Jean Pierre Vernant a Siena


Filosofo, storico dell'antichità, antropologo, è uno dei più grandi intellettuali della nostra epoca: Jean Pierre Vernant, oltre a essere uno dei massimi studiosi dell'antichità occidentale ha vissuto intensamente la sua contemporaneità. Con un ruolo di primo piano nel movimento di liberazione francese, leader della resistenza con lo pseudonimo di "colonnello Berthier", nel Dopoguerra Vernant ha aderito al partito Comunista francese, per poi uscirne dopo la Primavera di Praga. Sempre impegnato politicamente, la sua è una figura di grande intellettuale che non disdegna il presente, non certo rinchiuso in una "torre d'avorio". Per tenere una conferenza dal titolo "Le Mythe de Pandora", Vernant sarà all'Università di Siena mercoledì 6 marzo, alle 16, nell'aula Magna del Rettorato.
La lezione, che fa parte delle attività didattiche del dottorato di ricerca in "Antropologia del mondo antico. Modelli, permanenze, trasformazioni", diretto dal professor Gioachino Chiarini e coordinato dal professor Maurizio Bettini, sarà sicuramente l'occasione per un discorso che va ben al di là dell'ambito degli studi classici. Nel pensiero e nelle opere dello studioso francese, infatti, la dimensioni scientifica è sempre in equilibrio con quella umana, in modo tale che la cultura antica è utilizzata da Vernant come chiave per comprendere il presente. E proprio un'opera recente dal titolo emblematico "Tra mito e politica", raccoglie saggi e pensieri, tracciando un lungo percorso nel quale l'esperienza vissuta è il riflesso del pensiero, e viceversa. In un'intervista rilasciata nel 1994, raccolta negli archivi telematici di Rai Educational, Vernant parla della crisi della scienza e della fiducia dell'uomo in questa e nel proprio futuro. «Oggi ci si chiede se in fin dei conti la corrente scientifica e tutto questo sviluppo tecnico non ci portino alla catastrofe – dice Vernant-. L' idea che l' uomo potesse con la propria volontà, in cooperazione con i suoi, con gli altri, in gruppo, costruire l' avvenire, è andata a sbattere contro un muro. L' idea per cui si poteva inventare una società veramente armoniosa e libera, grazie a cui -come diceva Marx- avremmo potuto saltare dal regno della necessità al regno della libertà, si è infranta contro un muro. Ci si è infatti accorti che lo sforzo per programmare il futuro, lo sforzo per inscrivere in anticipo nella storia i fini ultimi dell' uomo, è qualcosa di incredibilmente incerto».
Che cosa ci dice allora il mito di Pandora, la donna data in moglie a Epimeteo da Zeus, che aprì il vaso donatole da quest'ultimo, dal quale si sparsero sulla Terra tutti i mali, compresa la morte?
Ce lo racconterà Vernant all'Università di Siena. L'incontro è aperto al pubblico.

Redazione Nove da Firenze