Antonio Cassano: ''Credo di aver trovato la strada giusta''

Fantantonio nell'Aula Magna di Coverciano dispensa pillole di saggezza e mostra la propria maturità, non un leader, ma un giocatore importante a disposizione dei compagni. Non mancano frecciate e battute di spirito, un fuoco d'artificio


CALCIO AZZURRI — Allenamento esclusivamente atletico per il mattino, la palla la vedono solo i portieri che si allenano sul campo 4, per il resto del gruppo guidato da Cesare Prandelli: esercizi fisici, flessioni e corsa nel parco del Centro Tecnico Federale.

Antonio Cassano, applaudito dai tifosi presenti a Coverciano e ricercato dai ragazzini per gli autografi, incontra i giornalisti in Aula Magna: “Non devo prendermi la Nazionale sulle spalle, non posso prendermi la responsabilità di essere il leader, chi viene qua deve crescere nell’arco di due anni

Ha stretto i denti a Tallinn per esserci e per regalare la vittoria a modo suo, poi la stanchezza ha avuto la meglio: “Il mister mi ha chiesto come stessi con la schiena, ed io ho detto a lui di decidere, dopo due minuti mi ha chiamato fuori”

“E' vero, esco ed entro dalla Nazionale, non è facile da spiegare, ma la maggior parte di colpe sono mie e mi prendo la responsabilità per quello che ho fatto, ora son più tranquiillo e sereno, credo di aver trovato la strada giusta. In sei sette anni non ho mai mancato di rispetto a nessuno, passo per quello che rovina gli spogliatoi, il terrorista. Sono cambiato, l’età ti fa maturare, son passati 12 anni dall’esordio in Serie A i primi 5 anni ho fatto dei disastri inenarrabili, ma mi son messo in testa che devo cambiare, altrimenti se faccio di testa mia torno a casa mia a fare il salumiere. Genova mi ha fatto cambiare, mi son reso conto degli sbagli, ho trovato serenità nella vita privata.. ecco, adesso se esagerassi non colpevolizzatemi, in fin dei conti sono anni che non faccio una c…”

Si può parlare di Marcello Lippi? “Pensiamo a Prandelli che è una persona fantastica, che mi piace tanto e non al passato. Rapporto ottimo, eccezionale, fantastico. Lo ringrazio per la convocazione, anche se non dovesse più chiamarmi, per quello che ha fatto per me. E’ un allenatore di primo livello, sono certo che quest'uomo farà cose fantastiche

“L’unico che vinceva le partite da solo era Maradona - è un fiume in piena il talento di Bari - io non potrò mai essere lui, ma il mio errore è che pensavo di esserlo, mentre invece devo mettermi a disposizione dei compagni, se giochi da solo è giusto che i compagni ti dicano ‘arrangiati’

“Ho dei limiti non devo esagerare, adesso faccio parte di una squadra, prima ero un giocatore come mi veniva. Il sogno calcistico è di far parte della Nazionale fino a che non ce la farò più. Ho fatto molti errori all’epoca di Capello, vorrei cancellare quel periodo dalla mia vita. Vorrei poter far parte dell’Europeo e dei Mondiali, poi appendo la maglia al chiodo, non ce la farò più”

Del Neri: “Nel periodo che giocavo largo a sinistra mi ha chiesto di fare la seconda punta, io non accettavo e mi ha messo fuori, poi sono rientrato ed ho fatto nelle ultime nove partite sei goal, è stato un passo importante nella mia maturazione calcistica”

Gigi Riva segue con attenzione le parole di Cassano, siede al suo fianco e come un buon padre è pronto appena Antonio lo chiama in causa, ridono scherzano e Riva lo presenta ai giornalisti come un ragazzo che non gli ha mai creato particolari problemi, e che sicuramente sta attraversando una fase di maturazione importante, ma non servono parole, basta lo sguardo, c'è grande stima reciproca.

Giocherai a Firenze in uno Stadio che poteva essere tuo: “E’ una piazza calda che può darti anche l’anima e dovevo arrivare, poi mi confrontai con il presidente e lui mi disse che se fossi partito ci sarebbe rimasto male, ma io l’avevo già scelta Firenze perché mi piace come piazza

“Con la testa che ho adesso, 5 o 6 anni fa avrei fatto un’altra carriera ed avrei vinto di più- spiega ancora Cassano - io avevo un sogno, io mi son divertito tanto con Totti e mi sarebbe piaciuto rigiocare con Francesco, mi ha fatto fare 20 reti tutte lui, e visto che non si può fare a Roma, si potrebbe fare in Nazionale. Le strade si son divise, il rapporto si è raffreddato ma ci salutiamo con affetto. Ora però non dite che Cassano vuole Totti in Nazionale e mettete in croce Prandelli

“Io spesso gioco centro sinistra, quella è la mia zona, Prandelli mi chiede di andare verso Pazzini. Il mio ruolo è passato da esterno di sinistra a centrale a seconda punta, e quest'ultimo è il ruolo che prediligo, il terzino o il mediano non son buono a farlo (ride)”

“Io non capisco l’importanza di avere il 10 è un simbolo di che? - domanda il calciatore - datemi il 22 che è il Matto, non la vedo una cosa così particolare, io gioco con qualsiasi numero. A Francesco Totti darei volentieri il numero 10 e corro anche per lui tanto mi fa vincere le partite. E' stato Daniele De Rossi a dirmi che secondo lui avrei dovuto prendere la maglia numero 10 perchè 'sei quello con più qualità' non l'ho chiesta io, e credo che Daniele sia il vero leader di questa squadra, lui e Chiellini, che ci sono sempre, che dicono quello che pensano”

“A chi non conosce Balotelli glielo dico io che è un ragazzo fantastico, cerchiamo veramente di tirare fuori ciò che può dare a questa Nazionale non riprendiamolo per tutto, fa l’incidente e si fa il cinema, lasciamolo in pace e crescerà sotto la guida giusta, io non posso essere una chioccia per lui, la vedo dura

Il genio e la qualità: “Ci sono giocatori che aiutano la squadra ed altri che fanno piroette e giochi particolari con la palla, c’è chi si aspetta da me i tunnel o le giocate ad effetto, ma bisogna anche stare a disposizione degli altri, non giocare per se stessi. Di Maradona ce n’è uno tutti gli altri son nessuno. Non ci si inventa calciatore, bisogna anche avere delle qualità”

Uscire dall'Europa con la Sampdoria: “La delusione con la Samp è stata molto, molto grande, però bisogna continuare, le qualità ce le abbiamo, ripetere la champions sarà molto difficile, ma possiamo fare un gran campionato. Io mi trovo bene a Genova e vorrei chiudere la carriera lì, ho uno Staff eccezionale che mi segue ed è un buon punto di riferimento”

“Mi sento coccolato sia a Genova che in Nazionale - aggiunge - sono realtà diverse ma mi trovo bene in entrambe”.

Campionato italiano: “Milan e Inter partono alla pari ed occhio alla Juve, ma se devo scegliere, scelgo il Milan, avete visto chi hanno preso? E poi avevano già dei grandi giocatori”

Una battuta su Carolina, la giovane moglie: “Mi ha cambiato la vita, solo questo posso dire, non fatemi dire altro, altrimenti poi mi emoziono e non è più la mia natura”

Prima di lasciare l'Aula: "Quanto siete stati bravi oggi con me - dice sorridendo ironico ai giornalisti - abbiamo riso e scherzato, chissà come mai. Se facevo una partita di m... sai come mi massacravate!"



di Antonio Lenoci

Redazione Nove da Firenze