Tramvia: primo anno di cantieri della linea di Bagno a Ripoli

Ma anche un anno da record per la VACS.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 Gennaio 2026 20:19
Tramvia: primo anno di cantieri della linea di Bagno a Ripoli

Gennaio 2026 segna un punto di non ritorno per la metamorfosi urbana di Firenze. Esattamente un anno fa, tra il 25 e il 27 gennaio 2025, prendevano il via i primi interventi in viale Giovine Italia e viale Giannotti, dando ufficialmente inizio ai lavori per la linea 3.2.1 Libertà-Bagno a Ripoli. Oggi, vivere la città significa navigare in un paradosso: da un lato il "sacrificio" quotidiano della pazienza, imposto da una viabilità forzatamente rimodellata; dall'altro, la consapevolezza di un progresso infrastrutturale che sta ridisegnando l'efficienza degli spostamenti metropolitani.

Il primo compleanno della Variante Alternativa al Centro Storico non è solo una ricorrenza. I dati del 2025 smentiscono ogni scetticismo: il prolungamento della Linea 2 fino a San Marco ha innescato una crescita esponenziale. Se a gennaio 2025 i passeggeri della T2 erano 986.662, a dicembre la cifra è balzata a 1.777.921, dopo aver toccato un picco di 1.958.002 nel mese di ottobre. Con un totale di 18.318.896 viaggiatori sulla sola linea Aeroporto-San Marco, il sistema tramviario fiorentino ha polverizzato la soglia dei 45 milioni di utenti complessivi annui.

“I numeri di passeggeri e soprattutto l’exploit della T2 Aeroporto-San Marco è la conferma che stiamo offrendo una mobilità efficiente. Investire sulla tramvia significa offrire ai cittadini una mobilità capace di cambiare davvero il modo di vivere la città” ha dichiarato oggi Sara Funaro, Sindaca di Firenze.

Approfondimenti

Nella gestione delle grandi opere, l'avanzamento non segue mai una linea retta. Per la tratta Libertà-Bagno a Ripoli, stiamo assistendo a quella che in gergo tecnico chiamiamo "Curva a S". Attualmente l'infrastruttura è completata al 40%, un dato che potrebbe apparire modesto se non si considerasse la complessità dei sotto-servizi. La fase "piatta" iniziale della curva è stata assorbita dalla risoluzione delle reti invisibili, come la nuova imponente conduttura dell'acquedotto, e dai rallentamenti fisiologici legati ai rinvenimenti archeologici, con il nodo critico di Piazza Beccaria che ha richiesto una gestione attenta.

Mentre circa il 20% della sede tramviaria è già stato realizzato — con i binari posati e temporaneamente coperti da asfalto per garantire la viabilità provvisoria — la forza lavoro sta subendo un'accelerazione decisiva: ai 270 operai attualmente impiegati, se ne aggiungeranno a breve altri 100. Questo potenziamento è fondamentale per rispettare la scadenza del PNRR fissata a fine 2026, passando rapidamente dalle opere civili agli interventi tecnologici e impiantistici, più veloci ma cruciali per l'attivazione.

L'intervento più iconico di questo cronoprogramma è senz'altro il nuovo ponte all'altezza di Bellariva, un'opera di ingegneria civile che sta procedendo spedita. Solo pochi giorni fa, il cantiere ha visto il completamento della fondazione della pila con un getto record di 540 metri cubi di cemento armato, un'operazione condotta per 16 ore ininterrotte. Il cronoprogramma tecnico prevede ora passaggi serrati:

  1. Fine febbraio: Varo dell'impalcato del ponte (già in fase di montaggio in area cantiere).
  2. Completamento della spalla: Lato Bellariva.
  3. Giugno: Obiettivo di apertura ufficiale al traffico veicolare.

Una volta ultimato, il ponte offrirà tre corsie veicolari (due verso Bellariva e una verso Gavinana), marciapiedi e piste ciclabili integrate, sanando una storica frattura tra le due sponde dell'Arno e fluidificando l'accesso a settori strategici della città.

Il progresso infrastrutturale non è mai esente da tensioni democratiche. Il progetto dell'hub di interscambio in Viale Europa è oggi l'emblema del difficile equilibrio tra visione metropolitana e vivibilità locale. Se da un lato l'amministrazione vede in questo nodo il cuore della mobilità intermodale — connettendo i bus extraurbani alla tramvia — dall'altro i residenti e il Comitato del Bisarno denunciano criticità legate alla futura Casa della Comunità, che disporrebbe di soli 21 posti auto, e all'impatto dello "Scudo Verde".

Le opposizioni, attraverso la voce di Francesco Casini, hanno suggerito soluzioni alternative come l'area del Cimitero del Pino, per evitare di congestionare zone densamente abitate e preservare gli spazi verdi. “I progetti strategici si realizzano ascoltando i territori, non imponendo scelte che rischiano di peggiorare la qualità della vita dei quartieri. Il ricorso al TAR è uno strumento di tutela legittimo e non può diventare un alibi per smettere di ascoltare” contesta Francesco Casini, Consigliere comunale IV.

Sebbene il dialogo tecnico non si sia mai interrotto e il progetto abbia già subito parziali modifiche, la sfida resta quella di integrare questa "porta d'accesso" alla città senza compromettere il tessuto sociale esistente.

Firenze sta vivendo un momento di audacia urbanistica. Mentre si lavora per chiudere la linea 3.2.1, l'orizzonte è già proiettato verso le future direttrici per Rovezzano e le Piagge. La trasformazione urbana è un processo faticoso, spesso irritante per chi lo vive nel quotidiano, ma i dati record della VACS ci dicono che ne vale la pena: una città più moderna è, intrinsecamente, una città più equa e vivibile. Il passaggio dal rumore dei motori alla fluidità dei binari non è solo un cambio di mezzo di trasporto, ma un cambio di paradigma sociale.

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