Cacerolazos: 3mila persone contro Silvio Berlusconi

In piazza a Firenze contro premier perché l’Italia non è un bordello. I Consiglieri dei Verdi presenti alla manifestazione di stamani. In tutta la regione continua la raccolta firme per chiedere le dimissioni


VIDEO — Quasi 3mila fra uomini, donne e bambini hanno manifestato in centro a Firenze contro il premier Silvio Berlusconi. L'iniziativa seguiva quella di sabato scorso. Stamattina il Cacerolazo organizzato per chiedere a gran voce le dimissioni del Premier Silvio Berlusconi è stato partecipato in modo pacifico. Il rumore delle pentole già da solo dice tutto: della fine della sopportazione e dell’inerzia, della voglia di cambiare, del bisogno di rappresentare un’Italia dignitosa, un'Italia che tollera, come unico bordello, quello dei manifestanti che per due ore intere hanno sfilato in corteo al suono di pentole, coperchi e campanacci.

Italia dei Valori ha partecipato: “Italia dei Valori è qui, oggi, in accoglimento della richiesta di partecipazione che questo gruppo di organizzatori, cittadini comuni, ci ha fatto – afferma Cinzia Niccolai, Coordinatrice cittadina di Idv Firenze – Idv è qui per dire basta a questo modello politico per il quale tutto diviene lecito, se riguarda il Premier. È giunta l'ora che in Italia, come ben spiegato anche da Santoro, Travaglio e Spinelli, sorga e si organizzi un movimento di Legittima Difesa dei principi che sono alla base della nostra Costituzione: un movimento che reagisca con tutte le forze disponibili a ogni tentativo di distruggere l'autonomia dei poteri dello Stato sottomettendo la magistratura e imbavagliando l'informazione”.“Mentre noi stiamo manifestando il Premier ha infatti affermato - aggiunge Daniela Sgambellone, giovane membro del Direttivo regionale del Partito e responsabile comunicazione di Idv Toscana - che la riforma della giustizia è assolutamente fondamentale per il nostro Paese e per la nostra vita di tutti i giorni, che nessuno di noi ha certezza di non essere spiato e ciò dimostrerebbe che non siamo più in uno Stato veramente libero. Noi dell'Italia dei Valori non possiamo più accettare di vivere in uno Stato in cui comperare corpi, usarli come merce di scambio, organizzare cricche e corrompere sono oramai diventati la regola. A fronte della grave crisi economico-finanziaria che attanaglia il Paese, la Camera dei Deputati si è di fatto trasformata in una succursale aziendale del Premier in cui la maggioranza pretende di sfornare leggi ad personam per assicurargli l'impunità. Adesso è arrivato il momento di dire basta”.“Questa manifestazione, oltre a voler ottenere le dimissioni del Premier, mira a difendere e tutelare la dignità delle donne - afferma Tessa Lulli, membro della commissione Pari opportunità della provincia di Firenze - una dignità che il Cavaliere ha calpestato migliaia di volte sia con le parole che con i fatti. Non è facile essere donne in questo momento della nostra storia e del nostro Paese. Si ha spesso la sensazione, infatti, che le lotte di migliaia di nostre sorelle in tema di parità dei diritti siano state spazzate via nell'arco di un decennio. Quello che bisogna fare è porre argine all’immagine di una donna ornamentale, vista come bene di consumo, che ha alla base un evidente disprezzo della dignità femminile. Per questo motivo l’Italia dei Valori scenderà in piazza il 13 di febbraio al grido di ‘se non ora quando?’”.

"Quest'iniziativa è stata importante, non solo per l’altissima partecipazione dei fiorentini che sono scesi in piazza ma anche perché dimostra la reazione e l'indignazione, sempre più evidente e diffusa, dei cittadini contro la situazione del nostro Paese - affermano il Consigliere regionale dei Verdi Mauro Romanelli e quello Comunale Tommaso Grassi, che stamani hanno preso parte alla manifestazione per le strade del centro storico di Firenze impugnando pentole e mestoli in mano - E' stata la dimostrazione della voglia di riappropriarsi del proprio futuro e di non rassegnarsi passivamente di fronte all'attuale stato.” “Nonostante che riuscire a buttare giù questo Governo non sarà semplice e anche se la caduta di Berlusconi non fosse immediata, crediamo che se c’è un modo, il migliore è quello del coinvolgimento e della partecipazione del maggior numero di cittadini che non vogliono essere sudditi e rassegnarsi.” “C’è bisogno di manifestazioni nuove e diverse dal solito, rumorose e colorate come quella di stamani, in cui è possibile divertirsi, stare insieme in modo simpatico, ma allo stesso tempo anche riscoprire i valori collettivi e le battaglie comuni per il bene dell’Italia.”

In tutta la regione continua la raccolta firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Alla campagna nazionale Berlusconi dimettiti, hanno aderito con entusiasmo anche i democratici del piccolo borgo di Montaione. Domani, domenica 6 febbraio, presso la sede del Pd in piazza Gramsci dalle 10 alle 13 sarà possibile firmare per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi: «Non ci sentiamo più rappresentati-dice Fracesca Villani, segretario Pd locale- non vogliamo il non- governo di Berlusconi precluda ancora al nostro Paese la possibilità di uscire dalla crsi e di ricominciare a crescere».

Redazione Nove da Firenze