Vigilanza privata e addetti alla sicurezza in sciopero alla vigilia di Natale

La categoria in protesta per il contratto: mobilitazione riuscita nonostante il pressing delle Prefetture. Negli ospedali fiorentini lavoratori “precettati”. La denuncia di Filcams Cgil: “Atto inaccettabile e pensa a procedere per comportamento antisindacale”. Palagi e Bundu (SPC): "Alia non rispetta i diritti di chi lavora nei festivi?"


E' in corso oggi, 24 dicembre, lo sciopero della vigilanza privata e degli addetti alla sicurezza. I lavoratori e lavoratrici del settore hanno risposto positivamente allo sciopero proclamato dai sindacati di categoria, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS per un rinnovo contrattuale atteso ormai da ben 5 lunghissimi anni. In ogni angolo d’Italia lavoratori e lavoratrici del settore hanno fatto sentire la loro voce nonostante le forti pressioni arrivate da parte di alcune Prefetture italiane, anche in spregio alle norme del settore che consentono legittimamente ai lavoratori di esprimere il loro dissenso attraverso lo sciopero.

“Non ci hanno fermati - commentano Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS – e noi non abbiamo intenzione di allentare la presa. Lo dobbiamo a chi ha lavorato ogni giorno dall’inizio della pandemia senza tirarsi mai indietro: lavoratori che trovate davanti ai supermercati, alle banche, agli ospedali e alle strutture Covid, che presidiano la nostra sicurezza e lo fanno spesso in condizioni di estrema precarietà e senza nessun riconoscimento". La protesta è solo una delle azioni che intendono mettere in campo i sindacati, pronti a sollecitare nuovamente la convocazione, attesa, e a più riprese chiesta, da parte delle ministre Nunzia Catalfo e Luciana Lamorgese, chiamate in causa insieme al premier Giuseppe Conte da una lettera in cui si manifesta tutta la gravità di una situazione giunta ormai oltre al limite. “Rinnoviamo l’appello alle ministre Catalfo e Lamorgese per un rapido e risolutivo intervento – concludono i sindacati – perché questa situazione di incertezza, sfruttamento e umiliazione che colpisce oltre 100.000 lavoratori in Italia è gravissima, oltre ad essere umanamente inaccettabile”.

Poiché impiegato nei servizi essenziali, considerati funzionali “ai diritti costituzionalmente tutelati alla vita, alla salute, alla libertà e alla sicurezza delle persone”, sei tenuto “ad assicurare la prestazione lavorativa”: con queste parole si conclude la lettera di Coopservice, ditta che lavora in appalto alla vigilanza negli ospedali dell’Asl Toscana Centro, inviata oggi a tanti suoi lavoratori, nel giorno dello sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil nel settore della vigilanza privata e servizi fiduciari (un’agitazione che rivendica il rinnovo del Contratto nazionale scaduto da cinque anni). “E’ inaccettabile, siamo di fronte a una sostanziale precettazione, così si mina il diritto allo sciopero. Siamo pronti a procedere contro l’azienda per comportamento antisindacale, nel frattempo invitiamo i lavoratori a scioperare”, dice Giuseppe Martelli di Filcams Cgil Firenze.

"Il principio di volontarietà dovrebbe essere riconosciuto a tutte le classi lavoratrici: si devono mettere le persone in condizione di farlo di volta in volta, per ogni festività che si presenti durante il rapporto di lavoro. Queste sono le richieste avanzate dai lavoratori e lavoratrici Cobas di Alia verso la loro dirigenza. La sentenza che ha dato ragione all'organizzazione sindacale non può essere applicata solo a chi ha partecipato alla vertenza. Un diritto è tale perché deve essere riconosciuto a tutte le classi lavoratrici. Minacciare azioni disciplinari è un metodo intimidatorio inaccettabile, specialmente in una partecipata del Comune -dichiarano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune- La vittoria in Tribunale Firenze sezione Lavoro prevede un passo avanti rispetto al Contratto Nazionale di lavoro Servizi Ambientali, dove era prevista la volontarietà sui festivi solamente alla stipulazione del contratto: la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori passa anche dalla loro libertà di scelta, come quella di proporsi o meno di volta in volta per qualsiasi festivo, religioso o civile. Troviamo assurdo che ancora si debba ricorrere alle vie legali per ottenere l'esercitazione di un diritto già sancito, specie durante una situazione di crisi economica e sociale, come quella che stiamo attraversando. Esprimiamo quindi i nostri ringraziamenti a chi ha portato avanti questa lotta e ci aspettiamo che la Giunta chieda conto ad Alia delle sue decisioni aziendali. Per questo presenteremo un'interrogazione in questi giorni".

Redazione Nove da Firenze