Scandicci: tramvia in mostra.
Ambientalisti: ZTL e riduzione a una corsia per salvare gli alberi di viale Morgagni


Per una settimana, dal 7 al 13 novembre, un prototipo della motrice Sirio, che farà viaggiare la tramvia lungo la Linea 1 da Firenze a Scandicci, sarà messa in mostra in via Pascoli, area pedonale nel centro di Scandicci, a due passi da dove sorgerà la stazione disegnata da Richard Rogers. L’installazione, già realizzata alla Fortezza da Basso in occasione della Festa della creatività, permetterà anche ai cittadini di Scandicci di vedere da vicino e toccare con mano il mezzo che tra un anno circa percorrerà i sette chilometri di tracciato dal deposito di Villa Costanza a Santa Maria Novella. Motrice e vagoni centrali, trentadue metri complessivi di lunghezza, in grado di trasportare circa duecento passeggeri: “un concentrato della miglior tecnologia possibile”, dicono da Ansaldo Breda, l’azienda che la costruisce, capace di muoversi silenziosamente e con grande manovrabilità grazie ai meccanismi di snodo tra carrozza e carrozza ed ai sofisticati sistemi frenati. Un mezzo, quindi, perfettamente compatibile con i centri urbani e storici.
«Gli alberi di viale Morgagni si possono salvare realizzando una specifica zona a traffico limitato e la riduzione a una corsia per il traffico privato, nel secondo tratto del viale, modificando così il progetto esecutivo dei lavori di viale Morgagni». E' quanto chiedono le associazioni ambientaliste fiorentine, da Italia Nostra a WWF, da Legambiente a Firenzeinbici, che si rivolgono alla giunta comunale e ai gruppi consiliari di Palazzo Vecchio, perché «diano una soluzione positiva per evitare lo scempio degli alberi in viale Morgagni e un segnale forte a favore della tramvia». «Il traffico privato in viale Morgagni deve essere ridotto drasticamente durante i cantieri e soprattutto con la tramvia a regime – continuano le associazioni ambientaliste – è quindi possibile rinunciare ad una delle due corsie destinate al traffico veicolare, almeno lungo il tratto fra via S.Stefano in Pane e largo Brambilla, dove è limitata la residenza in quanto zona universitaria, mentre le persone interessate a recarsi all’ospedale di Careggi possono utilizzare anche altre strade vicine, i servizi pubblici, le piste ciclabili e, in futuro, (speriamo non troppo prossimo) la tramvia. Così si evita il taglio degli alberi – aggiungono gli ambientalisti - previsto proprio per lasciare la seconda corsia per le automobili. Anzi vogliamo - rilanciano le associazioni - anche la piantumazione di nuovi alberi, ovunque sia possibile in viale Morgagni, al posto delle auto nelle aree di sosta, cominciando proprio dalle aree prospicienti i plessi universitari!». «Chiediamo infine la modifica del progetto ‘definitivo revisionato’ della linea 3 della tramvia per il secondo tratto di viale Morgagni – concludono le associazioni ambientaliste – perché si mantenga lo spazio per la tramvia e la corsia riservata alle ambulanze, i marciapiedi, la pista ciclabile, una corsia per le auto e, dove possibile, l’ampliamento delle aree riservate alle alberature».
“ Purtroppo Italia Nostra , WWF, Legambiente e la piccola Firenzeinbici, hanno comunicato un idea già rifiutata dall’assessore Del Lungo quando a luglio gli fu proposta dal “Comitato Salviamo Firenze”. E’ ammirevole tutta questa preoccupazione, anche se tardiva, da parte delle associazioni ambientaliste verso gli alberi di viale Morgagni” lo dichiarano l’onorevole di Forza Italia Guglielmo Picchi e il consigliere comunale Jacopo Bianchi. “Peccato che dette associazioni ambientaliste - continuano Picchi e Bianchi - si dimentichino che ci sono altri 150 alberi storici e di grandissime dimensioni sul percorso della linea 3 della tramvia da Piazza della Costituzione a via Tavanti. Visto che gli alberi sono uguali ovunque – aggiungono gli esponenti azzurri - è curioso capire se queste associazioni ambientaliste vogliano salvare quelli di Viale Morgagni solo in quanto dedicati al ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale oppure anche in quanto piante che producono ossigeno alla città . Questa domanda nasce spontanea - dichiarano Picchi e Bianchi - a seguito della richiesta da parte di queste associazioni fiorentine ai Gruppi consiliari di Palazzo Vecchio di esprimersi perche' 'diano una soluzione positiva per evitare lo scempio degli alberi in viale Morgagni e un segnale forte a favore della tramvia'. Ma le associazioni ambientaliste hanno capito da dove passa la tramvia ? Credono veramente che la tramvia si possa fare senza abbattere gli alberi ? Se lo credono veramente - concludono Picchi e Bianchi - si studino il progetto e si uniscano a noi contro lo scempio perpetrato dalla Giunta Domenici. Noi li attendiamo a braccia aperte”
«Il sindaco riferisca in consiglio comunale sui costi aggiuntivi delle linee due e tre della tramvia». La richiesta è stata avanzata dal vicecapogruppo di Alleanza Nazionale Jacopo Cellai e dal consigliere di Forza Italia Jacopo Bianchi. «Da indiscrezioni pubblicate sulla stampa cittadina - sottolineano Cellai e Bianchi - risulta esserci una spesa supplementare pari a circa 105 milioni di euro, seppure da distinguere tra i costi a carico del concedente, il Comune di Firenze, e quelli a carico del concessionario, la Tram spa, per le modifiche e le varianti apportate ai progetti definitivi, ormai in via di completamento, e i conseguenti maggiori lavori ad essi collegati. Quando la settimana scorsa sono state richieste da parte nostra precisazioni in merito ai sottopassi viari Milton-Strozzi e Strozzi-Belfiore il vicesindaco Matulli ha risposto che, trattandosi di variante in corso d'opera, l'inizio dei lavori, i tempi di realizzazione e la configurazione fisica dei sottopassi sarebbero stati definiti in seguito all'approvazione della medesima. La risposta ci ha lasciati a bocca aperta - hanno aggiunto i due esponenti del centrodestra - visto che secondo l'amministrazione comunale i progetti definitivi sono ormai in via di approvazione e dunque dovrebbe essere chiaro quando inizieranno i lavori per i sottopassi, quanto dureranno e quale configurazione fisica avranno. Adesso, oltre alle incognite legate ai lavori, emergono le incognite dei costi aggiuntivi. Dopo il raddoppio dei costi della linea 1, da 105 a 211 milioni di euro, le spese per la linea 2 e per il primo lotto della linea 3, che nelle previsioni riportate dal sito internet ufficiale della tramvia, dovrebbero costare 292 milioni di euro, salirebbero a circa 400 milioni di euro, se le indiscrezioni di questi giorni saranno confermate». «Alla conferenza di programmazione di lunedì prossimo - hanno annunciato Cellai e Bianchi - chiederemo che il sindaco venga a riferire in aula dei costi aggiuntivi cui andremo incontro, poiché appare evidente che il Comune sia già oggi in grado di fare una prima stima, seppure non precisa nella ripartizione delle spese. Se veramente siamo alle fasi conclusive dei progetti non c'è motivo di attendere oltre per dare delle prime risposte ai cittadini ed al consiglio comunale: sulla linea 1 abbiamo avuto notizie certe e sui costi e sulle varianti apportate, ben 42, soltanto nelle scorse settimane, quando in teoria i lavori, secondo le previsioni dei 1000 giorni a partire dal 1 dicembre 2004 dovevano essere già stati conclusi. Sulle linee 2 e 3 il consiglio comunale deve esercitare quella funzione di controllo che le è propria a partire dalle responsabilità di chi ha richiesto le modifiche, le motivazioni delle stesse e la copertura finanziaria dell'intera opera. A cominciare da adesso».

Redazione Nove da Firenze