Domani giornata mondiale contro la guerra promossa dal movimento pacifista degli Stati Uniti e manifestazione nazionale a Roma
Poca gente ieri alla manifestazione contro il terrorismo


In occasione della giornata Mondiale contro la Guerra promossa dal movimento pacifista degli Stati Uniti domani avrà luogo la manifestazione nazionale a Roma.
«Il gruppo consiliare DS parteciperà domani alla manifestazione indetta a Roma nell'ambito delle iniziative che il movimento per la pace ha promosso in tutto il mondo». Lo ha annunciato il capogruppo Ugo Caffaz secondo il quale «l'adesione intende confermare l'impegno contro la guerra in Iraq, contro il terrorismo e per la pace, perché vi sia, da subito, una svolta radicale dopo l'evidente fallimento dell'opzione militare». «Le Nazioni Unite - ha aggiunto il capogruppo diessino - assumano la guida effettiva della transizione democratica, sia posto termine allo stato di occupazione militare, gli iracheni siano i soggetti primi della ricostruzione politica e sociale del proprio paese e del proprio futuro. L'Italia e l'Europa devono sostenere con forza le Nazioni Unite nella convinzione che solo il prevalere di una nuova grande stagione di pace e di dialogo fra i popoli, in Iraq e in tutto il Medio Oriente, potrà fermare la folle corsa del terrorismo omicida e delle logiche di guerra».

"Vorremmo che da questa piazza uscisse un messaggio di pace, una pace che non bisogna soltanto immaginarla, ma anche costruirla concretamente". E' questo uno dei passaggi chiave dell'intervento del sindaco Leonardo Domenici a chiusura della manifestazione contro il terrorismo organizzata dall'Anci e che si è svolta ieri pomeriggio in piazza del Campidoglio a Roma. Il sindaco Domenici ha esordito rivolgendo un saluto "ai nostri amici spagnoli e in particolare alla città sorella Madrid" rappresentati in piazza dall'ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede Carlos Abella y Ramallo e dall'assessore madrileno Ilar Martinez. "Siamo a fianco del popolo spagnolo - ha continuato Domenici -. Siamo qui per manifestare la volontà comune di dire no al terrorismo, una volontà che viene prima della politica, una volontà che è etica e culturale". "Anche le differenze sono il segno della nostra identità comune - ha aggiunto il sindaco -, sono la forza della democrazia, il suo essere valore universale". "Oggi siamo qui per affermare che il terrorismo mette in gioco la stessa convivenza tra gli uomini" ha continuato il sindaco Domenici ricordando che l'arte della convivenza è nata e si impara da duemila anni prima di tutto nelle città. "Il mondo stesso è una grande città in cui bisogna imparare a vivere insieme. Dobbiamo cercare di vivere in pace e dobbiamo credere che questo è possibile anche nei momenti più bui, anche quando sembra che gli uomini vogliano piuttosto le tenebre che la luce. La pace - ha aggiunto - non bisogna solo immaginarla ma anche costruirla". Domenici ha poi ringraziato i sindaci, i presidenti delle province e delle regioni, la lega delle autonomie e le comunità montana, i presidenti di Camera e Senato Pierferdinando Casini e Marcello Pera, l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ai rappresentanti del governo, dalle forze politiche e sindacali presenti. Domenici ha esteso i ringraziamenti anche ai rappresentanti delle comunità islamiche, al rabbino capo Di Segni e al rappresentante della comunità ebraica di Roma, Leone Paserman, presenti all'iniziativa. La manifestazione si è conclusa con un minuto di silenzio e i tanti gonfaloni alzati verso l'alto dei comuni e amministrazioni locali. Dalla piazza si è levato un lungo applauso e qualcuno ha urlato "il terrorismo non passerà".
"Grave errore quelle delle forze politiche che non hanno aderito questa manifestazione unitaria. Per battere il terrorismo bisogna ritrovare quello spirito unitario che contraddistinse gli anni '70 e '80". E' quanto ha dichiarato il consigliere comunale dei Ds Massimo Mattei che questo pomeriggio ha partecipato all'iniziativa indetta dall'Anci a Roma. "La partecipazione di tanti comuni - ha proseguito Mattei - dimostra che lo spirito civile e democratico degli italiani è superiore alle beghe politiche". "La manifestazione di oggi e quella di sabato prossimo - ha concluso il consigliere diessino - sono due modi diversi per dire no alla guerra e al terrorismo. Anche la manifestazione di sabato è importante per stimolare una inversione di rotta nella politica del governo italiano totalmente succube degli usa".

Redazione Nove da Firenze