Un caffè con Narciso Parigi: aneddoti di Musica ed Arte

Foto di Alessandro Rella Consulenza artistica di Giacomo Ferri


Una rappresentanza della redazione di Nove da Firenze a colazione da Narciso Parigi.

L'artista e l'uomo. Narciso Parigi ci accoglie con un grande sorriso. Dalle finestre di casa si intravede il profilo maestoso di Firenze, la città distesa ed illuminata dal gelido sole di gennaio. 
La voce fiorentina più nota nel mondo e l'amico del bar si fondono nello sguardo attento e profondo che sorseggia un caffè, amaro. Le prime parole sono per celebrare l'amicizia: "Ragazzi dovete sapere che l'unica grande ricchezza è l'amicizia. I soldi non servono a niente. Senza amici sarei già morto".
Inevitabile pensare ad Amici Miei ed a quel motivo che avrebbe potuto accompagnare il grande successo cinematografico. "Avevo preparato parole e musica per Pietro Germi che avrebbe dovuto curare la regia di Amici Miei. Quando Mario Monicelli l'ascoltò era oramai troppo tardi e fu un peccato perché quella canzone parlava proprio del film". Accenna alcune strofe "ed or che abbiamo dei capelli bianchi in più ci resta ancor quel vigore della gioventù.."

Suona il campanello ed alla chiacchierata si aggiunge l'artista Roberto Greco che consegna una sua opera a Narciso Parigi. Le dita affusolate, attraversate dai segni del tempo, sorreggono con delicatezza il dipinto "Dovrò farlo incorniciare,, è splendido!" esclama mentre ne mostra il fronte e la dedica sul retro. Ma di arte parleremo in seguito.   
Come le note di un compositore ed i colori di un pittore, i ricordi di Narciso Parigi prendono forma nello spazio bianco, tra date e personaggi che non sono mai nomi qualunque; seguono un filo invisibile nella storia della musica, del cinema e dell'arte. 
  Mario Del Monaco, uno dei più grandi tenori italiani, è l'amico ricordato con affetto "Era nato in via Aretina. Ci siamo incrociati tante volte in giro per il mondo. Abbiamo partecipato ad alcune trasmissioni dove ad un certo punto spuntavo anche io: una volta portavo una carrozza con i cavalli, una volta facevo il tecnico riparatore". Già ma Narciso che all'età di 16 anni inizia a lavorare in Radio in un periodo dal quale riaffiorano Carboni, Buti, Lalli, ha partecipato a così tante riprese che "molte volte non mi sono riascoltato e neppure rivisto".

L'America. C'è stato un periodo in cui gli italiani erano all'ultimo posto della scala sociale e nel nuovo mondo non riscuotevano apprezzamento, se non nell'ambito strettamente familiare e tra compaesani. Era un periodo ambiguo, fatto di proibizionismo e di ascese politiche che sarebbero entrate nella storia, come la dinastia Kennedy. "A San Francisco e non solo, si diceva che per imparare l'inglese si ascoltava Frank Sinatra, ma per imparare l'italiano si ascoltava Narciso Parigi". Un valore aggiunto quella perfetta dizione appresa frequentando gli studi radiofonici.

Il campanello suona ancora e questa volta ad unirsi alla compagnia è Sergio Salaorni, produttore discografico fiorentino che collabora ad un progetto di inediti con Narciso Parigi. 
 "A ripensarci oggi, superati i 90 anni, mi meraviglio quando sento parlare di artisti che sono diventati famosi esibendosi nei ristoranti; io nei ristoranti andavo a mangiare.. Ho guadagnato bene in quegli anni e non rimpiango nulla. Anche se devo dire che ho pagato tanto di tasse sia negli Stati Uniti che in Italia". Poi "Ho tanti amici che sono diventati vecchi.. il tempo non passa solo per me.. e mi invitano a tornare: Vieni in America - mi dicono - cosa fai in Italia? ed io rispondo loro Cosa faccio in America?". 
 
Amico fraterno di Dean Martin, collega alla EMI di Perry Como, Narciso Parigi incide Yesterday dei Beatles in italiano e "ne ho vendute un sacco di copie".  Dagli States riemergono le amicizie con Robert Redford, conosciuto durante gli studi artistici a Firenze, De Niro e con Quentin Tarantino che a sorpresa "ogni tanto mi telefona e mi fa degli scherzi telefonici..."

Conservati gelosamente, ma considerati meno pregiati dei Toscani, i sigari cubani regalati da Fidel Castro durante le chiacchierate con il lider maximo e con il fratello Raul sulla politica europea e le sorti della Spagna franchista, sono un altro ricordo che riemerge dall'intensa vita dello stornellatore toscano. 

L'Italia. Nato da una famiglia antifascista, amico di Gino Bartali, Narciso Parigi sottolinea in pochi passaggi i profondi cambiamenti della vita politica ripercorrendo quelle nette divisioni che sono andate affievolendosi negli anni '90, quando il socialismo ha lasciato spazio ad una destra moderata, e quando "erano tutti dell'Inter, poi sono diventati milanisti".
Sul palco di Sanremo, il Festival della Canzone italiana Narciso Parigi ci è salito per la prima volta al fianco di Claudio Villa "Avremmo dovuto cantare Terra Straniera ma poi la casa discografica ce la tolse e cantammo Ci ciu.. peccato perché Terra Straniera vinse quella edizione". Claudio Pica, in arte Villa, rientra tra i colleghi italiani che Parigi ha tentato di promuovere sul mercato americano, ma "non sempre hanno ascoltato i miei suggerimenti"

E dai ricordi spunta anche Antonio De Curtis "Principe - gli dissi un giorno - questa canzone che mi fa ascoltare è simile ad una che ho cantato in Amarti è il mio destino, un film di qualche tempo fa!" era Malafemmina.

Ad accompagnarci verso l'apertura della parentesi artistica è il ricordo dell'incontro con Carlo Rambaldi "Maestro - mi disse - mi farebbe un autografo? Chiesi allora se fosse il Carlo Rambaldi di E.T. e mi rispose di sì. "Ed allora lo faccia lei a me l'autografo! - dissi io".

L'arte. "Sono sempre stato un collezionista. Però ho collezionato a modo mio, mi sono circondato di opere che mi piacevano. Ho scambiato dei Fontana per le opere di Mario Marcucci. In alcuni casi ho visto lontano, ma non è andata bene ugualmente; quattro opere acquistate da Francis Bacon non sono mai arrivate in Italia perché un mio cugino che avrebbe dovuto portarmele da Londra si è presentato con il ricavato della loro vendita. Oggi potevano valere una fortuna" e ricordando questo aneddoto sfoglia un catalogo in cui le opere di Bacon sono paragonate a quelle di Ottone Rosai manifestando nel parallelismo infinite somiglianze.

Tra gli amici fraterni Ottone Rosai, Vinicio Berti, Gualtiero Nativi.. ed il pensiero vola ai quadri che "non ho mai voluto dare via neanche davanti ad interessanti proposte. Come l'opera che Renato Guttuso mi ha regalato e che mi ritrae accanto a mio fratello prendendo spunto da una foto pubblicata su Sorrisi e Canzoni".

 Accanto a Narciso Parigi, attento e curioso, c'è Lorenzo Andreaggi cantante, attore e regista fiorentino che cura un grande progetto "Italia, America e ritorno" il disco che raccoglie brani inediti in Italia, scritti per il mercato americano.
"Con Narciso è nata una bella amicizia - racconta - ed è un onore poter interpretare testi che hanno riscosso grande successo negli Stati Uniti. Sarà un piacere, ad iniziare da febbraio, incidere alcuni pezzi al fianco di artisti come Irene Grandi, Stefano Bollani e Le signorine, il trio vocale toscano nato nel 2016. Ci saranno anche tre grandi nomi della Bandabardo' Finaz, Alessandro Nutini e Marco Bachi oltre al musicista Leo Martera. Gli arrangiamenti sono curati da Bruno Scantamburlo. Il direttore artistico è Narciso, mentre la casa discografica è Larione 10, in ricordo dei primi studi di Firenze nell'omonima via".
Produttore è Sergio Salaorni, che dopo una stretta di mano vigorosa è rimasto in disparte durante la chiacchierata, congedandosi con un "Questo disco sarà una vera figata!" , strappando così a Narciso Parigi un sorriso vispo e compiaciuto. 

Saranno 15 i brani, alcuni scritti negli anni '50 appositamente per Dean Martin. Dopo una lunga selezione saranno ben tre quelli dedicati a Firenze, tra i quali Magnifici 11 dedicato alla Fiorentina ed Amici Miei dedicato ai fiorentini di ogni età. 

Antonio Lenoci