Emergenza foraggi in Mugello


L’Associazione provinciale allevatori ha avanzato la richiesta di stato di calamità. I danni subiti dagli allevatori locali sono stati ben superiori al 35% delle produzioni vegetali (soglia minima per la richiesta di stato di calamità), toccando il 50% per i cereali autunno/vernini, l’80% per le produzioni foraggere e il 70% per il mais. La produzione del latte è calata e si sono avute perdite economiche per la qualità più bassa; l’incremento giornaliero negli allevamenti da carne è stato «scarsissimo»; la fertilità degli animali è diminuita e per il caldo e la sete sono aumentate le malattie. Per non bastare i prezzi del latte e della carne hanno registrato una contrazione dei prezzi sul mercato del 9-10%. A conti fatti mancano nelle province di Firenze e Prato ben 30.000 quintali di fieno. Le aziende zootecniche da qualche mese si stanno approvvigionando da altre province. Le scorte alimentari a disposizione basteranno fino a dicembre, poi si dovrà nuovamente reperire altrove i prodotti necessari all’alimentazione del bestiame a costi doppi rispetto al normale. Costi troppo alti e non sostenibili. E il rischio, paventato anche nell’ordine del giorno, è che senza un sostegno straordinario, anche finanziario, per reperire un adeguato approvvigionamento quantitativo e qualitativo di foraggi, si possano verificare «chiusure di allevamenti e una perdita del patrimonio zootecnico». Una contrazione del patrimonio zootecnico stimata in circa 2000 capi bovini e 3500 ovi-caprini.

Redazione Nove da Firenze