Crisi: una valanga di licenziamenti nel 2009.
Oggi sciopero e presidio alla Seves

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 aprile 2009 00:00
Crisi: una valanga di licenziamenti nel 2009.<BR>Oggi sciopero e presidio alla Seves

A Firenze nel primo trimestre del 2009 i disoccupati perché licenziati sono saliti a 6.432 mentre nello stesso periodo dell´anno scorso erano 2.678.
«Il 2009 sarà un anno di pesanti crisi, i cui effetti già si sentono ovunque: anche a Lucca. Ma dovrà essere anche un anno di preparazione per la ripresa che si farà sentire nel 2010». E’ il commento del presidente della Regione Toscana Claudio Martini, al termine dell’incontro che ieri mattina si è svolto a Lucca tra la task force anti-crisi della Regione con gli amministratori e operatori economici.

Oltre al presidente della Provincia, Stefano Baccelli, che ha aperto l’incontro erano presenti il Prefetto Carmelo Aronica, i sindaci di Viareggio e di Altopascio e i rappresentati della diverse associazioni economiche. Bastano pochi numeri al presidente della Provincia Baccelli per presentare lo stato di salute dell’economia locale: occupazione -7,7%; fatturato -8%; ordinativi -8,2% e solo quelli dall’estero -5,8%; consumi -4,9%, con 400 occupati in meno nel commercio e difficoltà serie anche in distretti ormai affermati e di successo come quello della nautica e della carta.

«Naturalmente – ha proseguito Baccelli - il sistema istituzionale insieme alle imprese hanno reagito, mettendo in campo iniziative innovative, sia anticicliche che di sostegno ai cittadini per impedire che la crisi economica si trasformi anche in crisi sociale. Ma dobbiamo fare di più e soprattutto occorre un intervento più marcato del governo nazionale. Anche alla Regione chiediamo di darci una mano. Da soli non ce la facciamo».
I lavoratori e le lavoratrici delle SEVES, multinazionale leader mondiale della produzione dei mattoni in vetro e degli isolatori elettrici che occupa 173 dipendenti nello stabilimento di via Reginaldo Giuliani 360 a Firenze, effettueranno nella giornata di domani, Giovedì 2 Aprile, uno sciopero per l'intera giornata di lavoro con presidio davanti all'azienda dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

La RSU e le OO.SS. ( FILCEM CGIL e FEMCA CISL) chiedono all'Azienda, che ha attivato all'inizio dell'anno una procedura di Cassa Integrazione Ordinaria per 110 lavoratori, di rispettare quanto convenuto nel Verbale di Accordo firmato in Provincia di Firenze il 7 Gennaio.
E’ stato siglato con le rappresentanze sindacali confederali FILCAMS – GCIL, FISASCAT – CISL e UILTUCS – UIL un accordo che regola gli esuberi per i quali METRO Italia aveva attivato il12 febbraio scorso la procedura di mobilità ai sensi della Legge 223/1991.

In virtù dell’accordo sottoscritto il numero di lavoratori in esubero viene fissato in 175 unità nei magazzini più 20 unità per la sede di San Donato Milanese. Gli esuberi sono concentrati nei magazzini cosiddetti classici (con superficie superiore ai 10.000 mq). Nei soli magazzini di Roma, Torino, Genova e Firenze le unità interessate supereranno la decina. I lavoratori coinvolti sono stati in gran parte già individuati e hanno accettato volontariamente l’uscita dall’azienda tramite incentivi e prepensionamenti.

A fronte della riduzione significativa degli esuberi (di circa un terzo rispetto al piano iniziale), le organizzazioni sindacali hanno accettato il ridimensionamento per il solo anno 2009 del premio di produttività nella misura media del 50%.
Si è tenuto stamani presso il Palazzo Comunale di Calenzano un incontro tra sindacati e istituzioni per la vicenda della Finifast Two, l'azienda che gestisce la ristorazione all'interno del centro commerciale “Il Parco” e che ha deciso di chiudere l'attività, licenziando le 15 dipendenti.

Per il Comune di Calenzano ha partecipato il Sindaco Giuseppe Carovani, per la Provincia di Firenze l'Assessore al Lavoro Stefania Saccardi. All'incontro erano stati invitati anche il proprietario della licenza commerciale (Finifast Two), che però ha annunciato in un telegramma che non avrebbe partecipato all'incontro in quanto, avendo chiuso l'attività, si ritiene soggetto non interessato. Il proprietario dell'esercizio commerciale (Il Parco) invece non ha potuto partecipare per precedenti impegni, ma si è detto disponibile a incontrare i sindacati e le istituzioni in un secondo momento.

Il prossimo incontro è stato fissato per l'8 aprile.
Continua il presidio dei lavoratori della cartiera (ex Ausonia) di Pratovecchio (AR), in Casentino. La SCA Hygiene Products Spa, proprietaria dello stabilimento, è una multinazionale svedese, 2.002 dipendenti in Italia di cui 1.060 in Toscana, 128 dei quali -cui vanno aggiunti 14 contratti a termine e circa 70 dell'indotto- operano nello stabilimento di Pratovecchio (AR). Nei giorni scorsi l'azienda ha avviato le procedure per il licenziamento collettivo di tutti i 128 che lavorano nello stabilimento del Casentino per cessazione di attività.


La Banca di credito cooperativo del Chianti Fiorentino diviene protagonista nell’ambito della convenzione con Fidi Toscana, finalizzata all’anticipazione della cassa integrazione – ordinaria e straordinaria - per i dipendenti di aziende in crisi. In sostanza, la Banca del Chianti concede anticipazioni fino alla somma di 700 euro mensili, per un massimo di otto mesi, eventualmente prorogabili per altri quattro mesi qualora l’Inps non abbia ancora provveduto al pagamento di quanto dovuto nei confronti del lavoratore.

Nell’operazione, la Banca è tutelata da un fondo di garanzia regionale, che resta attivo fino a quando non si abbia la formalizzazione della procedura di cassa integrazione. Questa opportunità prende origine dall’accordo tra sindacato ed azienda, che prevede il pagamento dell’Inps direttamente al dipendente. Una richiesta all’ente previdenziale di liquidazione diretta, che consente di attivare – attraverso la Regione Toscana – l’intera procedura. Il sindacato stesso s’impegnerà a raccogliere tutta la documentazione necessaria per ottenere l’anticipazione a beneficio del lavoratore e ad inviarla agli appositi uffici regionali.

In questo contesto, il lavoratore – anche grazie all’intervento della Banca del Chianti Fiorentino – evita di rimanere senza alcuna entrata economica nei mesi in cui la ‘burocrazia’ per l’attivazione della cassa integrazione fa il proprio corso. Un periodo che rischia di diventare particolarmente lungo, a causa di una richiesta che - prima di poter essere accolta da parte dell’Inps – deve passare attraverso l’atto ministeriale della concessione della procedura di cassa integrazione e dal recepimento da parte dello stesso istituto previdenziale.

L’intera operazione non ha alcun costo per il lavoratore, con gli oneri che sono a carico della Regione e l’imposta di bollo della Banca. L’intervento della Banca del Chianti Fiorentino, inserito nel contesto del territorio della Val di Pesa, assume un particolare valore. Nell’area risultano infatti una decina di aziende in crisi, per un totale di oltre duecento lavoratori (160 soltanto nel settore della meccanica) per i quali è stata attivata la procedura della cassa integrazione.
Un incontro urgente con la Giunta Regionale “al fine di condividere le valutazioni e le preoccupazioni sulle conseguenze della crisi e approfondire gli obiettivi e i risultati che anche i recenti provvedimenti della stessa Giunta Regionale dovrebbero portare”: è quanto chiedono il Sindaco di Firenze Leonardo Domenici e il Presidente della Provincia Matteo Renzi in una lettera congiunta al Presidente della Regione Claudio Martini.

L’iniziativa è scaturita al temine dell’ultima riunione del Tavolo per il Patto per lo Sviluppo, del quale fanno parte l’Amministrazione provinciale, il Comune di Firenze e i rappresentanti delle parti sociali e delle categorie economiche. Dalla riunione, che si è tenuta in Provincia e alla quale erano presenti il Vicepresidente della Provincia Andrea Barducci, l’Assessore comunale Riccardo Nencini e i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati, è emersa “unanime preoccupazione per la tenuta del sistema economico e produttivo e del tessuto sociale, duramente messo alla prova dalle conseguenze della crisi che stanno mettendo a rischio anche le imprese che più hanno investito in innovazione e competitività sul mercato globale”.

In questa fase “l’elemento che appare prevalente è quello dell’accesso al credito. Sembra che il sistema bancario, nel suo complesso, non riesca a trasferire al sistema delle imprese quelle risorse che, con modalità diverse, le istituzioni pubbliche stanno mettendo a disposizione”. Da qui la richiesta di incontro con la Giunta Regionale, che “raccoglie l’invito di tutti i componenti al tavolo per il patto per lo sviluppo”.
La Provincia di Firenze, nell’ambito del contratto per l’esercizio dei servizi di TPL in ambito urbano ( lotto 1), ha rifiutato categoricamente, con una nota ufficiale comunicata alla Scarl Ataf e Linea in data odierna, le modifiche al sistema tariffario avanzate dal gestore del Tpl e che sarebbero entrate in vigore dal prossimo 1° Luglio.

Le modifiche proposte da Ataf e Linea riguardano il biglietto Volainbus, il carnet Carta Agile da 10 e 20 biglietti orari e l’abbonamento studenti under 15. Tale diniego è stato motivato da ragioni di opportunità congiunturale oltre che da considerazioni di merito: non si può apprezzare per esempio la soppressione dell’abbonamento annuale studenti under 15, che andrebbe a colpire le famiglie in genere ed i giovani studenti in particolare, con i quali l’A. P ha iniziato una proficua collaborazione nel corso dell’anno scolastico 2008/09 con il progetto “Io controllo”.

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