Rubrica — La tavola toscana

AIS: Alto Adige, i vini e le storie dei produttori

Ieri sera al Grand Hotel Mediterraneo di Firenze il seminario condotto da Pierluigi Gorgoni e Massimo Castellani


"Alto Adige, i vini e le storie dei produttori" era il titolo del seminario della delegazione fiorentina dell'Associazione Italiana Sommelier, al Grand Hotel Mediterraneo di Firenze. L'occasione per scoprire le storie dei produttori altoatesini dietro otto etichette in assaggio guidato da Pierluigi Gorgoni e Massimo Castellani. Un viaggio attraverso i vitigni più rappresentativi del territorio altoatesino, grazie alla degustazione dei prodotti di un territorio dove il piccolo è ancora importante per i vignaioli, come le cooperative. In Alto Adige le cantine (la prima è nata nel 1893) esprimono l'attaccamento alla terra e il senso di solidarietà, idee chiare e radicate attraverso vini generosi, con una freschezza tipica dell'oltralpe. Ogni vino ha il volto di persone che dedicano la loro vita alla viticoltura.

Ieri sera sul Lungarno sono sfilate le eccellenze di una agricoltura che si sviluppa lungo la vallata dell'Adige e dell'affluente Isarco. Le uve a bacca scura potrebbero soffrire in alcune vallate più chiuse, dove si coltivano solo uve per vini bianchi dalla risaputa longevità, garantita dai terreni carichi di minerali. Le etichette proposte in collaborazione con www.vinialtoadige.com sono l'espressione di un territorio vinicolo ricco come pochi altri in Italia, al pari di Toscana, Cunense, Avellino, Verona. Con varietà condizionate nella parte bassa della valle dalle correnti calde dell'Adriatico, sui pendii dalle forti escursioni termiche, bilanciate da notevole esposizione solare.

L'intera provincia è una carrellata di caratteri esclusivi, dal Traminer della Bassa Atesina, alla Schiava dell'Oltradige, dove le vigne intorno al lago di Caldaro sanno esprimersi anche nel lungo periodo. Dal Lagrein di Bolzano al Riesling prodotto nei 50 ettari della Val Venosta. In totale circa 5.400 ettari vocati a vigneto, il 70% dei cali gestiti da cantine, la cui produzione per metà viene consumata dal mercato locale.

I fiorentini conoscono meno l'Alto Adige per la sua declinazione di rossi, maggiormente per i bianchi, in particolare il Pinot Bianco, che trova qui la maggiore produzione del mondo, maggiore che in Alsazia. Ma ogni linea produttiva è incentivata dalla selezione e dalla ricerca della qualità. Come il Muller Thurgau prodotto da uve coltivate in altura, a 1.000 metri, dove altri vini non sanno arrivare. Di seguito le otto etichette in assaggio ieri sera, con l'indicazione della Cantina produttrice:

  1. Baron Di Pauli Gewürztraminer Exilissi 2012
  2. Josef Brigl Pinot Bianco Haselhof 2015
  3. Tenuta Egger-Ramer Valle Isarco Müller Thurgau 2015
  4. Cantina Bolzano Gewürztraminer Kleinstein 2014
  5. Cantina Nals Margreid Sauvignon Mantele 2014
  6. Cantina San Michele Appiano Pinot Bianco Sanct Valentin 2014
  7. Cantina Terlano Terlaner classico 2015
  8. Cantina Girlan Sauvignon Flora 2014

Particolare menzione per il Sauvignon Mantele 2014 della Cantina Nals Margreid e per il Gewürztraminer Kleinstein 2014 della Cantina Bolzano.

La tavola toscana — rubrica a cura di Nicola Novelli

Nicola Novelli

Nicola Novelli — Fondatore e direttore responsabile di Nove da Firenze, dal 1997 il primo quotidiano on line fiorentino. Laureato in Scienze politiche è giornalista pubblicista dal 1989. Dal 1999 presiede Comunicazione democratica, associazione di promozione sociale che edita www.nove.firenze.it. Per 5 anni consigliere regionale dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, attualmente è tesoriere della Fondazione OdG Toscana

E-mail: direttore@nove.firenze.it