Accademia, sala chiusa dieci mesi per lavori

I primi leggeri interventi a luglio, poi sarà fatto il nuovo impianto di climatizzazione. La direttrice Hollberg: "Senza autonomia questi lavori non sarebbero possibili". Il direttore dei lavori: "Senza sicurezza delle risorse, probabili ritardi e rallentamenti"


(DIRE) Firenze, 25 giu. - "Oggi parlo di cantieri". Sulla riforma del ministero dei Beni culturali "tutti si sono fatti un'idea, ma non ho dichiarazioni da fare". Nessun accenno alla cosiddetta 'controriforma' a cui sta lavorando il ministro Alberto Bonisoli, eppure guardando la stagione dei grandi cantieri che a breve interesseranno l'Accademia di Firenze, la direttrice Cecilie Hollberg manda un messaggio chiaro: i lavori sulla climatizzazione del museo ("vecchio di 40 anni"), il consolidamento e il restauro architettonico e strutturale sulle capriate settecentesche della sala del Colosso, gli interventi per il nuovo ingresso e la rinnovata segnaletica, "cominciano proprio con l'autonomia, dal 2015. E sono possibili perché la galleria ha un suo bilancio, quindi quell'autonomia di cassa che permette di fare programmazione e progettazione. Non oso esprimermi sul futuro, ma posso dire che questi lavori sono stati possibili grazie all'impegno della direzione, con questa autonomia", dice nel corso di una conferenza stampa, ospitata nella sala Minerva dell'Accademia delle Belle arti.

A luglio, quindi, cominceranno i primi lavori, classificati urgenti: sarà sostituito uno dei gruppi frigo dell'impianto di climatizzazione ("ordinato ad aprile"), seguito da un intervento sulle vasche di accumulo delle unità di trattamento dell'aria delle sale al primo piano.

Stando allo schema poi, partiranno i lavori sulle capriate della sala del Colosso, dove è possibile ammirare il modello in gesso del Ratto delle Sabine del Giambologna, il cui originale è collocato sotto la loggia dei Lanzi, in piazza della Signoria. Finita questa fase sarà fatto il nuovo impianto di climatizzazione.

La sala resterà chiusa al pubblico per 10 mesi: nel cantiere, infatti, sarà predisposto un passaggio di collegamento per i visitatori, ma non sarà possibile ammirare le opere. Oltre ai lavori sulle didascalie e la segnaletica, il nuovo atrio-ingresso - "ci voleva proprio, quello di adesso non è degno del luogo", dice Hollberg -, sarà poi installato un sistema di illuminazione a led e saranno pianificate le operazioni per la manutenzione straordinaria degli impianti a servizio della Tribuna del David di Michelangelo e della galleria dei Prigioni.

Il tutto, climatizzazione, lavori sulla sala del colosso, ingresso, segnaletica e nuovo impianto di illuminazione per oltre 1,6 milioni di spesa. Risorse, spiega Hollberg, accantonate dal museo autonomamente, dai biglietti di ingresso, grazie ad un lavoro rigoroso sulla gestione della cassa. "Dal mio insediamento, mi sto muovendo su tutti i fronti per portare il museo dall'Ottocento nel ventunesimo secolo, come mi è stato chiesto: portare cioè il museo in un futuro funzionale, climatizzato, sicuro, chiaro e illuminato", conclude la direttrice.

"La prospettata perdita dell'autonomia di gestione farà rientrare" l'Accademia di Firenze "nella vecchia, ma attualmente vigente, gestione amministrativa della contabilità generale dello Stato". Significa perdere "innanzitutto gli introiti legati alla bigliettazione, l'attesa delle assegnazioni annuali delle risorse da parte del ministero, il rigido rispetto delle modalità di impegni delle spese e delle chiusure contabili ad ogni anno", spiega Gennaro Miccio, responsabile unico sul pacchetto di lavori, come il cantiere sulla sala del Colosso e sull'impianto di climatizzazione, che da luglio interesseranno il museo.

Pertanto, spiega l'ingegnare rimanendo proprio sui lavori vicini alla partenza, "un programma così incalzante e di complessa attuazione, se privato della sicurezza di risorse sempre disponibili in ogni momento, non potrà che subire i ritardi ed i rallentamenti che hanno sempre caratterizzato la gestione operativa di queste strutture".
Intanto domani, per l'anteprima della mostra 'Tutti i colori dell'Italia ebraica' allestita agli Uffizi, è annunciato a Firenze il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Una visita attesa, per i riflessi della sua riforma in una della città d'arte più importanti del Paese, soprattutto per l'Accademia. Tuttavia non è previsto un incontro tra il ministro e Cecilie Hollberg, come confessato dalla direttrice del museo durante una conferenza stampa convocata per illustrare i lavori che scatteranno a breve nel museo. Lavori su cui, come spiegato sempre dalla direttrice, il ministro non si è informato in prima persona: "Io non ricordo", dice, anche se "siamo in perfetto equilibrio con la sovrintendenza".

Redazione Nove da Firenze