Artigianato artistico in crisi profonda, appello al Governo

Oltre 100 i firmatari e sostenitori in totale tra grandi maestri artigiani, brand fiorentini e personalità illustri del mondo della cultura, del giornalismo e della moda


Ci sono anche gli artigiani fiorentini più conosciuti e molte personalità di spicco del mondo della cultura, del design, della moda e del giornalismo fra le oltre cento firme dell’Appello urgente per l’Artigianato Artistico Italiano consegnato, lo scorso lunedì, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero dello Sviluppo Economico.


Un accorato richiamo e un forte segnale di allerta del comparto dell’Artigianato Artistico Italiano, entrato profondamente in crisi a causa delle conseguenze dell’emergenza sanitaria, del quale si fanno portavoce Associazione OMA - Osservatorio dei Mestieri d’Arte, Associazione Fatti ad Arte e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

Già da tempo il settore stava affrontando gravi difficoltà legate alla mancanza di ricambio generazionale e alla competizione globale. Dalla seconda metà di febbraio, con il blocco progressivo del turismo e dell’economia, botteghe, atelier e microimprese sono entrate in una crisi profondissima, che minaccia la loro stessa sopravvivenza.

Fra le firme nazionali emergono i maestri dell’alto artigianato fiorentino e imprenditori e titolari di attività storiche di grande rilievo dalla ceramica al vetro, dalla gioielleria alla tessitura, dalla moda al restauro. Tra loro la famiglia Scarpelli con Renzo, Catia e Leonardo, custodi nei secoli del Commesso fiorentino in pietre dure. La Bottega d’Arte Maselli, specializzata in cornici intagliate e dorate. Angela Caputi, il nome del bijoux contemporaneo più conosciuto al mondo, il “plumier” Duccio Mazzanti, l’alta calzoleria su misura del brand Stefano Bemer con Tommaso Melani, Paolo Penko, l’arte orafa di Ponte Vecchio dei Fratelli Piccini e quella argentiera dei Fratelli Peruzzi.

E ancora Simone Beneforti, L’Atelier Giulia Carla Cecchi, la bottega di restauro Fedeli, quella di Renato Olivastri, l’argentiere Lorenzo Foglia, il ceramista Bruno Gambone, Barbara Gori della Scuola del Cuoio, Tommaso Pestelli quarta generazione di orafi a Firenze e Barbara Ricchi con la sua azienda di pelletteria Giorgio Linea.

A questi e a molti altri maestri italiani si affiancano oltre 60 sostenitori illustri, autorevoli nomi del mondo della cultura, del giornalismo, dell’imprenditoria, del design, dell’arte, che hanno a cuore il futuro dell’artigianato artistico: un mondo produttivo unico per il suo valore culturale, fondamento del nostro miglior Made in Italy. L’imprenditore Stefano Ricci, la Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, Cristina Acidini, la regista Cinzia TH Torrini, il Presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri; Ugo La Pietra, noto architetto, artista, designer e storico delle arti applicate, l’imprenditrice fiorentina e patron di Starhotels Elisabetta Fabri. Questi nomi di eccellenza hanno voluto testimoniare con forza e incisività il loro sostegno, rimarcando la necessità di salvaguardare il grande patrimonio di saperi di cui i Maestri Artigiani sono depositari: una raccolta preziosa di brevi scritti dai quale traspare, se non si opera con urgenza, il rischio di una perdita incalcolabile.

L’Appello intende portare con forza all’attenzione della Politica, l’assoluta necessità di sostenere il comparto concretamente fino alla ripresa, con azioni mirate a medio e lungo termine, per evitare la perdita di saperi e competenze equiparabili in tutto e per tutto ai nostri maggiori tesori d’arte e cultura. Il Paese non può abbandonare i suoi “Tesori Viventi” in questo momento di crisi così grave e profonda: significherebbe rassegnarsi a perdere la propria anima e la propria identità, ciò che ci rende unici e ammirati nel mondo intero.

Redazione Nove da Firenze