Buco nella Sanita' toscana, tre arresti. Si dimette Scaramuccia

Bufera sulla Sanità in Toscana, tre arresti per ammanchi nella Asl di Massa. Scaramuccia lascia, al suo posto Marroni, dirigente Asl 10 di Firenze. Opposizione chiede ora le dimissioni di Enrico Rossi


SANITA' —
Un buco da oltre 200 milioni di euro alla Asl 1 di Massa Carrara. Tre misure cautelari ed undici denunce sono state emesse nel corso della mattinata e in carcere è finito Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo della Asl 1. Vito Antonio Delvino, ex direttore generale della Asl, e Alessandro Scarafuggi, ex dg della stessa Azienda dal 2002 al 2007 che attualmente ricopre la carica di direttore della Asl di Pistoia

"Se non ci fossero state le verifiche - ha spiegato Enrico Rossi presidente della Regione Toscana ed ex assessore alla Sanità nella legislatura di Claudio Martini - non avremmo potuto appurare ciò che è emerso. Credo che il nostro caso sia più unico che raro, un amministratore pubblico si accorge di un ammanco e porta la documentazione alla Procura penale ed alla Corte dei Conti. non so quanti miei colleghi hanno agito, od avrebbero mai agito in questo senso, con una legge ad hoc tutto sarebbe più semplice e dovuto. Pertanto chiedo con forza al Governo che si determinino i criteri per una certificazione di tutti i bilanci e che venga creato un sistema premiante per le Amministrazioni".

Al fianco di Enrico Rossi, Daniela Scaramuccia assessore alla sanità che ha deciso di dimettersi dal ruolo che l'ha vista protagonista per due anni sui cinque previsti. Fuga? Mancanza di rispetto verso gli elettori? Daniela Scaramuccia non ci sta e spiega le sue ragioni basate su una scelta professionale dopo due anni "di duro lavoro che non sono certo pochi, nonostante abbia ricevuto offerte in questo periodo ho deciso di mantenere l'impegno preso. Una sorpresa l'offerta giuntami due anni fa da Rossi che ho voluto cogliere, ma che adesso lascio a malincuore". "Daniela lascia una situazione migliore di quanto non sia stato in grado di fare io, forse, anzi senza forse, la miglior situazione di bilancio che la Toscana abbia avuto negli ultimi anni" aggiunge Enrico Rossi.
“Ho un fortissimo apprezzamento – ha proseguito il presidente – per la sua capacità di governo dei bilanci della sanità, proprio quando, per la prima volta, abbiamo subito una riduzione delle risorse assicurate dallo Stato. I servizi sono stati mantenuti, è stato mantenuto il fondo di 80 milioni per la non autosufficienza. Grazie a tutto ciò, rispetto alla discussione che si è aperta sul piano nazionale circa una ulteriore razionalizzazione della spesa sanitaria e all’introduzione di forme di assicurazione privata, noi possiamo scegliere di mantenere la sanità per tutti. Lo possiamo dire perchè i nostri iblanci sono a posto e certificati"

Scaramuccia conclude "Chi arriva dopo di me c'è da più tempo di me e non ha bisogno di consigli, spero che quel che abbiamo iniziato venga portato avanti". L'ex assessore ha deciso di tornare al suo lavoro di tecnico e lasciare la politica "che non dovrebbe interferire con la Sanità". Al suo posto arriva il dott. Luigi Marroni, 54 anni, laureato in ingegneria meccanica all'Università la Sapienza di Roma, già direttore della Asl 10 di Firenze da febbraio 2004.

«Sono una strana coincidenza le improvvise dimissioni dell'ex assessore alla sanità, Daniela Scaramuccia, con le misure cautelari e le denunce effettuate stamani dalla Procura di Massa». A dirlo è Claudio Morganti, eurodeputato della Lega Nord Toscana, in merito alle dimissioni dell'ex assessore Scaramuccia e delle misure cautelari e le denunce eseguite stamani nell'ambito dell'inchiesta sul buco alla Asl 1 di Massa. «Una strana coincidenza – asserisce Morganti – così come risulta strano che, una manager affermata come lei, lasci per il troppo stress.... ». Morganti commenta la nomina del nuovo assessore, Luigi Marroni. «Ricordo che il Presidente Rossi aveva promesso il rispetto delle quote rosa all'interno della propria Giunta e non mi sembra che con la nomina di Marroni questo sia stato fatto. Adesso, le cose sono due: o le precedenti dichiarazioni del Governatore sul rispetto delle quote rosa erano un'iniziativa di facciata oppure non ha trovato nella propria cerchia una donna valida per coprire tale ruolo».
Sulle misure di custodia cautelare e le denunce effettuate stamani, Morganti si sofferma in particolare sui domiciliari di Alessandro Scarafuggi «gratificato dal Presidente Rossi – evidenzia l'esponente leghista – con un premio di produttività di 23 mila euro. Adesso, dopo le dimissioni della Scaramuccia e gli sviluppi sull'Asl 1 di Massa, attendiamo le dimissioni di Rossi che per anni è stato assessore alla sanità. Davvero Rossi non sapeva niente e non si è mai accorto di niente?»

Il PdL chiede un consiglio regionale straordinario: “La situazione è talmente grave da diventare ormai imbarazzante. Esplode la crisi del sistema di potere PD. La tempesta politica e giudiziaria che investe in queste ore la sanità toscana seppellisce il falso mito del "buon governo" sapientemente costruito dalla propaganda della sinistra. Siamo di fronte alle improvvise dimissioni dell'Assessore alla sanità, senza spiegazione ufficiale, e nelle stesse ore a provvedimenti restrittivi nei confronti di alcuni dei soggetti coinvolti della voragine finanziaria della Asl 1 di Massa. La coincidenza temporale di questi pesanti sviluppi - attacca il Presidente del Gruppo regionale PdL Alberto Magnolfi - fa pensare inevitabilmente a "Dimissioni ad orologeria". Così imbarazzante da imporre a Rossi, se c'è ancora un minimo di decenza democratica in Toscana, di presentarsi immediatamente dinanzi al Consiglio regionale senza rifugiarsi in difese d'ufficio o dichiarazioni di comodo. Fermo restando il rispetto per il diritto alla difesa di tutte le persone coinvolte, - incalza il Capogruppo - la portata politica della vicenda di Massa e di tutta la sanità toscana costituisce un severo richiamo alla realtà per chi ha difeso l'indifendibile ed ha evitato di assumersi almeno l'obiettiva responsabilità politica di fatti che hanno sconvolto il bilancio regionale.”

“In queste ore si sta concentrando la tempesta perfetta sulla sanità toscana. Una tempesta - attacca il Vicepresidente della Commissione Sanità Stefano Mugnai - che è l’inevitabile conseguenza del modello che ha sempre anteposto gli interessi dell’apparato, e quindi della costruzione del consenso, al fine unico che un sistema sanitario dovrebbe avere: dare servizi sanitari di qualità ai cittadini. Il quadro è sconcertante, poche ore fa il Sindaco di Siena (PD) nel pieno di un’invettiva rivolta contri i suoi colleghi di partito ha affermato che il policlinico della Scotte è in mano a giochi di potere e di fatto ad una gestione privatistica (chissà lui dov’era in questi anni…). Dopo poco intervengono le dimissioni dell’Assessore alla Sanità Scaramuccia che erano nell’aria da tempo. Quindi giunge la notizia, relativa all’inchiesta di Massa, dell’arresto di tre persone tra cui due Direttori generali scelti da Rossi uno dei quali tutt’ora Direttore Generale all’Asl 3 di Pistoia e di ulteriori 11 nuovi indagati con la precisazione, da parte della Procura, che si sta parlando solo di una fase dell’inchiesta. Tre fatti che sono la diretta conseguenza di un sistema sanitario pensato, strutturato e dominato da Rossi.”

“Le dimissioni della Scaramuccia - rincara la dose Nicola Nascosti, Vicepresidente della Commissione Attività Produttive - non possono essere derubricate a semplice questione professionale ma sono la diretta conseguenza di uno scontro interno al PD sul ruolo delle Società della Salute. Scaramuccia è la vittima sacrificale di una frattura profonda che c’è tra Giunta regionale e Sindaci sulla gestione e sugli interessi che ruotano intorno alla sanità.”

“Quello che sta succedendo in questi giorni - chiosa la Portavoce dell’Opposizione Stefania Fuscagni - dimostra come il sistema di "potere" del PD toscano stia implodendo. Spetta al centro-destra guardare oltre le macerie che la sinistra sta lasciando sul campo per costruire fin da ora le basi di una grande alleanza programmatica, anche innovativa, che tenga insieme tutte le forze di opposizione e tutte quelle realtà - politiche e civiche - lontane dal perimetro del potere consolidato che in Toscana ha fiaccato la buona politica ed il buongoverno. Oggi più che mai risulta evidente che la crisi della Toscana "rossa", che parte con Siena e arriva a Firenze, è un caso nazionale”.

“Gli avvenimenti degli ultimi giorni sono la prova provata del declino morale, economico e politico della Toscana”. Così il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) a margine della conferenza stampa tenuta da tutte le forze d’opposizione in seguito al caos scoppiato in seno alla Sanità.
Dal caso Siena a Fidi Toscana – continua Locci - fino alle dimissioni dell’assessore Scaramuccia e alla cooptazione in fretta e furia del direttore generale della Asl di Firenze, mentre altri tre tra ex e attuali dirigenti Asl venivano tratti in arresto per il buco di Massa: è inutile nascondersi, siamo di fronte all’implosione di un sistema. Rossi la smetta di dirigere la cosa pubblica a mo’ di Granduca – attacca il consigliere – e venga a riferire urgentemente in Aula. Bisogna invertire in fretta la rotta per uscire da questo stato di crisi generalizzato”.

Il comunicato di Gioventù Italiana Toscana: "La Scaramuccia sacrificata per salvare la poltrona di Rossi: è questo quanto accaduto in seguito all'ennesima voragine finanziaria dell'Asl venuta a galla a Massa Carrara, culminata con gli arresti dei dirigenti Antonio Delvino, Ermanno Giannetti e Alessandro Scarafuggi. Una voragine creata da anni di sprechi, malagestione e clientelismo, addirittura regali e favori personali: il tutto pero' sotto la gestione dell'allora assessore alla sanita' Rossi, attuale Presidente della Regione Toscana, che continuiamo ad indicare come il maggior responsabile, diretto o indiretto, del terribile dissesto finanziario in cui giace l'Asl di Massa Carrara. Ma al Presidente poco importa, e pur di salvare la faccia evita ancora una volta di prendersi le proprie responsabilità politiche e gestionali, utilizzando la Scaramuccia come capro espiatorio e tenendosi ben alla larga da questi fatti vergognosi.
Fatti resi ancor più vergognosi dal fatto che a pagare anni di dissennati sperperi saranno ancora una volta, come sempre, i cittadini di Massa Carrara, ancora una volta chiamati a supplire di tasca propria ai disastri provocati da una sinistra che in Toscana utilizza anche i servizi pubblici come proprio bacino di voti e di consenso. Presidente Rossi, la smetta di nascondersi dietro a un dito e si assuma le sue responsabilità alla luce del sole: faccia mea culpa e ressegni le dimissioni".


AntLen

Redazione Nove da Firenze