La Richard Ginori è di fronte ad un bivio: la ricapitalizzazione o il commissariamento

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 giugno 2007 16:51
La Richard Ginori è di fronte ad un bivio: la ricapitalizzazione o il commissariamento

Firenze - “In entrambe le direzioni – ha detto il presidente della commissione regionale speciale Lavoro Eduardo Bruno - sarà fondamentale l’impegno delle istituzioni locali. Nel primo caso faremo pressione a livello nazionale e regionale, con il ministro per le Attività produttive Pierluigi Bersani e con il presidente della Regione Claudio Martini, per il rilancio dell’attività produttiva secondo un piano concordato con i lavoratori e non secondo le logiche di speculazioni finanziarie.

Nella seconda ipotesi, quella del commissariamento – prosegue Bruno - chiederemo al Governo di indicare un commissario preparato, che conosca il territorio e che abbia a cuore la ripresa produttiva e il rilancio della storica azienda”. Nel corso dell’incontro della commissione regionale speciale Lavoro, d’intesa con la commissione provinciale Lavoro, con il Comitato Provinciale CGIL-CISL-UIL e le RSU della Ginori, il sindaco di Sesto Gianni Gianassi ha riepilogato la situazione critica in cui versa l’azienda che ha subito anche il pignoramento dei macchinari da parte dello Stato.

Il presidente Bruno ha evidenziato tre livelli di responsabilità: la proprietà, gli organi della Consob e la classe imprenditoriale toscana.
“La proprietà – ha detto Bruno, d’accordo con Gianassi - non ha saputo trovare un’intesa per rilanciare l’azienda nonostante i 26 milioni di euro di fatturato nel 2006; la Consob ha taciuto di fronte alle irregolarità nelle procedure di approvazione del bilancio e la classe imprenditoriale toscana si è rivelata di basso profilo, una casta di ‘finanzieri speculatori’ irresponsabili e inadeguati al comando dell’azienda.”
Il 21 giugno si decideranno le sorti dell’azienda e del futuro lavorativo di 360 persone.

Intanto, la commissione speciale Lavoro è solidale coi lavoratori e vicina al sindaco di Sesto Fiorentino, che in questi mesi si è speso in prima persona con forza per salvare la fabbrica di porcellane. (bb)

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