Agricoltura: nel 2025 oltre mezzo miliardo di euro al sistema toscano

Dopo le false primavere, il ritorno della neve e freddo sono state accolte con fiducia da agricoltori

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 Gennaio 2026 14:55
Agricoltura: nel 2025 oltre mezzo miliardo di euro al sistema toscano

È la somma più alta erogata dalla Regione attraverso l’Agenzia regionale toscana per le erogazioni in Agricoltura, al sistema agricolo toscano dal 2016, più di 535 milioni di euro. Si sono chiuse le erogazioni 2025 agli agricoltori da parte dell’Agenzia, a conclusione della Programmazione 2014-2022.

“Un dato che va sottolineato perché è il più alto dal 2016 – ha commentato l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras –. In tal modo la Regione è stata capace di garantire il pieno utilizzo delle risorse FEASR, il raggiungimento di tutti i target di spesa ed il completamento di tutti gli impegni finanziari a favore del sistema agricolo toscano. Un risultato che dimostra la solidità in questi anni della gestione delle politiche agricole e la reattività di un settore che, seppure tra mille difficoltà, ha saputo cogliere le opportunità che sono state offerte”.

“Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame” recita un antico e saggio proverbio coniato chissà quanto tempo fa dai contadini per descrivere l’effetto toccasana della super nevica dell’Epifania sulle colture in questo periodo (e quelli negativi delle piogge eccessive). La neve caduta in abbondanza su gran parte della Toscana regalandoci paesaggi da cartolina aiuterà le colture, viti, olivi, cereali ed anche gli alberi da frutto, ad affrontare meglio i mesi futuri contrastando in maniera naturale la presenza di patogeni e parassiti nocivi per le piante aumentando le chance di buoni raccolti. A dirlo è Coldiretti Toscana impegnata in questi giorni nel coordinamento nel seguire le attività di spazzamento della neve dei trattori per garantire la pulizia delle strade ed il transito in sicurezza in molte località della nostra regione, dal Mugello al Chianti alla Lunigiana.

Il ritorno della neve a bassa quota, con fiocchi caduti anche tra i 150-200 metri insieme a calo termico in linea con il periodo, sono state accolte con fiducia nelle campagna dove gli agricoltori negli ultimi anni avevano dovuto fare i conti più con inverni miti, “false primavere” e fioriture anticipate che con i fiocchi e brinate. Condizioni anomale che espongono le colture a moltissime insidie, dal rischio gelate all’esplosione di patogeni danneggiando e riducendo le produzioni.

“Finalmente un inverno normale con il ritorno della neve e del freddo: due elementi vitali per sostenere la naturale fase vegetativa delle piante e sperare in buoni raccolti. L’eccezionalità negli ultimi anni era, semmai, quella di dover affrontare temperature primaverili a gennaio. Con la tendenza al surriscaldamento, con l’ultimo inverno che è stato il settimo più caldo dal 1955, la neve è un toccasana: funge da cappotto termino per le colture, uccide batteri, insetti e funghi dannosi, idrata i terreni e ricarica le falde in vista dell’estate” spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana.

Sorvegliati speciali sono olivi e viti, le due colture più importanti, per estensione ed impatto economico insieme ai cereali. Coltivazioni che si trovano in una fase di riposo vegetativo abituate a convivere con freddo e neve in questa parte dell’anno. Coldiretti Toscana, attraverso gli uffici territoriali, continua a seguire l’evolversi meteo anche alla luce delle allerte meteo per rischio ghiaccio divulgate nelle scorse ore.

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