Turismo di prossimità: Elba ok, Firenze in crisi profonda

Rapporto Cna: estate 2020 durissima, il capoluogo regionale sembra per adesso tagliato fuori dalle scelte degli italiani. Perché i maggiori luoghi di interesse artistico e culturale della città restano chiusi o con apertura al pubblico ridotta?


È l’estate del turismo di prossimità, quello che proviene dall’ambito regionale o al massimo nazionale, ma se la costa (Versilia e Grossetano) e le isole della Toscana (specialmente l’Elba) vedono rosa, per le città d’arte come Firenze è crisi profonda.

Lo evidenzia il rapporto di CNA Turismo sulle mete italiane preferite dai turisti in agosto. Il mare rimane al primo posto nell’immaginario turistico di fiorentini e italiani: quando è possibile, il vacanziere privilegia l’abbinamento di spiaggia e percorsi enogastronomici, d’abitudine più avvezzi ai piccoli numeri che alle comitive. Infatti è giocoforza muoversi da soli, in coppia, al massimo in famiglia o tra pochi amici: incombe il timore di una ripresa dell’epidemia e rimane, di conseguenza, la paura di andare nelle aree più colpite, preferendo le regioni dove il virus ha fatto meno danni, senza nemmeno sottoporsi a lunghe trasferte.

Per Firenze e le zone circostanti che da sempre beneficiano dei flussi del capoluogo si prospetta un’estate durissima, causa azzeramento del turismo internazionale, in special modo americano e asiatico. E non incoraggia certo l’afflusso di turisti italiani ed europei il fatto che i maggiori luoghi di interesse artistico e culturale della città restino chiusi o con apertura al pubblico ridotta.

Aperti, ma con limitazioni orarie*: Uffizi (8.30 h/giorno), Galleria dell’Accademia (8 h); Palazzo Pitti (5 h); Battistero (7 h ma solo sab, dom e lunedì); Museo dell’Opera del Duomo (7 h ma solo sab, dom e lunedì); Basilica di Santa Croce, Chiostro di Arnolfo, Sagrestia (Crocifisso di Cimabue), Cappella Pazzi, Cappella Bardi di Vernio (Cristo di Donatello) e Cappella Bardi di Mangona (affreschi trecenteschi di Maso di Banco) (2 giorni la settimana per massimo 120 persone totali); Basilica di Santa Croce, Chiostro di Arnolfo e Cenacolo (4 giorni la settimana per una media di circa 5h/giorno); Museo del Bargello (4.45 h); Cappelle Medicee (4.30 h); Palazzo Davanzati (4.30 h); Cenacolo di Sant’Apollonia (5 h); Quartieri Monumentali di Palazzo Vecchio (5 ore/giorno per 4 giorni la settimana); Forte Belvedere (5 h); Museo del Novecento e Villa Bardini (5h/giorno per 4 giorni la settimana); Cappella Brancacci (7 h/giorno per 3 giorni la settimana). Chiusi: Torre di Arnolfo, Scavi del Teatro romano, Museo del Bigallo, Museo Bartali, Villa Bardini, Museo Casa Siviero, Museo di Casa Guidi, Museo Horne, Museo Misericordia, Museo Zeffirelli, Museo della scienza e della tecnica, Chiostro dello Scalzo, Crocefissione del Perugino, Museo Casa Martelli, Cenacolo e Museo del Sarto, Cenacolo del Fuligno, Cenacolo del Ghiralndaio, Museo della Specola.

“Firenze deve invece farsi trovare pronta – commenta Asmaa Gacem, albergatrice e rappresentante Turismo per CNA Città di Firenze - con un’offerta in grado di far fronte a una domanda ancora esigua, ma che torna a farsi sentire e potrebbe aumentare in questi mesi, favorendo la ripresa dopo un lungo periodo in cui le strutture alberghiere sono rimaste vuote. Se invece si guarda a quello che accade ci si rende conto che non ha senso venire oggi a visitare Firenze, se poi ci si trova di fronte a una realtà difficile da giustificare. Basta prendere ad esempio il Battistero, inaccessibile alle visite se non nei giorni di sabato, domenica e lunedì. Così ci siamo trovati di fronte a situazioni incresciose di visitatori che arrivati in città non lo hanno potuto visitare perché hanno scelto giorni infrasettimanali. Una situazione che riguarda anche altri importanti chiese e musei. Ma come è possibile?”

“Chiediamo che, nel rispetto di ogni norma sulla sicurezza per la salute pubblica, si valuti subito una pronta riapertura, magari definendo una campagna di comunicazione con agevolazioni per le famiglie. Nessun imprenditore vuole tenere chiuso il proprio albergo o ristorante o negozio o laboratorio, ma bisogna creare le condizioni per garantire l’accoglienza” conclude Paola Lorenzini, Coordinatore di CNA Turismo Firenze.

Redazione Nove da Firenze