A maggio cresce l’inflazione a Firenze

Secondo Coldiretti a maggio, con il clima pazzo +11,2%


Cresce a maggio l'inflazione a Firenze. L’Ufficio Comunale di Statistica ha presentato l'anticipazione dei risultati del calcolo dell'inflazione a Firenze per il mese di Maggio 2018 (che dovranno essere poi confermati dall'Istat) secondo gli indici per l'intera collettività nazionale. La variazione mensile è +1,3% mentre ad aprile era +0,6%. La variazione annuale è +1,2% mentre ad aprile era +0,4%.

A contribuire a questo dato sono state, rispetto al mese precedente, principalmente le variazioni registrate per le divisioni prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,2%), trasporti (+0,7%),servizi ricettivi e di ristorazione (+4,9%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%).

Nei prodotti alimentari e bevande analcoliche, la variazione mensile è causata dagli aumenti della frutta (+32,4% rispetto al mese precedente) e pesci e prodotti ittici (+2,3% rispetto ad aprile, +5,9% rispetto a maggio 2017). In diminuzione i vegetali (-0,1% rispetto al mese precedente, +2,1% su base annuale) e pane e cereali (-0,3% su base mensile, +1,6% su base annuale).

Nella divisione trasporti sono in aumento i carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati (+2,4% rispetto al mese precedente, +5,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e il trasporto passeggeri su rotaia (+1,3% rispetto al mese precedente). In diminuzione il trasporto aereo passeggeri (-0,3% su base mensile, +13,0% su base annuale).

Tra i servizi ricettivi e di ristorazione sono in aumento i servizi di alloggio (+17,8% rispetto al mese precedente e +9,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e i ristoranti, bar e simili (+0,1% rispetto al mese precedente). Nella divisione abitazione, acqua, elettricità e combustibili sono in diminuzione la raccolta rifiuti (-1,8% rispetto al mese precedente, -1,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente). In aumento il gasolio per riscaldamento (+2,8% su base mensile, 6,3% su base annuale).

Il carrello della spesa

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori sono variati di +0,5% rispetto al mese precedente e di +1,7% rispetto a un anno fa. I prodotti a media frequenza di acquisto sono variati di +0,8% rispetto a marzo 2018 mentre sono variati di 0,6% rispetto ad aprile 2017. I prezzi di quelli a bassa frequenza sono variati di -0,1% rispetto all’anno scorso mentre sono invariati rispetto al mese precedente. I beni, che pesano nel paniere per circa il 52%, hanno fatto registrare una variazione di +1,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I servizi, che pesano per il restante 48%, hanno fatto registrare una variazione annuale pari a +0,9%. Scomponendo la macrocategoria dei beni, si trova che i beni alimentari registrano una variazione annuale pari a +3,4%. I beni energetici sono in aumento di +1,8% rispetto a maggio 2017. I tabacchi fanno registrare una variazione +3,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La componente di fondo (core inflation) che misura l’aumento medio senza tener conto di alimentari freschi e beni energetici fa registrare una variazione annuale pari a +0,7%. La rilevazione si è svolta dal 1 al 21 del mese di Maggio su oltre 900 punti vendita (anche fuori dal territorio comunale) appartenenti sia alla grande distribuzione sia alla distribuzione tradizionale, per complessivi 11.000 prezzi degli oltre 900 prodotti compresi nel paniere. Sono poi considerate anche quotazioni di prodotti rilevati nazionalmente e direttamente dall'Istituto Nazionale di Statistica. I pesi dei singoli prodotti sono stabiliti dall'Istat in base alla rilevazione mensile dei consumi delle famiglie e dai dati di contabilità nazionale.

Clima impazzito: aumento dell’11,2% dei prezzi della frutta

“Il clima pazza quest’anno sta creando non pochi problemi a molte produzioni agricole regionali – sottolinea Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – a cominciare dal miele per arrivare ai seminativi ed agli ortaggi tutti in forte ritardo di maturazione. Ma è il settore frutticolo il comparto forse tra i più colpiti, infatti è sparito dagli alberi un frutto su quattro per il crollo dei raccolti in tutta Europa a causa dell’andamento stagionale anomalo con gelate, grandine e vere e proprie bombe di pioggia, che hanno colpito dalle albicocche alle ciliegie, dalle pesche alle nettarine fino alle susine”.

Una situazione difficile per i coltivatori del nostro Paese, ed anche della Toscana, dove si stima un raccolto di pesche in calo di oltre il 20% nel mezzogiorno e del 15% al nord e una produzione inferiore rispetto allo scorso anno tra il 10 ed il 30% per le ciliegie ma con pezzature più grandi e migliore qualità. Ridotta anche – precisa la Coldiretti – la disponibilità delle susine mentre ci saranno circa il 20% di albicocche in meno nei frutteti in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Piemonte e Calabria.

“Il crollo della produzione è destinato ad avere effetti sui consumi. In queste condizioni per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni il nostro consiglio – dice Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana - è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto perché piccoli problemi estetici non alternano le qualità organolettiche e nutrizionali”.

Redazione Nove da Firenze