Antognoni: il 15 ottobre di 47 anni fa il debutto in viola

Nel 1972 Verona-Fiorentina segnò l'inizio di una carriera straordinaria e sfortunata. Il successo più grande del fuoriclasse gigliato è stato la vittoria del Mondiale 1982 ma quello senza fine è l'amore dei tifosi


Giancarlo Antognoni ha vinto pochissimo in viola ma ha deliziato il pubblico con partite straordinarie. Eleganza, tocco di palla sopraffino, vederlo giocare era uno spettacolo raro a vedersi. Una specie di opera d'arte dentro un rettangolo verde. Un vero fuoriclasse. In squadre che in certe annate non avevano qualità tecniche sopraffine, "Antonio" colmava il gap e rendeva le partite della Fiorentina godibili anche dal punto di vista tecnico oltre che agonistico.

Esattamente il 15 ottobre di 47 anni fa Antognoni debuttò con la maglia viola in serie A e la società di Rocco Commisso, molto attenta a ricorrenze e compleanni, gli ha tributato gli auguri con un pensiero firmato dal patròn in persona:

«Giancarlo Antognoni in questo giorno, 47 anni fa, indossava per la prima volta la maglia che ha contribuito a renderlo una Leggenda per Firenze e per il calcio in generale. Dal 15 ottobre del 1972 i tifosi viola hanno così avuto la fortuna di vedere "L’Unico 10" rappresentare i nostri colori in Italia e nel mondo con la sua inimitabile classe ed eleganza. Tanti auguri Giancarlo per questa straordinaria ricorrenza». Rocco

La partita era Verona-Fiorentina, finita 1-2 per i  viola e "Antonio", allora diciottenne, giocò con la numero 8 sulle spalle. 

I cronisti di allora si sbilanciarono subito in grandi elogi per il centrocampista viola, che poi confermò con una carriera brillante ma sfortunata (indimenticabili i due gravissimi infortuni negli scontri con Martina e Pellegrini) le promesse iniziali. In viola Antognoni ha vinto solo una Coppa Italia e una Mitropa Cup, all'inizio della sua avventura a Firenze che prosegue ancora oggi, dopo alti e bassi, come dirigente della società a guida italoamericana.

E' in Nazionale che "l'unico 10" si è tolto la soddisfazione più grande per un calciatore, la vittoria del Mondiale avvenuta in Spagna nel 1982. Anche in quella circostanza però la malasorte ha voluto metterci lo zampino con l'infortunio subito nella semifinale contro la Polonia, che gli impedì di disputare la finalissima contro la Germania. Ma non di esultare come tutti i suoi compagni e l'Italia intera. Una vittoria così vale davvero tanto. 

Ma la sua vittoria più grande è stata restare sempre nel cuore dei tifosi viola, che nel corso del tempo gli hanno dedicato cori e coreografie spettacolari come a nessun altro. E anche oggi questi sentimenti non sono cambiati. Perché Antognoni è l'essenza del calcio a Firenze.

Antonio Patruno