A Firenze un simposio dedicato al Sangiovese


Tre giorni di lavori, oltre 80 fra relazioni e comunicazioni, centinaia di esperti provenienti da tutto il mondo. Tema: Il Sangiovese, identità e peculiarità: vitigno tipico e internazionale. E’ questo il titolo del simposio internazionale che l’Arsia, l’agenzia della Regione Toscana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura organizza nei giorni 17,18 e 19 novembre al palazzo dei Congressi di Firenze. Nella giornata inaugurale, il 17 novembre, è prevista anche la presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Tito Barbini.

A quattro anni di distanza dal primo Simposio internazionale dedicato al Sangiovese, l’Arsia-Regione Toscana, torna a richiamare a Firenze i più famosi esperti e ricercatori di tutti i continenti per fare il punto della ricerca e dell’innovazione su questo vitigno, principe dell’enologia italiana e di quella toscana in particolare, ma ormai diffuso in tutto il mondo, spesso con risultati di eccellenza.

Per dare un’idea dell’importanza del sangiovese per la viticoltura e l’enologia Toscana – ricorda l’amministratore dell’Arsia, Maria Grazia Mammuccini – basterà pensare che con esso, in purezza o insieme ad altri vitigni, si ottengono alcuni dei vini più celebri a livello mondiale: il Brunello di Montalcino, il Carmignano, il Chianti Classico e il Chianti, il Vino nobile di Montepulciano. Ma l’elenco potrebbe continuare a lungo. Basti pensare che solo in Italia sono 388 i vini Doc, Docg e Igt che annoverano il sangiovese nella loro composizione, e spesso parliamo di vini – continua Mammuccini – che raggiungono il top della qualità.

Il Simposio che sta per cominciare sarà l’occasione per la presentazione e il confronto delle più recenti acquisizioni scientifiche, sia a livello colturale che di tecnica enologica, ma anche per conoscere interessanti esperienze nel campo della comunicazione e del marketing, in modo da mettere a disposizione dei produttori toscani il meglio delle esperienze maturate a livello mondiale su queste tematiche. Ma l’obiettivo del Simposio – sottolinea l’Amministratore dell’Arsia – vuole essere anche quello di centrare l’attenzione sulle peculiarità del Sangiovese che impongono di individuare, nei diversi ambienti di coltura le tecniche agronomiche e di cantina in grado di preservare le principali componenti che definiscono il profilo del vino ottenuto. Insomma, per i produttori Toscani, l’occasione per approfondire le conoscenze in maniera da esaltare le potenzialità di questo vitigno in relazione al territorio, così da conferire sempre di più al vino quel valore aggiunto che gli deriva dal “made” in Toscana.

Il Simposio prevede ben 4 sessioni scientifiche, che affronteranno le tematiche: mercato e comunicazione; identità e peculiarità; innovazione e tradizione; interazione genotipo ambiente.

Tutte le comunicazioni scientifiche e i poster, che saranno illustrati nel corso del Simposio, presentate da istituzioni di ricerca italiane, francesi, americane e australiane, sono state oggetto di valutazione da parte di un apposito comitato scientifico, del quale fanno parte illustri studiosi delle più qualificate, nei settori dell’enologia e della viticoltura, università Italiane e straniere.

Abbiamo voluto riunire a Firenze – conclude Mammuccini - il meglio di quanto sia oggi disponibile sul piano internazionale, in modo da offrire un confronto di altissimo livello e di mettere a disposizione del mondo della produzione gli strumenti giusti per continuare sulla strada della valorizzazione del vino toscano, puntando sulla qualità, tipicità e legame con il territorio come strumenti per accrescere la competitività sui mercati interni ed internazionali, in una situazione nella quale la concorrenza si fa sempre più agguerrita.

Nell’ambito delle iniziative organizzate per il simposio è, tra l’altro, prevista una degustazione che si terrà a Palazzo Corsini (mercoledì 17 novembre – ore 18,45), con la presentazione di 10 vini particolarmente significativi, provenienti da vari paesi del mondo, compresa naturalmente l’Italia e la Toscana, tutti prodotti con uve di Sangiovese.

Alla degustazione, che sarà realizzata in collaborazione con l’enoteca Italiana di Siena e condotta dall’enologo Stefano Chioccioli, parteciperà, tra gli altri, il celebre giornalista del vino James Suckling.

consistenza in Toscana del settore della vitivinicoltura Il vino, con una produzione di 2 milioni e mezzo di ettolitri, (18% sulla PLV), per oltre il 50% con Docg e Doc, rappresenta per la Toscana la punta di diamante della produzione agricola ed una delle principali voci di export. La coltivazione della vite è inoltre un elemento di forte caratterizzazione e valorizzazione per i territori collinari, che rappresentano il 64% del territorio regionale, e consente di coniugare sviluppo economico, presidio territoriale e mantenimento degli equilibri ecologici. Le aziende agricole che coltivano vite sono 52,748, pari al 37,5% del totale, e la coltura occupa complessivamente circa 67 mila ettari.

In questo ambito il Sangiovese rappresenta il 55,9 % della superficie totale a vigneto (Tabella 1) seguito a distanza dal Trebbiano toscano con circa il 13 %, e poi dal Canaiolo e dalla Malvasia Bianca Lunga del Chianti[1]. I primi 7 vitigni coltivati in Toscana interessano circa l’82% della superficie vitivinicola regionale, mentre agli altri 71, internazionali, nazionali ed autoctoni viene destinata la rimanente superficie.

Redazione Nove da Firenze