Daniela Poggi in ''Partire''

Al centro della serata la ferita dell’emigrazione e dei diritti umani negati, raccontati attraverso la storia di Azel, un ragazzo come tanti che ogni giorno incrociamo per strada e guardiamo con diffidenza.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 marzo 2010 19:16
Daniela Poggi in ''Partire''

Va in scena al Teatro Studio di Scandicci giovedì 4 marzo alle ore 21:15 il recital “Partire” dall’omonimo romanzo di Tahar Ben Jelloun , protagonista unica Daniela Poggi. La serata a cura di Giancarlo Cauteruccio vede in scena a fianco all’attrice il percussionista Luca Marino che compone ed esegue per l’occasione musiche originali. Nel maggio 2001 Daniela Poggi è stata nominata Goodwill Ambassador dell’Unicef Italia “per sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica sui problemi dell’infanzia, testimoniando e promuovendo nel mondo della cultura e dello spettacolo la solidarietà e il sostegno alle iniziative dell’Unicef”. Noto personaggio televisivo e del cinema, l’attrice alterna da anni il suo lavoro con missioni di aiuto in Africa e affronta tematiche di impegno civile e sociale principalmente nelle sue interpretazioni teatrali. E’ questo il caso del recital “Partire” che si basa su alcune delle bellissime pagine dell’autore marocchino, anch’egli grande fautore di battaglie contro il razzismo.

Al centro della serata la ferita dell’emigrazione e dei diritti umani negati, raccontati attraverso la storia di Azel, un ragazzo come tanti che ogni giorno incrociamo per strada e guardiamo con diffidenza. Azel ha poco più di vent'anni e il futuro davanti: una laurea, molti sogni, la voglia di vivere e l'ambizione che si hanno a quell'età. La vita a Tangeri, tuttavia, non permette molto; povertà e corruzione fanno intravedere la felicità solo dall'altra parte dell'oceano, in Spagna. Partire è l'unica salvezza possibile.

Ma anche partire è difficile, rischioso e richiede compromessi. Per Azel partire ha il prezzo del tradimento, degli altri e di se stesso. Ha il costo di un amore in cui non crede, di una relazione omosessuale cui cede per necessità. Sembra non esserci scampo per la dignità, in questo mondo di opportunismi, prostituzione, clandestinità, sessualità tradita. Per fortuna ci sono i sogni. Ben Jelloun compone un affresco straordinario, di denuncia e poesia: il ritratto di un mondo di immigrazione e clandestinità in cui la felicità sta sempre altrove.

Teatro Studio di Scandicci Compagnia Krypton “Partire” di Tahar Ben Jelloun un recital di Daniela Poggi a cura di Giancarlo Cauteruccio con la collaborazione di Loris Giancola e Massimo Bevilacqua – musiche dal vivo di Luca Marino

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