Tramvia: Firenze coperta a metà, ma è una Città Metropolitana

C'è chi la vorrebbe così, incompleta


 Firenze l'è piccina, ma è una Città Metropolitana che richiede utili e funzionali soluzioni di trasporto: con la Tramvia siamo a metà dell'opera e, nonostante le ipotesi di prolungamento, qualcuno vorrebbe che così restasse la situazione.
Le App dei trasporti urbani invitano ad attraversare la città a suon di cambi passando da un autobus al tram ad un bussino e ritorno, con l'incognita dei tempi di attesa e la frequenza regolare del trasporto su ferro che rischia di essere vanificata dall'irregolarità della gomma. Quale futuro ci attende?

Una volta aperte le porte il Sirio fa sold out, così è accaduto per la Linea 1 ed il fenomeno si è ripetuto anche sulla Linea 3. 
Il quadro completo, ad oggi. "Ecco le linee della Tramvia a Firenze. Con la nuova T2 Vespucci, attiva da lunedì nel tratto stazione S.M.N. (piazza dell’Unità) - aeroporto, abbiamo 12 fermate, 5.3 km di binari in più, 13 mila auto al giorno in meno e un abbattimento annuo di 6300 tonnellate di CO2" a scriverlo sui Social è il sindaco della Città Metropolitana, Dario Nardella.
Ma di Metropolitano, ad oggi, c'è solo il capolinea nel Comune di Scandicci; Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli sono oggetto di uno sviluppo, così come sono oggetto di ipotesi trasportistica gli Scambiatori che potrebbero raccogliere il traffico proveniente da Pontassieve o da Prato.

Alla Linea 1 Scandicci - Santa Maria Novella è seguito un lungo periodo di riflessione, adesso, in ritardo, arriva la consegna di altre Linee che completano i primi progetti messi in cantiere. Con la copertura dei tracciati Careggi - Santa Maria Novella e Peretola - Santa Maria Novella, la città, dopo una travagliata fase di realizzazione, da lunedì 11 febbraio si presenterà coperta per metà della sua (piccola) estensione.

In vista delle Elezioni Amministrative la Tramvia è tema di scontro: i progetti sono oggetto di una probabile revisione nei numeri, nei modi e nei metodi. Il tema non è solo quello delle destinazioni, delle deviazioni o della palificazione elettrica, non è certo neppure se ci saranno altri binari.

Recentemente si è tornati a parlare del passaggio dal Duomo che sembrava un fascicolo archiviato ed invece resta una ipotesi percorribile, o almeno discutibile con la cittadinanza, al netto delle disposizioni storiche ed architettoniche.
Ma nonostante l'eco mediatica che possono avere i binari tra il Battistero di San Giovanni e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, tutto si gioca in un quadratino del centro storico. Il resto, la Città Metropolitana, sarà mai coperta dal servizio?

Manca il coraggio di crederci fino in fondo? Ci attende un futuro di viaggi a metà? Quanto costerebbe oggi, in termini economici e temporali, rivedere l'intero sistema? 

Redazione Nove da Firenze