Torna a splendere l’antico Palazzo del Podestà di Radda in Chianti


Il 28 giugno 2008 sarà una data da ricordare per Radda in Chianti e per i suoi abitanti. Dopo sette anni, riapre ufficialmente al pubblico il Palazzo del Podestà, sede storica del Comune dal 1865 ed esempio di architettura minore fiorentina del Quattrocento. Il restauro e il recupero funzionale dell’edificio, iniziati nel 2001, sono stati condotti fino ad aggi per restituire a Radda in Chianti un tassello significativo della sua storia e per dare ai cittadini e ai turisti la possibilità di visitare spazi inediti e mai aperti al pubblico. Le antiche prigioni e gli spazi espositivi, con le originarie caratteristiche strutturali in volte e murature in pietra a faccia vista, tornano dunque a qualificare un edificio che si colloca nel cuore di uno dei borghi più belli del Chianti. “Siamo davvero orgogliosi - ha commentato Luisa Zambon, sindaco di Radda in Chianti durante la presentazione alla stampa - di consegnare ai raddesi e agli ospiti il Palazzo completamente ristrutturato. Un’opera importante, che ha richiesto finanziamenti significativi e che ora ci restituisce un vero e proprio gioiello: oltre alle carceri settecentesche, che per decenni hanno ospitato i magazzini comunali, oggi possiamo offrire degli spazi espositivi di grande valore, che andranno a ospitare mostre di pregio per tutto il corso dell’anno”. ”’E’ con grande piacere – ha chiuso il sindaco – che inauguriamo l’apertura di questi spazi con la mostra “Alla luna” di Marco Borgianni, un amico di Radda e un grande artista”. Soddisfazione anche da parte di Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps: “Da parte della Fondazione c’è una grande sensibilità – ha detto Mancini – per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico del nostro territorio, nel caso del Palazzo Comunale di Radda in Chianti, uno dei più belli della provincia di Siena, siamo particolarmente soddisfatti di vedere una ristrutturazione di qualità che unisce la bellezza alla funzionalità della vita politica e amministrativa del Comune”. Nel corso della storia il Palazzo del Podestà è stato più volte ricostruito e allargato. Nell'agosto del 1478 le truppe aragonesi-pontificie, comandate dal Duca di Calabria, distrussero il Castello di Radda e con esso la casa del Podestà. La sua sede fu allora provvisoriamente trasferita a Gaiole e solo dopo molti anni, il podestà poté nuovamente tornare a risiedere a Radda in Chianti all’interno di un palazzo di nuova realizzazione. L'originaria costruzione quattrocentesca fu restaurata nel 1551 con lavori di manutenzione al tetto e alla terrazza. L'attuale struttura, invece, si deve ai lavori avvenuti intorno al 1770. In quell’occasione fu ampliato il volume dell'edificio con l'aggiunta del secondo piano, fu costruita l'ala delle prigioni, il cortile e la casa del carceriere. I lavori di rifacimento furono visitati dal Granduca Pietro Leopoldo, che apprezzò l'esecuzione e la pregevolezza dell'opera. Nel 1873 fu inserito nel corpo della facciata l'orologio fabbricato a Rocca San Casciano da Agostino Cavina. Il palazzo ha ospitato la sede della Podesteria fino al 1772 e del Vicariato Regio fino al 1848. In seguito, fino al 1865, vi ebbe sede una Pretura Toscana e successivamente fino al 1917 una Pretura del Regno d'Italia. Per più di quattro secoli il palazzo fu dunque il luogo deputato all'amministrazione della giustizia per le comunità del Chianti. Ed è proprio nel sottosuolo, che oggi, grazie all’opera di restauro e di riqualificazione sono visitabili cinque celle del Settecento, di cui quattro erano utilizzate, fino alla metà del secolo scorso, per la detenzione degli uomini e una per le donne. Oltre a questi antichi luoghi di reclusione, scavati nel tufo, i visitatori potranno inoltre ammirare le sale espositive del Palazzo del Podestà che, in occasione dell’inaugurazione e fino a domenica 27 luglio, ospiteranno la mostra di Marco Borgianni “Alla luna”.
Borgianni, pittore toscano di fama internazionale, esordisce a metà degli anni Sessanta con la prima mostra alla Galleria “Nuova Aminta” di Siena e da li partecipa a vari concorsi indetti in Toscana vincendo anche considerevoli premi. Nel 1970 fonda, insieme ad altri compagni, la rassegna d’arte contemporanea “Vico Arte” dove espongono, tra gli altri, grandi artisti come Guttuso, Treccani, Maccari, Murer e Zancanaro. Negli anni Ottanta iniziano le esposizioni all’estero, da Rabat, in Marocco (1981), a Parigi (dal 1984 al 1988), fino alle personali in Canada e in Giappone del 1985. Nel 1992, dopo varie mostre in tutta l’Italia, l’artista espone all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. Nel 1997 dipinge il drappellone per il Palio dell’Assunta di Siena e dal 2000 a oggi partecipa a numerose esposizioni di arte contemporanea, tra cui il Foire d’Art contemporain di Strasbourg e il Salon d’Art Contemporain, in Luxembourg; espone anche al M’Ars Contemporary Art Museum di Mosca (2005 e 2006) e al Modema Arte Gallery di Boca Raton, in Florida (2006). Nel 2008, Borgianni ha partecipato, tra gli altri appuntamenti, ad Arte Fiera di Genova e al Crescendo Furn’Art 2008 di Verune, in Belgio.
Le visite al Palazzo del Podestà di Radda in Chianti e alla personale di Marco Borgianni, possono essere effettuate dal lunedì al giovedì su prenotazione contattando l’ufficio segreteria del Comune, mentre dal venerdì alla domenica l’ingresso sarà libero dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15 alle ore 18. Per prenotazioni e informazioni è possibile contattare il numero 0577 738791.

Redazione Nove da Firenze