Campagna di sensibilizzazione e di informazione contro le esce avvelenate: sono vietate


La Regione Toscana con la legge 39/01 intende fermare la pratica incivile e criminosa di disseminare esche e polpette avvelenate. Migliaia di animali (domestici e selvatici) vengono uccisi ogni anno nella nostra Regione da bocconi avvelenati, morendo fra lente e atroci sofferenze. Neppure l’uomo è al riparo da questo pericolo e in particolare i bambini, che sono soliti avvicinare le mani alla bocca dopo aver avuto contatto diretto con gli oggetti e con la terra.
Tutti siamo direttamente chiamati a segnalare questa pratica incivile per aiutare la Regione Toscana a fare applicare la legge.
La legge 39/01, voluta fortemente dai cittadini, è un valido strumento per fermare questo criminoso malcostume che affligge da anni la nostra Regione con anche pesanti ricadute d’immagine in Italia e all’estero. Una legge da sola non basta! Occorre sensibilizzare profondamente la coscienza di tutti, segnalando alle Autorità competenti ed alle forze dell’ordine locali, chiunque “utilizzi, abbandoni, prepari o detenga esche o bocconi contenenti sostanze velenose o nocive”.
L’utilizzo di bocconi avvelenati è un crimine con specifiche sanzioni penali previste dalla L.N. 157/92 (art. 30 lett.H) e che configura inoltre, a seconda dei casi, ulteriori ipotesi di reato previste dal Codice Penale.
In aggiunta a questo la nuova legge Regionale 39/01 prevede sanzioni amministrative e multe fino a € 1.549 e una serie di importanti sanzioni accessorie quali la sospensione di autorizzazioni o licenze inerenti attività faunistiche, agro-silvo-pastorali o di raccolta di prodotti del bosco.

COME RICONOSCERE UN’ESCA AVVELENATA E COME COMPORTARSI
Un’esca avvelenata si può presentare in svariate forme per questo è importante prestare attenzione se durante le passeggiate in campagna o nei parchi cittadini ci imbattiamo in:
colli di pollo, pezzi di carne e lardo, salsicce, uova e altri residui di alimenti che possano destare sospetto perché manipolati o contenenti sostanze estranee che a volte assumono; a seconda del tipo di veleno possono assumere colori o odori particolari.
ATTENZIONE: non toccare mai direttamente con le mani l’esca ma solo attraverso sacchetti di plastica e segnalarne immediatamente la presenza alla Polizia e Carabinieri.

I SINTOMI DA AVVELENAMENTO E COME COMPORTARSI
Irrigidimento degli arti, mancanza di equilibrio, respiro difficoltoso e crisi convulsive, può esserci vomito, diarrea a volte con sangue.
· Solo fino a qualche momento prima il nostro amico a quattro zampe giocava e stava bene.
1. Mettersi in contatto telefonico con il centro veterinario più vicino, in modo da allertare il medico perché si renda immediatamente disponibile al momento dell'arrivo dell’animale.
2. Cercare di far vomitare il cane o il gatto: utile a questo scopo, in assenza di farmaci appositi (emetici), la somministrazione di una sospensione di chiara d'uovo montata a neve, unita ad acqua calda molto salata.
3. Mantenere il soggetto tranquillo e non somministrare MAI latte. Evitare qualsiasi inutile stimolo sonoro o visivo che possa scatenare una crisi convulsiva.
4. Contattare il numero verde 800-029449, attivo 24 ore su 24.
La segnalazione o la denuncia può essere presentata indifferentemente a:
· POLIZIA MUNICIPALE
· CARABINIERI
· POLIZIA DI STATO
· POLIZIA PROVINCIALE
· CORPO FORESTALE DELLO STATO
· GUARDIE AMBIENTALI E VOLONTARIE delle Associazioni e dell’E.N.P.A
· MEDICI VETERINARI

L’IMPORTANZA DEI MEDICI VETERINARI
In caso di avvelenamento sono tenuti, dalla Legge regionale, ad informare, entro 24 ore, la POLIZIA PROVINCIALE e il COMUNE di competenza.
Chiunque avesse il sospetto che il proprio animale possa aver ingerito un’esca avvelenata, si rivolga PRIMA POSSIBILE al Medico veterinario (di fiducia oppure al più vicino).
Occorre fermare questa criminosa abitudine. Forniamo e divulghiamo una cultura del rispetto della vita e del nostro territorio. Diciamo basta agli avvelenatori monitorando costantemente il nostro ambiente.

Redazione Nove da Firenze