Apri il diario di tuo figlio e controlla la prima pagina

Subito dopo il nome ed il cognome troviamo i riferimenti dei profili Instagram, Facebook e Tik Toc.

Paola
Paola Marangio
16 settembre 2021 08:05
Apri il diario di tuo figlio e controlla la prima pagina

Mia figlia ha 6 anni e questo è il suo primo diario. Le mando una foto, cosa ne pensa?

Luana

Gentile Luana, se potesse vedere l’espressione del mio viso capirebbe perfettamente il mio stato d’animo a riguardo. Provo sgomento, come credo sia successo a lei scoprendo che la prima pagina del diario di sua figlia fosse quella.

La mia preoccupazione (che non ricade su sua figlia ma su quello che quel diario ci racconta della società in cui accompagniamo giorno per giorno i nostri figli) verte su due aspetti.

Il primo riguarda i social network. È molto grave che la pagina dei “dati personali” di un bambino/ragazzo includa ben tre profili social (e per quanto mi riguarda già uno sarebbe stato troppo) e per esempio, nemmeno una riga per l’indirizzo di casa, l’indirizzo della scuola o un banale “il mio colore preferito è...”.

Non so quale sia il diario che mi mostra ma temo che aprendone una manciata in cartoleria scoprirei che sono tutti simili. Mettere un ragazzino davanti a quella pagina vuol dire farlo sentire incompleto rispetto ad una presunta normalità alla quale si deve adeguare per non essere indietro rispetto agli altri. Se già è difficile che una bambina non si faccia scalfire dalla domanda di una coetanea “Hai tik tok?”, sarà quasi impossibile che questo non accada se la domanda la pone la neutra giusta e ingenua pagina del suo diario. Quella bambina avrà degli argomenti quasi invincibili nella lotta alla conquista del cellulare e del profilo social (magari non la sua che è ancora in prima ma già quelli di un paio di anni più grandi coinvolgeranno i genitori nella questione!)

Il secondo aspetto che mi lascia perplessa dell’immagine che mi mostra riguarda l’identità. Sotto la voce CARTA DI IDENTITA’ ci si scrivono, per definizione, degli aspetti identitari che ci caratterizzano e che ci rendono unici e distinguibili dalla massa: nome, data di nascita, colore degli occhi e così via: tutti elementi stabili. È disfunzionale indurre un bambino a sentire come tratti identitari degli aspetti effimeri come il profilo Facebook o “le cose che non farò mai”. Così come è rischioso avallare l’autodefinizione “sono timido”/definizione stabile a favore di “mi sento timido”/definizione transitoria, allo stesso modo eviterei di far esporre un bambino in affermazioni che contengano una immodificabilità temporale (Sempre e Mai) perché lo costringerà probabilmente a doversi ricredere.

Non potendo proporre all’editore di ritirare le copie e fare di meglio, suggerisco ai genitori che si sono imbattuti in questo problema di fare una migliorìa al diario insieme ai propri figli con tanto di pennarelli, colla, stampante e tutto quel che può servire!

  1. Aprite insieme una vecchia carta di identità cartacea e leggete cosa realmente c’è scritto dentro (divertitevi a cercare i loro “segni particolari”) e poi 
  2. spaziate con la creatività includendo:

elementi di appartenenza familiare e scolastica:

  • Nella mia famiglia siamo in ________
  • Frequento la classe_________ed in totale siamo in________
  • Il mio compagno di banco si chiama ___________

elementi di stimolo ad interessi extra scolastici

  • Quest’anno come sport farò ____________
  • Il mio cantante preferito è ______________

3. Potete anche giocare facendo fare a vostro figlio dei selfie con tanto di disegnini e filtri per poi stamparlo e attaccarlo in bella vista: va bene tutto ciò che dia libero sfogo alla fantasia di esprimere se stessi in modo creativo e non limitato a ciò che posso/non posso fare su tik tok o instagram!

Naturalmente se sua figlia non ha nemmeno notato quelle righe e non ha fatto domande, il miglior consiglio è girare la pagina e iniziare l’anno scolastico dal foglio 2.

La psicologa risponde — rubrica a cura di Paola Marangio

Paola
Paola Marangio

Psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare. Referente del sito PsicologiaFirenze.it. Membro dello staff clinico e didattico dell’Istituto di Terapia Familiare di Siena, ha lavorato nell’equipe del Centro di Terapia Familiare della ASL 10 di Firenze e si è occupata delle valutazioni psico-ambientali delle commissioni medico legali INPS. Collabora con la cooperativa sociale Matrix onlus in ambito della disabilità e psichiatria. Per inviare quesiti scrivere a: marangio@psicologiafirenze.it

Notizie correlate
In evidenza