Rubrica — La psicologa risponde

Mio figlio si droga?

Quali segnali per capire se un figlio fa uso di droghe


Mio figlio ha 16 anni ed ho il sospetto che faccia uso di droghe.

È molto cambiato e pur sapendo che questo è stato un anno duro per gli adolescenti, inizio a pensare che questo suo stare sempre in camera, non raccontare niente ed essere sempre più ritirato possa essere sintomo di qualcosa di più grave.

Come si fa a capire se un figlio si droga? Ci sono dei segnali?

mamma di G.

Salve Mamma di G., lei non è l’unica che sta cercando di districarsi nel mondo dell’adolescenti che, già di per sé complesso da decifrare, è diventato un reale rebus con l’arrivo della pandemia.

Suo figlio 16enne è già fortunato ad avere una mamma che si pone il problema di differenziare tra ciò che è “comunemente reattivo” alla situazione pandemica generale e ciò che può essere altro! Le direi di continuare su questa strada: coinvolga il babbo di G. nella riflessione e non spaventatevi di ciò che potreste scoprire.

L’avvicinarsi alle sostanze da parte di un figlio deve allertare ma non terrorizzare: 1/3 dei giovani tra i 15 e i 19 anni provano qualche sostanza illegale senza diventarne né dipendenti né utilizzatori saltuari a lungo termine (dati del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di fisiologia, 2018).

Rendersi conto che un figlio ha, invece, una dipendenza di solito passa per i genitori dalla raccolta di altri segnali che non hanno direttamente a che vedere con l’uso di sostanze.

Quali segnali ?

Se si tratta di un ragazzo in età scolastica, il rendimento che improvvisamente crolla è da tenere di conto, così come anche l’abbandono dello sport o di altre passioni (musica o impegni extra scolastici cadenzati). Quando le droghe diventano un interesse esclusivo, il resto non attrae più come prima.

Naturalmente non basta veder saltare una lezione di chitarra o prendere un brutto voto per dover correre ai ripari, sono comportamenti che vanno osservati nel tempo, più di qualche settimana, a volte anche mesi.

Quando un ragazzo chiede spesso soldi o addirittura ruba anche piccole cifre in casa c’è da tenere alta la guardia perché le droghe oggi costano poco, non è difficile all’inizio sostenere le spese: anche rendersi conto che la paghetta non viene spesa più come prima deve far insospettire.

Trattate la questione come un qualsiasi altro problema che abbiate avuto con vostro figlio, non fate diventare questo un tabù più grande di voi. L’unico modo per aiutare i figli è avvicinarli e per avvicinarsi a loro non bisogna averne paura. Parlateci.

E se ho avuto conferma che si droga cosa faccio?

Il problema di droga di un figlio è un problema di droga della famiglia. Cosa fare? innanzitutto prenderlo come un problema che riguarda tutti perché un figlio che diventa tossicodipendente è un figlio che sta esprimendo con quel sintomo una difficoltà che nasce anche nelle relazioni con la sua famiglia e quindi se si mobilita tutta la famiglia per risolverlo sarà ben più alta la possibilità di risoluzione. Molti genitori pensano che l’unica e sola soluzione sia “mandare” il figlio in comunità.

La realtà è che se colto in tempo, è una espressione di disagio che può essere contenuta e risolta. 

La psicologa risponde — rubrica a cura di Paola Marangio

Paola Marangio

Paola Marangio — Psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare. Referente del sito PsicologiaFirenze.it. Membro dello staff clinico e didattico dell’Istituto di Terapia Familiare di Siena, ha lavorato nell’equipe del Centro di Terapia Familiare della ASL 10 di Firenze e si è occupata delle valutazioni psico-ambientali delle commissioni medico legali INPS. Collabora con la cooperativa sociale Matrix onlus in ambito della disabilità e psichiatria. Per inviare quesiti scrivere a:

E-mail: marangio@psicologiafirenze.it