Teatro della Pergola: da martedì 18 a domenica 23 marzo Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, regia Toni Servillo, con Anna Bonaiuto

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 marzo 2003 15:17
Teatro della Pergola: da martedì 18 a domenica 23 marzo <I>Sabato, domenica e lunedì</I> di Eduardo De Filippo, regia Toni Servillo, con Anna Bonaiuto

Sabato, domenica e lunedì è considerato uno dei capolavori meno frequentati di Eduardo De Filippo e arriva alla Pergola nella messinscena diretta dal regista e attore napoletano Toni Servillo. Lo spettacolo vede Servillo nel ruolo di Peppino e Anna Bonaiuto in quello di Rosa, impegnati a ricreare l’atmosfera domestica di una tragicommedia in cui è facile leggere sullo sfondo caratteri, costumi e comportamenti dell’Italia che continuamente cambia. Eduardo fotografa in quest’opera scritta nel 1959 un periodo cruciale della storia del nostro paese al quale è estremamente interessato anche Toni Servillo che afferma: "Ho scelto Sabato, domenica e lunedì perché Eduardo qui si occupa di una grande famiglia napoletana, dove convivono tre diverse generazioni in un momento storico cruciale per l’Italia: gli albori del boom economico che imponeva un nuovo e improvviso modello di sviluppo, con l’affacciarsi di nuovi desideri e nuove mode, capaci di creare da una parte euforia, dall’altra un senso di confusione e di disagio per tutti.

Un rivolgimento socioculturale che ha segnato profondamente e tuttora influenza i destini, le idee, i costumi del nostro paese". Le tre differenti giornate in cui si svolge la vicenda segnano l’andamento drammatico della storia: sabato è l’attesa, il giorno in cui si va preparando la festa e Rosa cucina il ragù per il grande pranzo dell’indomani, tra le lamentele del marito Peppino e del figlio e i litigi della figlia Giulianella con il fidanzato; domenica, quando la famiglia è riunita a tavola per un momento di allegra condivisione, è lo scoppio delle tensioni e dei rancori a lungo sopiti, come la gelosia di Peppino nei confronti del vicino di casa Luigi, sempre premuroso verso Rosa.

Quando arriva in tavola il ragù, Peppino si abbandona ad una scenata di gelosia e la festa di casa Priore è subito rovinata. Lunedì è il giorno dei ripensamenti, degli animi placati e più inclini a miti consigli. Nel tepore della cucina di casa, l’uomo si ravvede e comprende l’insensatezza delle proprie reazioni e accanto alla moglie ricorda il momento in cui si sono conosciuti e come si sono innamorati, poi decide di ricucire l’amicizia con Luigi, scusandosi anche con lui.
Dopo "E…" su testi di Eduardo del 1986, Toni Servillo incontra la drammaturgia dell’artista napoletano in Ha da passà a nuttata del 1989 e Da Pirandello a Eduardo del 1997, una versione lusitana de L’uomo dal fiore in bocca presentata con Sik.Sik, l’artefice magico.

Stregato da Eduardo, il regista partenopeo, che ha studiato a lungo il tessuto poetico della lingua napoletana, ne apprezza la capacità di unire armonicamente la parola e il gesto. "Eduardo – spiega Servillo – è l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Affrontare i suoi testi significa inserirsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro".



Ecco una nota di Toni Servillo:
"Sono un attore e sono quasi sempre stato anche il regista degli spettacoli in cui ho recitato. Per questo motivo dopo aver lavorato intensamente su Moliére (Il misantropo, Tartufo) ora vedo naturale il passaggio a Eduardo: entrambi uniscono nei loro testi, nei loro copioni, parola e gesto in un risultato complessivo che non esclude la regia, ma la comprende.
Eduardo è l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena.

Affrontare i suoi testi significa inserirsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro. Seguendo con umiltà il suo insegnamento cerco nel mio lavoro di non far mai prevalere il testo sull’interpretazione, l’interpretazione sul testo, la regia sul testo e sull’interpretazione. Il profondo spazio silenzioso che c’è tra il testo, gli interpreti e il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica.
Ho scelto Sabato Domenica e Lunedì perché Eduardo qui si occupa di una grande famiglia napoletana dove convivono tre diverse generazioni in un momento storico cruciale per l’Italia: gli albori del boom economico che imponeva un nuovo e improvviso modello di sviluppo, con l’affacciarsi di nuovi desideri e nuove mode, capaci di creare da una parte euforia, dall’altra un senso di confusione e di disagio per tutti.

Un rivolgimento socioculturale che ha segnato profondamente e tuttora influenza i destini, le idee, i costumi del nostro paese".

Toni Servillo
Toni Servillo, nato ad Afragola nel 1959, regista ed attore, fonda nel 1977 il Teatro Studio di Caserta con cui ha dirige ed interpreta fra l’altro Propaganda (1979), Norma (1982), Billy il bugiardo (1983), Guernica (1985). Nel 1986 inizia a collaborare con il gruppo Falso Movimento, interpretando Ritorno ad Alphaville di Mario Martone e mettendo in scena E… su testi di Eduardo De Filippo.

Nel 1987 è tra i fondatori di Teatri Uniti, continuando, da attore e regista, il lavoro sul tessuto poetico della lingua teatrale napoletana attraverso spettacoli quali Partitura (1988) e Rasoi (1991)di Enzo Moscato, Ha da passà a nuttata (1989) dall'opera di Eduardo De Filippo, Zingari (1993) di Raffaele Viviani. Con Il Misantropo (1995) e Tartufo (2000) di Molière, e Le false confidenze (1998) di Marivaux , tutti nelle mirabili traduzioni di Cesare Garboli, realizza un trittico sul grande teatro francese fra Sei e Settecento.

Toni Servillo ha inoltre messo in scena L'uomo dal fiore in bocca (1990/96) di Luigi Pirandello, Natura morta (1990) dagli atti del XXIII Congresso del P.C.U.S., Da Pirandello a Eduardo (1997), versione lusitana de L'uomo dal fiore in bocca presentata con Sik.Sik, l'artefice magico di Eduardo De Filippo al Teatro San Joao di Oporto. Insieme a Mimmo Paladino ha realizzato Iliade/Odissea (2001) lettura installazione dai capolavori di Omero.
È’ anche apparso in Eliogabalo (1981) diretto da Memè Perlini; ne I Persiani (1990) e in Edipo Re (2000) diretti da Mario Martone; nell'opera di Franco Battiato Il cavaliere dell'intelletto (1994); al fianco di Mariangela Melato in Tango barbaro (1995) diretto da Elio De Capitani; nei ruoli di Geppetto e di Mangiafuoco nella trasposizione di Andrea Renzi de Le avventure di Pinocchio (2001).


Nel 1999 ha debuttato nel teatro musicale con il primo allestimento in epoca moderna de La cosa rara di Martin y Soler su libretto di Lorenzo Da Ponte per la Fenice di Venezia, dove nel maggio 2000 ha messo in scena Le nozze di Figaro di Mozart. Nel 2001 ha realizzato Il marito disperato di Cimarosa per il San Carlo di Napoli ed il Boris Godunov di Mussorgskij al Teatro Sao Carlos di Lisbona, dove nel maggio 2003 metterà in scena Ariadne auf Naxos di Richard Strauss.
Al cinema è stato diretto da Mario Martone in Morte di un matematico napoletano (1992), Rasoi (1993), La salita, (1997), Teatro di guerra (1998); da Antonio Capuano in Luna Rossa (2001); da Paolo Sorrentino ne L'uomo in più (2001), partecipando ai principali festival internazionali e ottenendo vari riconoscimenti in Italia e all’estero, fra i quali la Grolla d’oro e le nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’argento.


Per Radiotre Rai ha diretto Don Giovanni involontario (1998) di Vitaliano Brancati, Bordello di mare con città di Enzo Moscato (2000) e Per sempre giovani (2001) di Giuseppe Montesano. (aggiornata a ottobre 2002).

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