Videogiochi - Lara Croft and the Guardian of Light

Questo mese parliamo di due nomi importantissimi del mondo dei videogiochi. Quello più famoso è “Lara Croft”...


TORNA LARA ! — Questo mese parliamo di due nomi importantissimi del mondo dei videogiochi. Quello più famoso è “Lara Croft”, nata come protagonista di Tomb Raider (Core Design, 1996). Lara è diventata velocemente un personaggio pop al 100%, tanto da sfondare le pareti del suo media originale ed entrare nell'immaginario collettivo, grazie anche ai film in cui è interpretata niente meno che da Angelina Jolie.
Il secondo nome è tuttavia altrettanto famoso, nel mondo dei videogiochi, ed è quello dei Crystal Dynamics.
Attivi dal '93, i Crystal Dynamics raggiungono l'apice del successo sei anni dopo, con un titolo che è una pietra miliare degli action in terza persona: Soul Reaver. Nel genere che oggigiorno è uno dei più graditi dal pubblico – anche per merito di giochi come Tomb Raider – l'angelo caduto/vampiro/demone Raziel ha una nicchia di fan adoranti che ancora oggi continua a sperare in un terzo seguito della serie.
Tuttavia, la mia opinione è che questi fan – tra cui mi annovero con decisione – dovranno serbare ancora parecchia pazienza, dato che i Crystal Dynamics si sono legati alla serie Tomb Raider ormai dal 2006, e non sembrano avere intenzione di smettere.

Breve biografia videoludica di miss Croft

Il primo Tomb Raider è senz'altro un capolavoro. Le atmosfere eccezionalmente solitarie, i pericoli nascosti dietro ogni angolo, i puzzle ben congegnati e mai frustranti, l'esplorazione avventurosa alla Indiana Jones, per non parlare delle prosperose forme e dei succinti abiti della protagonista, ne decretarono il successo pressoché immediato.
Successo che, come spesso ahimé capita, rovinò altrettanto velocemente la serie. Se il secondo capitolo si può tutto sommato salvare, i successivi tre furono un'escalation di abusi di cliché e meccaniche stantie, con un autoreferenzialismo sfacciato non corrisposto da idee o level design originali. In disperati tentativi di risollevare la serie, le provarono tutte: “uccisero” Lara (Tomb Raider Chronicles), provarono ad aggiungere elementi stealth alla Thief/Hitman (Tomb Raider: Angel of darkness), ma quando un prodotto è finito, è finito.
Così la Eidos, publisher storico della serie, decise di cambiare sviluppatore, e fu davvero un colpo di fortuna e di genio pensare alla Crystal Dynamics.
I papà di Raziel riuscirono a ridare nuova linfa alla serie, facendo una cosa semplicissima: tornare alle origini. Tagliarono i ponti con gli ultimi lavori della Core Design e resettarono Lara, riportandola in buie grotte vuote, a lottare con animali selvaggi e antichi trabocchetti posti da civiltà dimenticate alla guardia di tesori altrettanto dimenticati e mistici.
Non si può dire che fu un successo commerciale, ma quanto meno rese alla povera Lara la dignità che le spettava.
Per ribadire il loro concetto di Tomb Raider, il successivo titolo dei Crystal Dynamics fu Tomb Raider Anniversary, niente meno che un completo remake del primo titolo datato 1996.
E dopo un nuovo seguito uscito due anni fa – Tomb Raider Underworld – ecco che arriviamo finalmente a questo Lara Croft and the guardian of light.

Cambia la visuale ma non il gameplay

Forse stufi di fare action in terza persona ininterrottamente da undici anni, alla Crystal Dynamics hanno pensato di infilare un po' di rivoluzione nella serie di Lara Croft, realizzando un gioco con visuale dall'alto.
La telecamera è assolutamente fissa e l'angolazione è tale da poterlo raffrontare decisamente con i cosiddetti “giochi in visuale isometrica” che hanno caratterizzato una buona percentuale degli anni '80 e '90 (praticamente tutti i gdr e gli action in terza persona sfruttavano questo tipo di grafica, che ricordo all'epoca essere in 2D).
Fregandosene delle innovazioni moderne sul genere (vedi i nuovi Alien Breed o, meglio, Alien Swarm, recensito a settembre), i Crystal Dynamics mettono a segno un bel colpo, dimostrando che si può mantenere la freschezza dei controlli e il gameplay originale della serie pur adottando una realizzazione tecnica tanto particolare, a patto di non sgarrare minimamente nel level designing.
Ed è proprio questo il miracolo di questo divertente giochino. Pensate a quanto poco basterebbe per rovinare l'esperienza di gioco: un pezzo di scenario montato male che copre la visuale prima di un salto, un segreto nascosto dove non si può trovare, ed ecco che subito sale la frustrazione. Invece non c'è un poligono fuori posto in Lara Croft, il gioco va giù come l'acqua, ed è altrettanto rinfrescante.
Purtroppo, dura anche come un bicchier d'acqua. Si completa in 8,9 ore al massimo, nonostante le mappe dei 14 livelli non siano esattamente piccole, né particolarmente lineari.
Ciò che aumenta la longevità sono una serie di trucchetti che ormai – purtroppo, per quanto mi riguarda – sono dati per scontati in ogni titolo: achievements, sfide, segreti e armi da sbloccare.
Essendo un titolo Steam, gli achievements vengono da sé, e fin qui...
Per ogni livello, però, ci sono diverse challenges da completare: arriva alla fine entro tot tempo, salta su tutte le mattonelle a forma di ragno, raccogli tutti i teschi rossi, eccetera... Se alcune possono risultare effettivamente divertenti per variare un po' l'approccio al livello, altre sono da fare “al volo”, al primo colpo, e in caso di errore tocca ricaricare la partita, cosa che risulta un pochino frustrante, dato anche il sistema di salvataggio che talvolta può dare problemi.
Come consuetudine nei giochi Crystal Dynamics, infatti, il salvataggio manuale non è previsto, il gioco salva automaticamente. I checkpoint sono però numerosissimi, e la cosa non risulta fastidiosa, quando si finisce il gioco la prima volta. In casi come quello precedente, però, si è costretti a rifare la sfida finché non si riesce, dato che proseguendo il livello si attiverebbe un nuovo checkpoint, e per rifare la sfida si dovrebbe ricominciare il livello da capo.
Agli achievements e alle challenges si aggiungono i record di punteggio e i segreti da scovare.
Ognuno di questi escamotage dona al giocatore un qualche tipo di potenziamento: aumento dei punti vita, della scorta delle munizioni, una nuova arma, un nuovo artefatto, una nuova relic. Ed ecco che arriviamo all'equipaggiamento.

Mai partire per l'avventura senza un cambio di biancheria e il fidato rampino!

Il rampino è entrato nell'armamentario standard di Lara con il primo titolo dei Crystal Dynamics, e lo ritroviamo qui pronto ad essere sparato contro i consueti anelloni dorati per potersi spenzolare sopra le più abissali voragini.
Abbiamo poi una new entry: le mine infinite. Utili, versatili e piuttosto potenti, si lasciano al suolo e si possono far detonare a comando in un secondo momento. Oltre a far saltare in aria i nemici, sono indispensabili anche nella risoluzione di puzzle, potendo attivare a distanza vari tipi di congegni.
Infine, si affianca alle fide doppie pistole (con colpi infiniti come da tradizione), la lancia magica di Totec, il guardiano della luce del titolo, arma divertente, anch'essa con munizioni infinite, che si può sfruttare anche per scalare pareti.
Oltre all'equipaggiamento base, c'è l'imbarazzo della scelta: pistole, mitra, uzi, fucili a pompa e di precisione, lanciafiamme, lanciagranate, bazooka, persino un minigun! Ce n'è davvero per tutti i gusti.
In aggiunta alle armi, Lara può portarsi dietro 2 artefatti e 1 reliquia. Sono tutti oggetti speciali che si sbloccano facendo le sfide di cui parlavamo. Le prime sono inizialmente piuttosto scarsine e potenziano una caratteristica di Lara penalizzandone una seconda, ma più avanti nel gioco se ne trovano davvero di devastanti. Per questo motivo, conviene completare le sfide e i record man mano che si procede nel gioco, perché questi oggetti sono bilanciati per il livello in cui si devono sbloccare, e passa un po' la voglia, una volta finito il gioco, di rifare quelle che mancano per ottenere un premio di nessuna utilità.

Lara Croft e il guardiano della luce
Non è la prima volta che Lara non è da sola nelle sue avventure: già dal secondo capitolo i nemici umani rimpiazzano quelli animali, affollando anche un po' troppo il campo da gioco; e in Angel of darkness c'era addirittura un secondo personaggio giocabile.
Ma qui abbiamo per la prima volta in un Tomb Raider la modalità cooperativa, che vede il secondo giocatore prendere le sembianze di Totec, il guardiano della luce del titolo.
Il gioco è lo stesso, ma con i puzzle riprogettati per essere risolti in due persone e con le nuove abilità di Totec. La lancia magica rimane a lui invece di passare a Lara (lei rimane però l'unica a poter salire su una lancia conficcata in un muro: Totec è troppo pesante), ma lei divide con lui le sue mine esplosive. Totec dispone anche di uno scudo che può usare per ripararsi dalle frecce, rimandare al mittente le palle di fuoco, e sopratutto issare Lara su sporgenze altrimenti irraggiungibili. Lara può aiutare Totec con il suo rampino: non solo il Guardiano è un ottimo funambolo, ma in caso cadesse in un abisso Lara può salvargli la vita, a patto di avere i riflessi abbastanza pronti.
Rigiocare Lara Croft in due è un'esperienza divertentissima e davvero nuova: ogni puzzle va ripensato per essere risolto cooperando, e anche gli scontri sono davvero adrenalinici, almeno finché non si hanno troppi nemici su schermo, condizione in cui l'azione si fa un po' troppo confusa e si rischia di non capire più dove si trova e cosa sta facendo il proprio personaggio.
Le sfide e i record non sono condivisi quindi, per gli amici più competitivi, si aggiunge la meta-sfida di battere il punteggio del proprio partner. A questo riguardo, un'importante avvertimento: sfide e punteggi della modalità cooperativa si sovrapporranno a quelli del single player. Se potete, quindi, finite prima il gioco in due, e poi di nuovo in single; oppure premuratevi di fare un bel backup del tutto!
Tutto (quasi) molto bello, non fosse per una cosa invece atroce: la modalità cooperativa si può giocare solo attaccando un pad al PC.
Questo comporta, oltre all'ovvio acquisto del pad - non così scontato per chi gioca principalmente su PC - la presenza fisica del secondo giocatore, tagliando fuori quindi il gioco online, lasciato miseramente al confronto dei punteggi sulla Leaderboard.
Nonostante sia stata già annunciata una patch che introdurrà il multiplayer online, che dovrebbe uscire a settimane, questa pessima scelta non è purtroppo l'unica in questo senso, e la causa ha un solo nome: porting.

La maledizione delle console: il porting
Siano dannate le console: la versione PC di Lara Croft è purtroppo un porting, e fatto anche piuttosto malamente.
A partire dal menù principale si notano scritte e texture sgranate, ma il peggio è la gestione dei menù e sottomenù in game. Il mouse è si supportato, ma mal sfruttato, e per cambiare pagina si devono utilizzare i tasti Shift e Ctrl. Non che la cosa infastidisca più di tanto, ma sottolinea la scarsa attenzione riservata agli utenti PC: tirata di orecchi alla Crystal Dynamics!

In breve
Punti di forza: visuale inedita ma gameplay inalterato; level designing perfetto; buona rigiocabilità; modalità cooperativa.

Punti deboli: porting raffazzonato che inficia, tra le altre cose, la pur ottima modalità cooperativa; troppo breve.

Requisiti
Nonostante sia un porting davvero poco ottimizzato per PC, i requisiti sono relativamente bassi: un processore dai 2,5Ghz in su, 1Gb di RAM (2 se avete Vista/Win7), una Geforce 6800GT o superiore o una ATI 1300XT o superiore, e 7Gb di spazio libero su hard disk.

Francesco Stefanacci

Redazione Nove da Firenze