Rubrica — Agroalimentare

Vitivinicolo: lo strumento finanziario del “pegno rotativo”

L'offerta di Intesa Sanpaolo e di Banca Monte dei Paschi di Siena per le aziende della denominazione a fronte della crisi causata dal Covid-19


Il 2020 è partito molto favorevolmente, ma già nel mese di marzo c’è stato un crollo del mercato interno che ha toccato il minimo in aprile (-40,3% rispetto ad aprile 2019 per l’aggregato più ampio delle bevande). Le esportazioni di vino invece hanno tenuto fino a marzo, ma da aprile sono scivolate anch’esse in territorio negativo chiudendo il semestre a -3,4%. Le imprese maggiormente penalizzate sono quelle legate al canale Hotellerie-Restaurant-Café, fortemente impattato dalle limitazioni imposte per mantenere il distanziamento sociale e dal blocco degli spostamenti di piacere, turistici e di business. Le conseguenze sono state meno rilevanti per gli operatori che si appoggiano alla grande distribuzione od organizzati per le vendite online. Il canale e-commerce, cresciuto moltissimo nel 2020, ha tuttavia un peso relativamente contenuto e insufficiente a sostituire le vendite perse nei canali di vendita tradizionali.

Con il 2021 entra pienamente in attività un nuovo prodotto di finanziamento a disposizione delle imprese agricole. Si sono concluse, infatti, le operazioni sul SIAN, il portale informatico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per permettere alle imprese di attivare il cosiddetto “pegno rotativo” ma anche agli istituti bancari di visionare direttamente le produzioni certificate di qualità delle singole aziende loro clienti. Lo strumento, introdotto per norma da un emendamento al Cura Italia promosso dal deputato Alberto Manca (M5S), permette alle imprese agricole di ottenere da un istituto di credito le risorse finanziarie di cui necessitano ad un tasso inferiore, mettendo a pegno la propria produzione ma mantenendo il bene nelle proprie disponibilità per le successive fasi di maturazione e affinamento. Una volta posto in vendita, il bene vincolato verrà sostituito con un altro bene della stessa qualità che inizierà il processo a sua volta. Quindi, il pegno “ruota”, cioè si sposta di volta in volta sul nuovo bene prodotto quando quello precedentemente dato a garanzia viene venduto.

Una operazione interamente gestita in remoto dalle imprese e dagli istituti finanziari i quali possono controllare direttamente attraverso un proprio account le produzioni certificati presenti sul portale informatico del Mipaaf dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate. Questa misura, che abbiamo fortemente voluto, interesserà tutti i prodotti di qualità certificati, inclusi il vino, l’olio e le bevande spiritose come liquori, acquaviti, distillati. L’istituto finanziariospiega L’Abbate avrà il vantaggio di fornire il credito con la garanzia reale rappresentata dal bene che, nel corso del tempo, acquisirà valore; il prestito, quindi, sarà gestito dall’impresa che potrà dedicarsi, con tutte le sue energie, alla valorizzazione della sua produzione, avendo la custodia del bene prodotto”.

Non mancano gli istituti bancari che hanno già siglato i primi accordi con le imprese agricole, con una stima iniziale di oltre cento milioni di euro. Molto attivo soprattutto il comparto vitivinicolo dove l’affinamento è direttamente collegato ad un aumento del valore del bene. Lo strumento finanziario permetterà di garantire maggiore liquidità agli imprenditori agroalimentari ma anche maggiore tranquillità dal punto di vista finanziario per consentire loro di impegnarsi nel lungo periodo di affinamento dei prodotti che remunerano gli investimenti solo dopo la loro definitiva maturazione.

Intesa Sanpaolo ad esempio è pronta ad offrire questa soluzione finanziaria per sostenere il settore vitivinicolo. Intesa Sanpaolo, a cui fa riferimento il 16% del settore agroalimentare italiano, ha messo a punto un progetto di respiro nazionale che declinerà sui singoli territori, tra cui la Toscana. Il progetto di Intesa Sanpaolo si avvale della collaborazione di Federdoc, la confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani, e di Valoritalia, società leader nelle attività di controllo sui vini DOCG, DOC e IGT e organismo di controllo sul vino biologico e sull'agricoltura biologica. Le aziende produttrici delle DOC e DOCG - Barolo, Barbaresco, Franciacorta, Amarone di Valpolicella, Brunello di Montalcino, Bolgheri, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano - potranno accedere a questa iniziativa attraverso la certificazione rilasciata da Valoritalia. Anche i consorzi di tutela delle altre numerose denominazioni presenti sul territorio nazionale ed i relativi organismi di controllo potranno essere interessati dal progetto. L’attenzione di Intesa Sanpaolo per il settore vitivinicolo è infatti rivolta a tutte le circa 400 DOC e DOCG che vorranno collaborare con la Banca.

Nella primavera del lockdown il Consorzio Vino Chianti Classico, per fronteggiare la crisi di liquidità del comparto vitivinicolo, aveva predisposto un piano di sostegno da destinare ai propri soci con varie misure ed interventi di carattere straordinario. A fine agosto con l’emanazione del decreto attuativo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Banca Monte dei Paschi di Siena e il Consorzio hanno definito una convenzione.

“Il coinvolgimento ed il sostegno di BMPS assegnano un valore importante al territorio del Chianti Classico e confermano il profilo di prodotto di pregio del nostro vino, - commenta Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico - affiancandoci nel percorso intrapreso di valorizzazione della denominazione e offrendo ai viticoltori, duramente colpiti dal lockdown passato e incombente, una concreta possibilità di affrontare i prossimi mesi con maggiore serenità, mettendo energia e dedizione nelle attività produttive e commerciali”. “Siamo fieri di avere per primi dato corpo ad un’intuizione che si è fondata su un attento studio delle regole e dello stato della denominazione. Siamo certi che il nostro lavoro sarà utile a tutto il comparto vitivinicolo ed alle altre denominazioni di pregio della nostra Regione” conclude con orgoglio Giovanni Manetti. 

Banca Monte dei Paschi di Siena e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano hanno firmato nelle settimane scorse un accordo per il pegno rotativo per agevolare gli investimenti delle aziende associate in un momento in cui per il settore vitivinicolo, nonostante il Covid-19, è fondamentale continuare a investire. In sostanza il Vino Nobile di Montepulciano viene dato in “pegno” per finanziamenti con una ricaduta sulle imprese del territorio della denominazione toscana. Grazie alla nuova convenzione, infatti, Banca Mps potrà concedere ai produttori del Nobile un prestito per un importo pari all’80% del valore medio delle mercuriali pubblicate dalle Camere di Commercio al momento della domanda di finanziamento. La convenzione ha una durata triennale e garantisce tassi d’interesse stabili per l’intero periodo al fine di favorire il processo di valorizzazione della produzione vitivinicola della Docg Vino Nobile di Montepulciano. Il Consorzio ha invece il compito di garantire la stabilità del valore del vino per sostenere la domanda del prodotto, mantenendone la notorietà e il valore associato a un marchio di qualità.

“L’accordo raggiunto è frutto del consolidato rapporto tra Banca Mps e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per favorire l’accesso al credito delle aziende associate – commenta Alessandro Faienza, General Manager Area Territoriale Toscana di Banca Mps - ed è tanto più importante in un momento di difficoltà come quello che stanno vivendo i produttori del settore vitivinicolo alla luce dell’emergenza sanitaria in corso. Con il pegno rotativo la Banca conferma l’impegno a sostenere con aiuti concreti le aziende del territorio, espressione di qualità e simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo”.

“Questa misura rappresenta per l'ennesima volta la grande collaborazione che sussiste ormai da anni tra Banca Mps e il nostro Consorzio - dichiara Andrea Rossi, Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano - e tra l'altro sottolinea in maniera ancor più evidente il valore che il Vino Nobile di Montepulciano rappresenta, al punto che può essere riconosciuto da un istituto bancario così importante come un pegno, per l'appunto, per la cessione del credito alle imprese in un periodo in cui c'è ancor più bisogno di poter investire”.

Questo prodotto non ha richiesto ulteriori risorse ma solo un “tavolo di lavoro” e il mettere a sistema le potenzialità già esistenti. Infatti, si utilizzano le registrazioni delle produzioni che le imprese effettuano sul SIAN, gestito dal Mipaaf e perciò avente caratteristiche di Registro Pubblico. Le annotazioni sono utilizzate dalle banche per farne un finanziamento garantito, in grado di diminuire l’assorbimento patrimoniale dovuto alla concessione del credito e quindi il tasso applicato.

L’impresa a sua volta ottiene un finanziamento a tasso inferiore, in grado di sfruttare gli adempimenti che è già tenuta ad effettuare, ma anche innovativo poiché può far “ruotare” la propria produzione di qualità senza avere l’assillo di dover rimborsare il credito ricevuto. Tutto il sistema ne beneficiaconclude il Sottosegretario Giuseppe L’Abbatedopo che ciascuna parte ha dialogato con l’altra su questioni tecniche di comune interesse. È questo il metodo di lavoro che vogliamo portare avanti per la crescita dell’agricoltura di qualità”.

Redazione Nove da Firenze