La facciata di San Lorenzo pensata da Michelangelo: come sarebbe se…

Stasera e sabato, dalle ore 21 alle 23 circa, la facciata della Basilica verrà illuminata con una proiezione tridimensionale che restituisce prospetticamente il modello architettonico così come era stato progettato da Michelangelo.


Con i nuovi mezzi della realtà virtuale, l’immagine della facciata marmorea mai realizzata verrà proiettata con un'elaborazione grafica sulla fronte del monumento. La visualizzazione sarà commentata con un ‘Ragionamento’ che si immagina essere avvenuto intorno al 1560 fra Giorgio Vasari, artista al servizio del Granduca Cosimo I, e il Principe Francesco de’ Medici, grande amatore d’arte.

L’evento ripropone le proiezioni già eseguite con grande successo nel febbraio e nel marzo del 2007, anche quell'anno per ricordare l’anniversario della scomparsa (18 febbraio 1743) di Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, ultima erede della grande casata medicea nonché generosa mecenate che legò per sempre alla città di Firenze tutte le opere d’arte di proprietà della sua famiglia. L'aspetto della facciata michelangiolesca è stato ricostruito nei minimi particolari, senza aggiunte o invenzioni, in base al modello ligneo originale conservato a casa Buonarroti. La realizzazione dell'opera sarebbe costata migliaia di scudi ovvero alcune decine di milioni di euro odierni.

La vicenda storica: papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, bandisce nel 1515 un concorso al quale parteciparono i più grandi artisti del tempo, per erigere una monumentale facciata marmorea per la chiesa di famiglia (al fine di rendere più gradito il giogo del dominio mediceo dopo un ventennio di libertà repubblicana). Il Buonarroti, allora quarantenne e già grandissimo in pittura e in scultura, risulta vincitore e si cimenta per la prima volta con un tema architettonico di grande impegno. Ma le ambizioni del Pontefice crescono con il maggior dominio dei Medici e impegna Michelangelo in altre commissioni sempre per San Lorenzo, quali la Sagrestia Nuova e la Libreria Medicea; abbandonando invece il progetto della facciata, la cui mancata realizzazione venne giudicata dall'artista una vera “rovina”, un “vituperio grandissimo”.

L'evento è promosso da Eugenio Giani, presidente del Comitato della Basilica di San Lorenzo, in collaborazione con Confindustria e Consorzio Firenze Albergo e con il contributo della Camera di Commercio di Firenze. La realizzazione grafica del modello è di Paolo Bertoncini Sabatini, la proiezione è realizzata da Natali Multimedia s.r.l., la cura scientifica dell’evento è di Gabriele Morolli (Ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze), su un’idea di Massimo Ruffilli (Ordinario di Disegno Industriale presso la medesima Università).

Durante la conferenza stampa di martedì 16 febbraio presso la sala Giunta della Camera di Commercio, i relatori hanno sottolineato l'importanza culturale dell'evento, che ricostruisce un percorso michelangiolesco andato perduto e che permette di ricollocare la nascita di Michelangelo architetto in Firenze e non nella città di Roma dove si trasferì dopo aver prodotto circa il 45 per cento dei suoi prodotti architettonici in territorio fiorentino. L'auspicio dei relatori è quello che i fiorentini e i turisti possano conoscere e prendere consapevolezza del rapporto tra Firenze e le sue chiese e che si acutizzi lo spirito fiorentino che faccia sentire gli autoctoni piacevolmente in dovere di eseguire le ultime volontà dell'Elettrice Palatina che desiderava poter vedere la facciata michelangiolesca conclusa. L'intento è quello di far vivere un'emozione magica facendo un tuffo visivo in un passato storico monumentale alternativo.

Il prossimo obiettivo è quello di costruire un modello plastico con materiali quali polimeri, polieretani e vetroresina (per rendere verosimile l''effetto marmo') da presentare in occasione della Biennale della Cultura. Tale elemento scenografico dovrebbe essere posto per un periodo davanti alla facciata, ma non sovrapposto, bensì posizionato alla distanza di alcuni metri (come il progetto michelangiolesco prevedeva, lasciando uno spazio aperto tra la facciata marmorea e l'ingresso della chiesa). I suddetti promotori stanno lavorando per ricevere i finanziamenti necessari alla realizzazione del plastico (che ammontano intorno ai 200 mila euro) da parte delle associazioni di categoria, da imprenditori e mecenati disposti. Le idee sulla successiva ubicazione del plastico non mancano: utilizzato come scenario per il teatro delle Cascine o come biglietto da visita e di benvenuto all'aeroporto di Peretola.

C'è chi si domanda se questi step non siano una via che possa portare alla vera ricostruzione in marmo della facciata. Per ora questa è un'ipotesi ancora lontana, ma non è escluso che si possa arrivare, in un futuro, ad aprire un dibattito etico al riguardo.

di Silvia Languasco

Redazione Nove da Firenze