Trasporto urbano tra sciopero e caos, mobilità per sprovveduti

Gli autisti sono i destinatari di tutte le lamentele, ma non sono gli unici utilizzatori della strada e così sono nuovamente pronti a scioperare


I mezzi di trasporto a Firenze potrebbero fermarsi ancora e non per il traffico. Un nuovo Sciopero all'orizzonte che raggruppa nelle motivazioni una serie di problemi mai risolti fino ad oggi dove la Tramvia è l'ultimo dei mali ed il primo dei rimedi.
Tra imbuti prevedibili, nodi che non si sciolgono ed intersezioni da capogiro il traffico persiste, ma è anche vero che sale il numero dei morti e così in una città ferma c'è chi implora di ridurre la velocità.

Corsie protette? Organico all'altezza? Controlli sulle strade? Disciplina?
La Tramvia che viaggia in sede protetta, seppur occupando strada utile, da Scandicci a Santa Maria Novella è oggi l'unico vanto, modesto, del sistema. La verità è che saremmo tutti coinvolti.

La FILT CGIL interviene nuovamente sul traffico che tiene in scacco il capoluogo toscano chiamando in causa tutti, dall'amministratore all'ultimo dei pedoni e ritenendo che non sia più possibile nascondersi "Gli enti pubblici devono espletare la loro funzione di controllo sul servizio, devono garantire viabilità protetta e preferenziale, privilegiando sempre e comunque il TPL anche a scapito della mobilità privata, devono far sì che per le strade ci sia controllo e si faccia rispettare il Codice".

"Siamo stufi - spiegano i sindacati - che si punti sempre il dito contro chi lavora su un autobus, mentre invece si ignorino bellamente i passaggi col rosso, gli attraversamenti imprudenti, le soste in doppia fila, la circolazione contromano od in corsia preferenziale di auto, motoveicoli e soprattutto degli utenti deboli della strada, biciclette e pedoni, che in quanto tali dovrebbero porre attenzione massima alle loro azioni, ed invece paiono i più sprovveduti ed imprudenti".

Secondo il sindacato "Il servizio di trasporto cittadino offerto da ATAF incontra sempre maggiori difficoltà, per motivazioni che derivano sia da fattori esterni, come la cantierizzazione della Tramvia che avanza sempre di più, l’indisciplina sempre più diffusa degli utenti della strada, che recentemente ha provocato più di un grave incidente stradale, coinvolgendo anche mezzi aziendali, e purtroppo anche per motivazioni che derivano da errate scelte aziendali, in primis la contrazione indiscriminata dei tempi di percorrenza, arrivati su alcune linee a livelli fantascientifici, valutando non solo il traffico che troviamo per la strada, ma anche la stessa lunghezza dei percorsi ed i mezzi su cui ci troviamo a lavorare: per forza di cose, andare da Firenze a Campi Bisenzio, richiede notevolmente più tempo se guidiamo un bus snodato da 18 metri, con passeggeri in piedi ed effettuando le fermate previste, piuttosto che guidando l’auto, specie se consideriamo che le corsie preferenziali sono sempre meno. Se a tutto questo aggiungiamo che l’Azienda, dopo qualche decina di assunzioni nello scorso anno, si è fermata di nuovo, facendo sì che ci si trovi nuovamente a lavorare sotto organico, ci chiediamo cosa ancora potrà succedere quando, a giugno, i percorsi saranno stravolti dall’avanzamento dei cantieri, qualche decina di colleghi, nonostante la legge Fornero, raggiungerà l’ambita pensione, e, magari, due colleghi decideranno di trasferirsi a Siena, come proposto dall’Azienda in una recente comunicazione" 

Cgil annuncia che "L’azienda faccia la sua parte, colmando l’organico a livelli accettabili e con una seria rivalutazione dei tempi di percorrenza, ci vediamo costretti ad annunciare che siamo pronti ad andare verso la proclamazione dello sciopero, chiedendo alle altre OO.SS. se condividono la nostra scelta".

L'Associazione Città Ciclabile di Firenze Onlus per voce di Carla Lucatti commenta lo spaventoso incidente di Viale Matteotti, nel quale è morta una ciclista che viaggiava sulla pista ciclabile: "E' di 10 morti il tragico bilancio sulle strade in meno di 5 mesi, il che conferma i drammatici dati della Polizia Municipale sugli incidenti a Firenze nel 2015 quando ci furono 22 morti di cui 13 pedoni e ciclisti, 7 motociclisti e 2 automobilisti. Non è più accettabile che le strade siano diventate così pericolose soprattutto per le categorie deboli come pedoni e ciclisti, inermi e indifesi come sono anche i motociclisti che però spesso vanno ancora più veloci di chi si muove in auto ma non sono però altrettanto protetti da cinture e air bag".
Città Ciclabile chiede al Comune "interventi decisi per strade più sicure ad iniziare da quelli che limitino decisamente la velocità in città. Nella nostre giornate sempre frenetiche è inevitabile correre, anche sui mezzi a motore, senza pensare che più aumenta la velocità e più si restringe il cono visivo, più metri ci vogliono per fermarsi in caso di imprevisto e soprattutto più sono gravi le conseguenze in caso d'impatto".

Non ci risulta l'esistenza di un comitato dei Pedoni, ma tra i lettori che ci scrivono attraverso i Social non mancano inviti alla prudenza rivolti a chi, in prossimità degli attraversamenti pedonali, non riduce la velocità o neppure arresta la corsa con la conseguenza che molti anziani sono costretti ad attendere che siano sfilate tutte le auto in transito prima di poter attraversare.

Autobus, mezzi pesanti, auto, moto, ciclisti, pedoni rischiano ogni giorno, ciascuno per la propria parte di colpa.
Difficile coordinare le sprovvedute utenze della strada con un organico, quello della Polizia Municipale che ammette di non essere in grado di poter provvedere a tutto perché "pochi e con pochi mezzi".

Avere un mezzo che viaggia ancorato alle rotaie tra muretti di cemento è, per l'indisciplinata e sciatta Firenze, non l'opportunità di una alternativa "ecologica e puntuale" ma un'ancora di salvezza.

Antonio Patruno