La nuova tramvia di Firenze tra record e incertezze

Tempi rispettati sui cantieri per Bagno a Ripoli, ma intanto spariscono i finanziamenti per arrivare a Campi Bisenzio

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
25 Gennaio 2026 18:46
La nuova tramvia di Firenze tra record e incertezze

La mobilità fiorentina sta vivendo uno sprint senza precedenti: 7,5 chilometri di nuova linea da realizzare in soli 20 mesi. Non si tratta di un semplice cantiere, ma di una metamorfosi urbana che corre lungo la direttrice tra Piazza della Libertà e Bagno a Ripoli. Eppure, mentre i binari avanzano verso sud-est con una precisione chirurgica, sul versante di Campi Bisenzio si profila un'incertezza finanziaria che rischia di spaccare la città in due. 

Realizzare un’infrastruttura di questa portata in meno di due anni richiede una strategia di cantierizzazione simultanea, dove più fronti di lavoro procedono in parallelo per contrarre i tempi. Non è solo una questione di binari: il cronoprogramma prevede traguardi ingegneristici spettacolari, come il nuovo ponte sull'Arno che sarà "girato" e messo in posa ufficialmente a febbraio. Questa operazione rappresenta il cuore tecnico del progetto, un simbolo di efficienza in un contesto urbano densissimo.

In occasione del sopralluogo di venerdì scorso l'assessore regionale a trasporti ed infrastrutture, Filippo Boni, ha sottolineato l'eccezionalità dell'impresa: "La realizzazione di 7,5 km di tranvia in 20 mesi rappresenta una sfida difficilissima, anche tenendo conto della difficile realtà cittadina e della necessità di far procedere in parallelo praticamente tutti i cantieri in contemporanea. Ritengo questo sopralluogo particolarmente importante perché è strategico per il capoluogo regionale e si pone anche a livello nazionale come un esempio di ritorno alla circolazione su rotaia nelle città, in modo innovativo e ambientalmente sostenibile."

L’amministrazione ha utilizzato il cantiere come leva per una radicale rigenerazione delle "viscere" cittadine. Sotto i binari, si sta procedendo al rinnovo totale di fognature, condutture idriche e reti elettriche. Ammodernare i sottoservizi oggi significa garantire decenni di autonomia infrastrutturale, evitando di dover riaprire le strade per guasti o manutenzioni d'emergenza nel prossimo futuro. È un investimento invisibile ma fondamentale per la resilienza della città.

Anche i nuovi parcheggi scambiatori (P1, P2 e P3) non sono più concepiti come distese di asfalto, ma come nodi di intermodalità sostenibile progettati per abbattere l’isola di calore urbana. Il focus è sulla forestazione: il progetto prevede complessivamente 9.680 metri quadrati di superfici inerbite e una dotazione massiccia di ricariche per veicoli elettrici.

ParcheggioPosti AutoRicariche ElettricheNuove Alberature
P1 (Viale Europa)19622Fasce perimetrali
P2 (Viale Europa)27222~260 alberi
P3 (Bagno a Ripoli)35822~320 alberi
TOTALE82666Oltre 580 nuovi alberi

Approfondimenti

Il sistema dei parcheggi scambiatori lungo la direttrice viale Europa-via Pian di Ripoli garantirà un accesso fluido al mezzo pubblico, trasformando l'ingresso in città da un imbuto di traffico a un'esperienza di mobilità integrata.

Se il fronte verso Bagno a Ripoli è un modello di efficienza, quello verso Campi Bisenzio appare come una "catastrofe annunciata" causata dalla perdita dei fondi PNRR. La criticità risiede nella frammentazione dell'opera: mentre il Lotto 4.1 (Leopolda-Le Piagge) dispone di copertura certa, il Lotto 4.2 (Le Piagge-Campi Bisenzio) è attualmente privo di finanziamenti garantiti, in attesa di una vaga rimodulazione ministeriale.

Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra a Campi Bisenzio, ha denunciato con forza lo stallo: "I soldi PNRR non ci sono più e i campigiani restano ancora una volta appesi alle promesse e alle meline di una politica incapace, stantia, inconcludente, fallimentare. [...] La loro incapacità decisionale ha bruciato oltre 200 milioni di risorse europee immediatamente disponibili."

Senza la certezza del finanziamento per il tratto finale, l'intera infrastruttura rischia di diventare un'opera incompiuta, privando migliaia di pendolari del collegamento rapido con il capoluogo: due realtà opposte: da un lato l’eccellenza tecnica e la rivoluzione verde verso Bagno a Ripoli, dall'altro il vuoto finanziario che minaccia la periferia nord-ovest. La sfida per la governance fiorentina non è solo finire i lavori in tempo, ma evitare la creazione di una mobilità di Serie A e una di Serie BFirenze sarà in grado di armonizzare questi due percorsi o assisteremo a una città divisa tra zone d'eccellenza e periferie dimenticate? Solo la certezza dei fondi e una visione amministrativa unitaria potranno dare una risposta definitiva.

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