Rubrica — Agroalimentare

Vini toscani, piacciono le Anteprime slittate a maggio

Consenso per la decisione ufficializzata dalla Regione. Irina Strozzi (Vernaccia): "Messaggio di grande forza e tenacia dei nostri territori". Busi (Chianti) “Diventi la festa della Toscana del vino”


Firenze, 9 novembre 2020 - E’ stata Stefania Saccardi, la neo Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, ad ufficializzare lo slittamento della settimana delle Anteprime di Toscana dal tradizionale mese di febbraio a maggio, precisamente da venerdì 14 a sabato 21.

“Era impensabile annullare nel 2021 le Anteprime di Toscana, che da sempre rappresentano il momento clou in cui il sistema vitivinicolo toscano, vera spina dorsale dell’intero comparto agricolo regionale, si presenta ai mercati e ai media internazionali con le nuove annate - ha precisato la vicepresidente Saccardi - soprattutto in un momento come questo, in cui la promozione può costituire una leva formidabile, se non per aumentare, almeno per mantenere posizioni sui mercati internazionali.”

Ma sono stati i Presidenti di tutti i Consorzi coinvolti nell’organizzazione dell’evento insieme alla Regione Toscana a decidere lo slittamento. Tra loro Irina Strozzi, la Presidente del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano, l’unica docg bianca a partecipare al grande evento, che commenta: “Lo slittamento delle Anteprime di Toscana da febbraio a maggio rappresenta un messaggio di grande forza e tenacia dei nostri territori. Ma si presenta anche una nuova opportunità, quella di conquistare un nuovo spazio per presentare sul mercato i nostri prodotti e dare loro finalmente quei mesi in più di affinamento e maturazione che richiedono . Questo sarà particolarmente interessante per la nostra Vernaccia di San Gimignano che va a braccetto col tempo, che non teme e che viceversa le permette di esprimere il meglio di sé.

E poi saremo particolarmente felici di mostrare i nostri territori nel loro momento migliore con la ricchezza di colori e profumi che li caratterizzano e per cui sono famosi in tutto il mondo”

Il cambiamento di periodo porterà con sé anche una variazione del calendario delle singole anteprime all’interno della settimana, così l’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano si svolgerà domenica 16 e lunedì 17 maggio, probabilmente nelle consuete location che l’Amministrazione Comunale di San Gimignano mette a disposizione del Consorzio per l’importante kermesse che ogni anno porta in città centinaia di giornalisti italiani e internazionali, buyers, operatori e wine lovers, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea De Grada e Sala Dante del Palazzo Comunale

E come affermato dalla Presidente del Consorzio, lo slittamento porterà indubbi benefici ai vini Vernaccia di San Gimignano della vendemmia 2020, che saranno più pronti per essere presentati alla stampa, come anche alle Riserve 2019, che avranno più tempo per completare il loro affinamento in bottiglia: il tempo giova alla Regina dei vini bianchi toscani.

"Condividiamo la scelta della Regione di rinviare a maggio 2021 la settimana delle Anteprime di Toscana, nella speranza che per allora la situazione sia più chiara". Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, commenta così l'annuncio dello slittamento: le Anteprime si terranno dal 14 al 21 maggio 2021, con le presentazioni dei vini e dei Consorzi delle principali denominazioni di origine della regione.

"Dobbiamo prepararci bene per maggio - sostiene Busi - e quindi siamo pronti a trovare soluzioni, insieme alla Regione e ai Consorzi, per poter trasformare questa edizione delle Anteprime in una vera e propria festa della Toscana del vino, coinvolgendo i territori".

L'auspicio è quello di un momento di rilancio dopo le difficoltà che si stanno ripresentando con la seconda ondata della pandemia. "Le nuove misure restrittive adottate in Italia e in Europa - osserva il presidente del Consorzio - colpiscono ancora una volta il settore dell'Horeca (ristoranti ed enoteche), che rappresenta uno sbocco molto importante per i nostri prodotti: il contraccolpo è drammatico soprattutto per le circa 600 aziende del Consorzio che hanno l'Horeca come unico sbocco commerciale.

Redazione Nove da Firenze