà di accesso al credito e persone che fanno un uso poco consapevole del denaro, con scelte economiche non aderenti alle loro reali possibilità. A questi si aggiungono i giocatori d'azzardo, alle cui spalle spesso troviamo reti organizzate pronte a reclutare vittime.

DENUNCIA? NO, GRAZIE - Solo raramente le persone che ammettono di essere ricorse al credito illegale si convincono della necessità delle denuncia. Esaminando la situazione di Prato, secondo Daveti e Nannucci solo il 10% delle persone vittime di usura denuncia il proprio usuraio, mentre il restante 90% nemmeno riconosce di essere vittima di usura e spesso considera l’usuraio un salvatore. La denuncia il più delle volte è l'ultima strada percorribile: questo non è certo di aiuto per fare partire le indagini. D’altra parte, come evidenziano le interviste, l’attuale quadro legislativo non favorisce certo la denuncia. Anzitutto le vittime di usura corrono il rischio di essere dichiarate compartecipi di reato e poi gli aiuti statali spettano solo a imprenditori caduti nella rete a causa di una crisi aziendale, non a cittadini che possono essere ricorsi al prestito illegale ad esempio per motivi legati alla salute. Occorre, quindi, una maggiore tutela da parte dello Stato nei confronti di chi ha il coraggio di denunciare.

IL CONTRASTO ALL'USURA - Il mosaico che emerge suggerisce perciò che l'intervento ottimale per affrontare la problematica dell'usura debba essere necessariamente multi livello. Dalla riforma della legge agli interventi di prevenzione per un uso più consapevole del denaro da attuare in tutte le scuole, alla modifica del funzionamento dell'erogazione del prestito da parte degli sportelli di ascolto, con tempi più rapidi e minore richiesta di garanzie sulla restituzione del prestito, fino al sostegno psicologico per contrastare il senso di incomunicabilità della vittima con l'esterno e la sua sensazione di vergogna e isolamento. Ovviamente si tratta di un intervento complesso, che deve poter contare sulla partecipazione e la collaborazione di istituzioni, enti ed associazioni a livello locale oltre che nazionale.

PER UNA PRATO SICURA SENZA MAFIE, REPORT SULLO SPORTELLO LEGALITA'
Prato non è una terra di mafia, la mafia però c'è, sia con un indice di presenza alto che con un rischio di colonizzazione medio. La situazione non va quindi sottovalutata e anche se la città non è complessivamente da considerarsi altamente pericolosa rispetto ad altre realtà italiane, l'aumento di reati predatori ed il numero di omicidi non basso in assoluto, anche se per il momento circoscritto alle comunità di stranieri, desta preoccupazione. Da un punto di vista sociale e commerciale Prato è attualmente investita al massimo dalla crisi economica mondiale e la mancanza di liquidità unita ad un sistema creditizio bloccato fa sì che il problema usura sia attualmente da considerarsi una priorità se non un'emergenza. Il pudore dei pratesi a parlarne fa il resto. Le stesse problematiche favoriscono la ripulitura del denaro sporco in attività commerciali. Ci sono poi l'alta propensione al consumo di droga, in modo trasversale alle varie comunità, e una discreta attitudine nel consumo di sesso a pagamento che rappresentano una vera e propria manna dal cielo per mafie e organizzazioni criminali. Lo sportello della legalità ha analizzato il contesto esistente sul territorio pratese effettuando l'analisi basata sui fatti che quotidianamente avvengono e su quanto pubblicato nelle relazioni ufficiali della Dia e della Dna e nel complesso ha trovato censiti 2 clan siciliani, 3 calabresi, 6 campani e 3 tipologie criminali cinesi.

CRIMINALITA' MAFIOSA ITALIANA - Nella provincia di Prato storicamente sono presenti i tre gruppi mafiosi italiani. Cosa Nostra è presente da diversi anni a Prato. Recentemente l'operazione “mixer cento passi” dei ROS ha colpito la cosca di Badalamenti Junior e nel giugno 2011 è stata trovata la presenza di esponenti di Cosa Nostra a Camaiore, Viareggio, Prato, Empoli e Sinalunga. La 'ndrangheta è in questo momento un'organizzazione ben presente in Toscana e nel centro Italia e Prato non rappresenta un'eccezione. E' stata segnalata la presenza nella gestione dei night oltre che in altri tradizionali settori. Esponenti della potente cosca Farao-Marincola di Cirò Marina, della cosca Zavettieri e narcos calabresi hanno operato in città ed è altamente plausibile che la 'ndrangheta controlli il traffico di droga sul territorio, anche perché esiste un forte collegamento tra Prato e Lucca. La camorra è l'organizzazione italiana più visibile. I clan presenti sono numerosi ed appartengono a diversi ceppi. Uno dei settori in cui si sono cimentati con successo è quello dell'usura. Risultano presenti il potente clan Mazzarella, i Terracciano. i Ligato, i Bardellino e i Russo, esiste persino un clan, il Birra-Iacolina, con interessi a Montemurlo nel traffico di stracci, collegati all'omicidio Cozzolino. Anche in questo caso c'è un asse tra Prato e Lucca.

CRIMINALITA' MAFIOSA E ORGANIZZATA STRANIERA - La presenza della mafia o della criminalità organizzata cinese è un dato oramai accertato in più forme. Le organizzazioni assimilabili alle triadi gestiscono gli immigrati clandestini, si occupano di traffici internazionali, contraffazione e riciclaggio e tengono rapporti con la camorra. Le gang cinesi controllano ormai in forma stabile il traffico locale di droga, perché i giovani cinesi sono dei discreti consumatori (hashish, cocaina, ecstasy, eroina e la tradizionale ketamina). La terza tipologia, quella della mafia dei colletti bianchi, è la più raffinata. L'operazione 'Money2Money un paio di anni fa ha mostrato un vero e proprio sistema criminale, che coinvolge liberi professionisti italiani e cinesi con fatturati in miliardi di euro e con attitudine ad un riciclaggio di altissimo livello. Il metodo usato dalle organizzazioni cinesi per incutere paura è spesso quella della rapina. L'asse cinese va da Napoli a Prato proseguendo per Reggio Emilia fino a Milano. A Prato ci sono sequestri di droga a carico dei nigeriani, mentre permane la presenza dei magrebini nello spaccio al dettaglio, ma una parte si sta specializzando nelle rapine ai danni dei cinesi, considerati bancomat ambulanti. La malavita albanese è presente come in altre parti d'Italia a gestire i traffici a cui solitamente si dedica: droga e prostituzione. Gli albanesi interagiscono con marocchini ed italiani. Si segnala il caso di una banda internazionale georgiana, che operava nel triestino, con dei riferimenti a Prato ed Empoli e tracce di criminalità rumena.



Il report
SPORTELLO DELLA LEGALITA' RELAZIONE 2011/2012
PER UNA PRATO SICURA SENZA MAFIE
PROLOGO SPORTELLO LEGALITA' CRISI ECONOMICA ED USURA CRIMINALITA' MAFIOSA ITALIANA Cosa Nostra 'ndrangheta Camorra Settori merceologici delle mafie italiane CRIMINALITA' MAFIOSA E/O ORGANIZZATA STRANIERA Criminalità organizzata cinese Criminalità africana Altre forme criminali straniere Settori merceologici delle criminalità straniere CONSIDERAZIONI SULLA CRIMINALITA' DIFFUSA DI STRADA CONCLUSIONI Indici
PROLOGO
La realtà economica di Prato è oramai in crisi da diversi anni. Il settore del tessile non ha saputo cogliere le sfide provenienti dall'est e giorno dopo giorno un insieme di piccoli e medi imprenditori ha dovuto chiudere la propria attività. Con la produzione in crisi alcuni si sono reinventati immobiliaristi dando in affitto e poi in vendita i propri precedenti luoghi di lavoro. Da un punto di vista economico quindi il tessuto sociale ha subito per l'indotto locale una trasformazione radicale passando dalla produzione alla speculazione. La crisi del tessile è diventata più in generale una crisi sistemica che ha contagiato l'intera economia locale. Prato ha quindi perso la propria capacità di produrre reddito da lavoro rispetto al recente passato.
La realtà pratese inoltre dimostra, come del resto altre realtà, una notevole propensione al consumo di droghe.
SPORTELLO LEGALITA'
Lo sportello della legalità ha analizzato il contesto esistente sul territorio pratese effettuando l'analisi basata sui fatti che quotidianamente avvengono e su quanto pubblicato nelle relazioni ufficiali della Dia e della Dna.
CRISI ECONOMICA ED USURA
La crisi economica internazionale unita alle difficili problematiche locali ha favorito lo sviluppo dell'usura sul territorio pratese. Negli ultimi anni vi sono state numerose inchieste che hanno portato anche a degli arresti ed a dei procedimenti in corso. Il tasso di omertà riscontrato sul territorio si è dimostrato abbastanza alto.
Nello specifico si segnalano i seguenti episodi:
 Operazione del giugno 2009. Il clan Terracciano della camorra proveniente da Napoli ha subito il sequestro di beni per 20 milioni di euro con indagini a tutto campo.
 Operazione del maggio 2010. Il clan Mazzarella della camorra ha subito il sequestro di beni per 10 milioni di euro ed era dedito ad usura ed estorsioni.
 Operazione del dicembre 2010. I CC di Prato hanno arrestato 14 cittadini cinesi per usura ed estorsioni.
 Operazione del febbraio 2011. Usura tradizionale scoperta dalla GDF che ha portato al sequestro di beni per 14 milioni di euro. 15 i piccoli imprenditori e/o i professionisti coinvolti.
 Operazione del dicembre 2011. 7 arresti 31 indagati. 9 milioni di euro sequestrati. Colpiti i clan Russo, Ligato e Bardellino.
Queste operazioni rappresentano solamente la punta di un iceberg. La situazione a Prato è ben più grave e l'usura rappresenta un problema ancora ben lontano da una qualsiasi forma di soluzione. Il mondo del volontariato che gestisce gli sportelli antiusura da solo e con gli attuali limiti di intervento imposti dalla legge nulla può a fronte di tale situazione. Occorre una modifica normativa che allarghi le maglie per chi, in difficoltà economica, si trova davanti solo gli usurai.
CRIMINALITA' MAFIOSA ITALIANA
Nella provincia di Prato storicamente sono presenti i tre gruppi criminali organizzati di tipo mafioso italiani.
Cosa Nostra
Cosa Nostra è presente a Prato da diversi anni ed è arrivata seguendo i normali flussi migratori. Il tessuto economico di Prato tra l'altro si prestava ad una presenza mafiosa organizzata di tal tipo.
Recentemente il passaggio di esponenti di Cosa Nostra è stato evidenziato dall'operazione “mixer cento passi” dei ROS che nel 2009 ha colpito la cosca di Badalamenti Junior .
Nel giugno 2011 è stata trovata la presenza di esponenti di Cosa Nostra a Camaiore, Viareggio, Prato, Empoli e Sinalunga.
Attualmente sebbene si parli poco di Cosa Nostra occorre prestare la massima attenzione in quanto tale forma mafiosa preferisce rimanere sottotraccia.
'ndrangheta
La 'ndrangheta è in questo momento un'organizzazione ben presente in Toscana e nel centro Italia e Prato non rappresenta in ciò un'eccezione.
E' stata segnalata la presenza nella gestione dei night di tale forma mafiosa oltre che in altri tradizionali settori. Le operazioni più recenti e maggiormente significative sono quelle che nel 2008 hanno registrato la presenza della potente cosca Farao-Marincola di Cirò Marina.
Nel 2010 la zona di Prato è stata lambita anche dalla operazione “nuovo potere” riguardante la cosca Zavettieri.
Nel corso del 2011 i CC di Paola hanno sgominato dei narcos calabresi che operavano in varie città italiane tra cui Prato.
E' altamente plausibile che il traffico di droga in buona parte sul territorio pratese è controllato da tale forma mafiosa.
La 'ndrangheta ha una notevole forza sul territorio pratese e non va sottovalutata in quanto esiste un forte asse tra Prato e Lucca.
Camorra
La camorra è l'organizzazione italiana più visibile sul territorio pratese. I clan presenti sono numerosi ed appartengono a diversi ceppi. Uno dei settori in cui si sono cimentati con successo è quello dell'usura come si
può vedere dal paragrafo sopra dedicato. Risulta presente il potente clan Mazzarella (operazione DIA e GICO del 2009).
Il clan reinvestiva i soldi provenienti dal denaro sporco. Nel maggio 2010 ci sono state le prime condanne che hanno confermato la loro presenza. Nel caso specifico un milione di euro era stato reinvestito in un aumento di capitale di una ditta pratese.
Il clan Terracciano è stato colpito più volte con diverse operazioni a partire dal 2008 con sequestri ed arresti. Recentemente vi è stata l'operazione dei GICO/GDF diretta dal procuratore Quattrocchi che ha portato al sequestro di 44 societa', 31 immobili (21 in Toscana), 31 autoveicoli, 1 yacht di lusso, 17 cavalli, 67 rapporti finanziari, 2 cassette di sicurezza. Per un totale di 41.000.000 di euro.
Quest'ultima operazione ha fatto molto scalpore per l'alto insediamento su Prato di tale gruppo.
Risultano presenti, come evidenziato dalle operazioni di fine anno 2011 i clan Ligato, Bardellino e Russo con sequestri di beni pari a 9.000.000 di euro e numerosi arresti ed indagati.
Esiste persino un clan, il Birra-Iacolina, con interessi a Montemurlo nel traffico di stracci collegati all'omicidio Cozzolino..
In totale risultano censiti dalle inchieste quindi almeno sei clan. A Prato c'è un allarme camorra. Esiste anche in questo caso un asse tra Prato e Lucca.
Settori merceologici delle mafie italiane
I settori che interessano alle mafie italiane sono:
 Usura (a volte collegata alle estorsioni).  Locali notturni.  Traffico di droga.  Trasporti.
 Appalti pubblici e privati.  Traffico di stracci.  Riciclaggio del denaro sporco.  Settore della ristorazione.
 Alberghi ed agriturismi.  Contraffazione.  Slot machines  Scommesse sportive.
La forte crisi economica aumenta il tenore di tali attività criminali.
CRIMINALITA' MAFIOSA E/O ORGANIZZATA STRANIERA Criminalità organizzata cinese
In tutti i rapporti che vengono stilati dalla DIA, dalla DNA e da altri enti, la presenza della mafia, o a seconda delle interpretazioni, della criminalità organizzata cinese è un dato oramai accertato.
Tali forme sono più o meno classificabili in tre tipologie:
1. Le organizzazioni assimilabili alle triadi. 2. Le organizzazioni assimilabili alle gang giovanili. 3. La nuova mafia economica dei colletti bianchi.
Nel primo caso si tratta di criminali provenienti dalle zone in cui il modello è quello della triade che opera nella terra d'origine e che magari ha provveduto a gestire gli immigrati clandestini.
La loro presenza è oramai accertata anche con una sentenza passata in giudicato che ha riconosciuto il vincolo mafioso e che è stata ben descritta nel libro di Sara Pezzuolo e Giovanni Manfrellotti “Mafia cinese o made in China?”. (Operazione Cian Liu).
Queste organizzazioni tendono alla segretezza e quindi sono molto raffinate nelle azioni. Si occupano di traffici internazionali di vario tipo, contraffazione e riciclaggio. Tengono rapporti con la camorra.
In questo momento inoltre vanno seguiti con attenzione i fenomeni criminosi relativi alle gang cinesi che in base ai rapporti della DNA e della DIA sono entrate in forma stabile ad occuparsi del traffico locale di droga. I giovani cinesi sono dei discreti consumatori di droghe tra cui hashish, cocaina, ecstasy, eroina e la tradizionale ketamina. Sono responsabili anche di omicidi ma non hanno raggiunto il livello di raffinatezza degli altri. Spesso sono cinesi in Italia da tre generazioni.
La terza tipologia è la più raffinata e spesso è assimilabile alla prima con una maggiore presenza di colletti bianchi. Tipico esempio è stata l'operazione di un paio di anni fa denominata 'Money2Money' che ci ha mostrato un vero e proprio sistema criminale complesso con intrecci con i liberi professionisti italiani ma soprattutto cinesi e con fatturati in miliardi di euro con attitudine ad un riciclaggio di altissimo livello.
Le prime due tipologie hanno una propensione naturale anche alla gestione della prostituzione ed all'usura. Il metodo usato dalle organizzazioni cinesi per incutere paura è spesso quella della rapina.
L'asse cinese va da Napoli a Prato proseguendo per Reggio Emilia fino a Milano.
Criminalità africana
A Prato iniziano ad essere effettuati sequestri di droga a carico dei Nigeriani. Permane la presenza dei maghrebini nello spaccio al dettaglio in accordo con altri
gruppi stranieri ed italiani. Una parte della criminalità maghrebina si sta specializzando nelle rapine ai danni dei cinesi che vengono considerati come dei veri e propri bancomat ambulanti.
Criminalità albanese
La malavita albanese è presente come in altre parti d'Italia a gestire i traffici a cui solitamente si dedica: droga e prostituzione. Ogni tanto ci scappa il morto come nel novembre scorso.
Gli albanesi interagiscono con marocchini ed italiani.
Altre forme criminali straniere
Si segnala il caso di una banda internazionale georgiana che operava nel triestino con dei riferimenti a Prato ed Empoli.
Vi sono tracce anche di criminalità rumena.
Settori merceologici delle criminalità straniere
I settori che interessano alle criminalità straniere sono:
 Spaccio di droga.  Rapine organizzate.  Sfruttamento prostituzione.  Contraffazione.  Riciclaggio del denaro sporco.  Bische clandestine.  Sfruttamento manodopera.  Estorsioni.  Tratta esseri umani.
CONSIDERAZIONI SULLA CRIMINALITA' DIFFUSA DI STRADA
Prato non è complessivamente da considerarsi una città altamente pericolosa rispetto ad altre realtà italiane, ma l'aumento di reati predatori ed il numero di omicidi non basso in assoluto, anche se per il momento circoscritto alle comunità di stranieri, desta preoccupazione tra i cittadini ma anche tra le forze dell'ordine che, infatti a partire dalla Questura, non sottovalutano la questione. Bisogna però prestare molta attenzione in quanto la criminalità diffusa favorisce un “humus” che porta al rafforzamento delle forme criminali di tipo mafioso od organizzato.
Si registra quindi, specie nel capoluogo, una crescente tensione dovuta anche alla paura ed alla insicurezza legata ai fatti criminosi predatori.
CONCLUSIONI
La Provincia di Prato è una provincia che, da un punto di vista sociale e commerciale, è attualmente investita al massimo dalla crisi economica mondiale che tocca in primis il nostro Paese. La mancanza di liquidità per i cosiddetti cittadini normali, che faticano a portare avanti le proprie imprese, unita ad un sistema creditizio bloccato, anch'esso in difficoltà ma che chiede troppe garanzie, fa si che il problema usura sia attualmente da considerarsi una priorità se non un'emergenza. Il pudore dei pratesi a parlarne fa il resto.
Le stesse problematiche di cui sopra favoriscono la ripulitura del denaro sporco in attività commerciali. In tal senso si registra il nervosismo, molto visibile, dei dipendenti delle strutture sottoposte a sequestro preventivo preoccupati per il posto di lavoro che, se da un lato appare perfettamente giustificabile, dall'altro apre una riflessione sulla possibile strumentalizzazione di siffatti comportamenti che fino ad oggi si erano visti solo nelle zone ad alta densità mafiosa. Occorre stare attenti agli eventuali cambiamenti culturali in corso.
All'interno di tale quadro abbastanza complesso non si può non rilevare che l'alta propensione al consumo di droga in modo trasversale alle varie comunità unita ad una discreta attitudine al consumare sesso a pagamento aiuta le mafie e le organizzazioni criminali affini rappresentando una vera e propria manna dal cielo per gli incassi di tali sodalizi.
Nel complesso troviamo censiti:  2 clan siciliani.  3 clan calabresi.  6 clan campani.
 3 tipologie criminali cinesi. La situazione non va quindi sottovalutata in alcun modo anche perché siamo
ancora in tempo per intervenire con efficacia in quanto il tessuto pratese è potenzialmente sano ed in grado di dotarsi degli anticorpi necessari.
In conclusione Prato non è una terra di mafia, la mafia però c'è sia con un indice di presenza alto che con un rischio di colonizzazione medio.
La Fondazione Caponnetto ha piena fiducia nella Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ottimamente gestita, nella Prefettura, nella DIA regionale e nella Polizia di Stato, nei Carabinieri, nei ROS, nella GDF e nei GICO di Prato che sono a conoscenza del problema ed operano quotidianamente per porvi rimedio senza trascurarlo.
INDICI COLONIZZAZIONE
PRESENZA ECONOMICA MAFIOSA RISCHIO
PRATO ALTA MEDIO
I suddetti valori sono indicativi e soggetti a variazione rapida. Il rischio colonizzazione non significa che la zona sia ancora stata colonizzata ma rappresenta una prospettiva.
I parametri scelti per la stesura del rapporto e per gli indici finali sono:
 analisi rapporti DIA.  analisi rapporti DNA.  analisi rapporti AISI.  analisi documenti non secretati commissione parlamentare antimafia.  esame delle notizie pubblicate dai giornali.
 studio operazioni ROS, GICO, DIA, GDF, PDS, CC.  colloqui a margine dei vertici internazionali e nazionali antimafia organizzati
dalla Fondazione Caponnetto.

Redazione Nove da Firenze