L'arte che unisce i popoli: Israele e Palestina al Centrum Sois Sete Luas

Inaugurazione della mostra “Signature” con Yael Balaban e Ashraf Fawakhry e il concerto dei Tenores di Neoneli (Sardegna)


PONTEDERA — Pace. Questa la parola che sarebbe bello che fosse sulla bocca e nelle azioni di tutti, per lo meno alle porte del Natale, per lo meno in Israele. Pace è uno degli ideali che il Centrum Sete Sóis Sete Luas ha scelto per caratterizzare la sua programmazione artistica, perché attraverso lo scambio e il dialogo tra culture diverse si apre la via del confronto e della scoperta di punti in comune, di “ponti” e somiglianze che ci fanno sentire fratelli.

Per lanciare questo messaggio di pace, il Centrum Sete Sóis Sete Luas ha scelto il linguaggio universale dell’arte che si concretizza in maniera lampante con la prossima esposizione - “Signatures” - che vuole far riflettere e far incontrare le identità di due popoli, nostri vicini, che sono in perpetuo conflitto dal 1948, ma che sanno anche convivere, dialogare e lavorare insieme – come testimoniato dalla presente mostra - : il popolo d’Israele e della Palestina. Gli ambasciatori che abbiamo scelto per raccontarci questa complessa e tragica storia sono due artisti: Yael Balaban, ebrea moscovita, arrivata in Israele all’età di 12 anni e cresciuta nel conflitto tra l’essere un’immigrata che parla una lingua straniera ed il desiderio d’integrarsi e Ashraf Fawakhry, artista palestinese, originario di Mazra, nel nord d’Israele, e che ha vissuto la “Nakba” del 1948, cioé l’esodo delle popolazioni arabe che colpì particolarmente i residenti della regione palestinese. Entrambi, attraverso le loro originali opere artistiche, ci pongono davanti alla questione delle identità: come deve essere la vita di un artista di origine palestinese, nato in Israele e con il passaporto israeliano? E come deve essere quella di una donna ebrea artista, vittima e testimone delle molteplici ingiustizie che la storia ha fatto subire al suo popolo?
L’importante è porsi degli interrogativi, le risposte verranno…

Uno degli obiettivi primari del Festival è creare “ponti culturali” ispirati dall’esperienza di tolleranza e multiculturalismo che si realizza quotidianamente nella città di Haifa, un porto del nord d’Israele, tappa del Festival SSSL e casa comune di Yael e Ashraf.

Tanti gli stimoli di questa doppia esposizione che il Centrum ha deciso di sottoporre anche ai più giovani attraverso dei laboratori di creatività tenuti dai due artisti il 9 dicembre per gli studenti del Liceo Classico di Pontedera.

Fiore all’occhiello della serata d’inaugurazione della mostra, sabato 10 dicembre alle 21h30, sarà il concerto dei Tenores di Neoneli dalla Sardegna nell’obiettivo di far dialogare diversi linguaggi, l’arte e la musica, e nell’ambizione di offrire a Pontedera una serata più unica che rara. A chiudere l’evento sarà l’Accademia della Chitarra “S.Tamburini” con un intervento musicale che coinvolge grandi e piccini. E perché il viaggio sia di tutti e sia completo, l’Art Café Sete Sóis Sete Luas sarà aperto per far assaggiare al pubblico i migliori sapori del Mediterraneo, tra cui il vino Novello – versione 2011-, frutto di una collaborazione pluriannuale tra il Festival SSSL e l’azienda vinicola.

Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera
Viale R. Piaggio 82 (uscita stazione FS, lato Piaggio)
Inaugurazione: Sabato 10 Dicembre, 21h30
Orario mostra: tutti i giorni (escluso domenica e festivi) ore 16-20
Chiusura dal 24 Dicembre al 2 Gennaio
Altri orari su appuntamento
Fino al 17 Gennaio

Redazione Nove da Firenze