Coldiretti Toscana: cereali, ortaggi e frutta le colture più colpite dalle calamità naturali

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 dicembre 2008 00:12
Coldiretti Toscana: cereali, ortaggi e frutta le colture più colpite dalle calamità naturali

Dopo un attento monitoraggio della situazione, Coldiretti ha deciso di sollecitare interventi di sostegno per le imprese colpite dal maltempo che, in queste ultime settimane, si è abbattuto sull’intera Toscana. La conta dei danni è in corso e disegna un bilancio pesante, che addirittura aggravarsi se ricomincerà a piovere o se proseguirà l’attuale situazione meteorologica che non facilita lo smaltimento dell’acqua e dunque contribuisce a rendere asfittici i terreni.
Cereali, ortaggi, frutta sono le colture più colpite.

I danni, causati dalle piogge prolungate e insistenti che, in più punti della regione, hanno portato allo straripamento di fiumi e torrenti e all’allagamento di vaste porzioni di territorio.
“Per una stima più precisa occorre attendere. Solo tra qualche tempo saremo in grado di stabilire se l’annata agraria è completamente o parzialmente compromessa”, spiega il direttore di Coldiretti Toscana Prisco Lucio Sorbo. “I problemi – aggiunge – sono molto gravi. In provincia di Pistoia si registrano conseguenze gravi per il vivaismo.

Nel Livornese si teme per le ortive. Nel Pisano, a destare preoccupazioni gravi sono i cereali: a oggi solo il 10% delle aree dedicate a questa colture è stato seminato. E anche in queste zone i pericoli non mancano: i semi, infatti, rischiano di marcire e di azzerare il lavoro fatto e il prodotto. In provincia di Siena e di Arezzo, la situazione è particolarmente delicata in Valdichiana dove si sono registrati problemi ambientali e strutturali importanti. Nell’Aretino, inoltre, sono in difficoltà i produttori di tabacco, per i danni riportati dai capannoni per lo stoccaggio, e gli impianti di acquacoltura.

Nel Grossetano e in Versilia, la situazione è a macchia di leopardo. Molto dipende dalla funzionalità dei consorzi di bonifica. Là dove sono state azionate le idrovore, i problemi sono contenuti; altrove il quadro si complica. In qualche zona della regione, qualche conseguenza si è registrata anche sulle ultime fasi delle raccolta delle olive. I danni, complessivamente – conclude Sorbo – sono gravi, anche se non sono ancora certi. Abbiamo solo una prima approssimativa stima per gli esiti che le piene e le piogge hanno creato a strutture, infrastrutture, mezzi meccanici e raccolti.

Tra qualche tempo potremo quantificare con sicurezza gli effetti delle mancate semine, delle semine andate perdute e dei problemi registrati agli allevamenti e alle produzioni agricole. Riteniamo comunque di avere gli estremi per chiedere l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale”.

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