Tramvia al Duomo: Firenze sotto e sopra o itinerario alternativo

Tornano sul tavolo le proposte per dotare la città di un trasporto funzionale: cantieri, traffico e turisti fanno sempre più paura


Tramvia dal Duomo. Il dibattito sarebbe ancora aperto non per questioni filosofiche ma semplicemente pratiche. Il blocco della viabilità spaventa tutti, dai pedoni che non possono usufruire di mezzi di trasporto garantiti, ai privati automobilisti o scooteristi costretti ad aggirare gli ostacoli, stessa sorte dei ciclisti in una Firenze che non vuole cambiare per loro.
Mentre Palazzo Vecchio invita a partecipare al Sondaggio sui tre nomi da assegnare alle Linee sino ad oggi conosciute come 1, 2 e 3, (clicca per votare) la città si divide tra smemorati sorpresi, interessati intenti a studiare nuove traiettorie, malinconici che ricordano le vecchie verghe già passanti dal Bel San Giovanni. 

I Comitati Cittadini ricordano oggi che nell'autunno scorso "maggioranza e alcune opposizioni in Comune Forza Italia e Firenze Riparte a Sinistra avevano respinto, con posizioni diverse, un ordine del giorno del M5S e di Fratelli d’Italia che chiedeva la definitiva cancellazione di qualsiasi passaggio della Tramvia dal Duomo".

Dopo le dimissioni dell'ex Premier, Matteo Renzi, l'ex sindaco e promotore di "A passo D'uomo" pedonalizzazione di Battistero, Santa Maria del Fiore e colonna di San Zanobi annessa, la discussione è stata riaperta. Forse Renzi torna a Palazzo Vecchio? Certo è che l'attuale primo cittadino Dario Nardella ha ribadito di non voler prendere in considerazione il passaggio a raso del tram durante il suo mandato.

Sempre i Comitati Cittadini ricordano che "Firenze Riparte a Sinistra chiedeva la cancellazione della variante Valfonda-Lavagnini-Libertà e il ritorno alla soluzione originaria. Il Sindaco Nardella non poteva che dire no: traffico e cantieri nel 2017 (e nel 2018) saranno peggiori che nel 2016 e la città non sopporterebbe nuovi calvari circolatori. Nove anni fa un referendum consultivo approvò una moratoria dei progetti tranviari con un 53,84% per la Linea 2 e un 51,87% per la Linea 3 su un totale di 124.206 votanti pari al 39,35%. Quel referendum non produsse alcun dibattito pubblico, provocando invece la cancellazione del passaggio della Tramvia dal Duomo". Un Referendum, quello promosso dal consigliere Mario Razzanelli, che ha visto il braccio di ferro tra cittadini promotori ed amministrazione guidata da Leonardo Domenici sul raggiungimento del Quorum. Alla pedonalizzazione del Duomo, Razzanelli si presenterà in prima fila, accanto a Matteo Renzi.Schema della rete tranviaria fiorentina. Le tratte in funzione dal 2018 saranno la 2 (blu) e la 3 (arancio) che si aggiungeranno alla 1(verde) in esercizio dal 2010Il parere tecnico presentato dai cittadini è così riassunto dagli stessi: "Ammettendo con molte riserve che accessibilità e vivibilità del quadrante nord ovest traggano vantaggio dalla realizzazione delle Linee 2 e 3, più di metà della città continuerà a rimanere esclusa dal servizio. Le relazioni Est Ovest; uno dei più gravi problemi di Firenze, neanche affrontato, peggioreranno, sia nel trasporto pubblico che in quello privato, in seguito alla compromissione dei nodi circolatori di Libertà, San Marco, Fortezza e Stazione SMN. Anche attuando il passaggio dal Duomo gran parte del Centro non sarebbe raggiunto. E’ probabile quindi che il transito del tram più che riportare i fiorentini e la residenza in Centro, segnerebbe una ulteriore estensione del modello periferia alla Città antica e il rafforzamento di un turismo mordi e fuggi. Si tratterà poi di valutare l’effetto che l’anello tranviario avrà sulla vitalità dei commerci e dei servizi attorno alla Stazione, anche considerando che il parcheggio sotterraneo, a cantieri chiusi, diventerà praticamente inaccessibile".

Il precedente. "Quanto già realizzato con la Linea 1 nella parte di Centro storico compresa tra l’Arno e via Alamanni e quanto in cantiere attorno alla Fortezza confermano le peggiori previsioni. Il progetto definisce solo la ristretta area dei binari trascurando completamente la riqualificazione dello spazio pubblico circostante, e si caratterizza per interventi improvvisati sulla circolazione, sulla sosta e sulle connessioni con il resto dei servizi pubblici. Come temevamo ovunque passi la tramvia gli alberi vengono abbattuti senza alcun riguardo per il patrimonio vegetale esistente" dicono ancora i cittadini riuniti in Comitato d'area Fiorentina.

Mediocri soluzioni progettuali per la Linea 1 in P.za Paolo Uccello di fronte al Parco delle Cascine

Ed inoltre "La città dovrà presto fronteggiare l’entrata in esercizio di tre mezze radiali tranviarie cercando di compensare i gravi squilibri che si determineranno nel sistema della mobilità. Occorrerà rivedere i servizi esistenti a scala metropolitana e rinnovare profondamente il trasporto pubblico anche attraverso una plausibile utilizzazione della rete ferroviaria" concludono.

A commentare la pedonalizzazione del Duomo è anche l'ex candidato sindaco Tommaso Grassi che dichiara "Se da un lato è indubbiamente bello un centro senza auto, la vivibilità stessa è fortemente limitata dalle difficoltà di accesso al centro stesso, e il rischio è che sempre più sia un museo a cielo aperto dedicato ai turisti, disertato dai residenti e visitato solo saltuariamente dai fiorentini. Far passare la Tramvia dal Duomo, potrebbe quantomeno ridurre questa tendenza. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione, però, l’ipotesi sottoattraversamento, che sarebbe uno spreco enorme di denaro pubblico, un’opera inutile, con tempi di accesso completamente fuori scala, oltre che potenzialmente rischiosa per il centro e i tesori che custodisce. Il tema, che sosteniamo da tempo, è stato recentemente riaperto da alcuni esponenti del PD fiorentino. Abbiamo chiesto con forza che, come viene fatto in moltissime città europee con un patrimonio paragonabile al nostro, la tramvia attraversi il centro storico. Lo abbiamo fatto presentando nei quartieri un ordine del giorno collegato alla delibera di bilancio. Il PD ha reagito con la bocciatura in tutti i quartieri. Nei quartieri 1 e 5, alcuni consiglieri PD hanno abbandonato l’aula rapidamente al momento del voto. Unica eccezione il quartiere 4, in cui vi sono state ben 5 astensioni, ma i paladini del PD, che si sono guadagnati giornalate sulla tramvia al Duomo, sono completamente scomparsi al momento del voto. Noi continueremo ad impegnarci per la formazione di un fronte cittadino per ribadire la volontà di non lasciare il centro senza Tramvia".

Intanto Miriam Amato, consigliera comunale di Alternativa Libera avanza una proposta per "ovviare al prossimo cantiere della tramvia in via Valfonda e ad altri cantieri nel centro storico e per collegare in modo veloce piazza Stazione col Duomo e con piazza S.Marco". 
La proposta: "sfruttare dei collegamenti veloci dalla stazione a San Marco, utilizzando parte dei percorsi del bussino C1 e prendendo in considerazione le future variazioni previste in zona stazione. In contrasto con l'idea di una tramvia che passi dal Duomo si tratta – sostiene Amato – di una soluzione che non ha ripercussioni sulla pedonalizzazione e garantisce anche un ulteriore collegamento con l'Ospedale di S.Maria Nuova. Una soluzione attuabile in breve tempo e ad impatto zero sull'ambiente e sulla mobilità, tutelando al tempo stesso l'integrità della nostra bellissima città".

Quale sarebbe il percorso? "Capolinea via Panzani, angolo via degli Avelli oppure piazza San Marco. Da via Panzani con fermate via de Pecori. in via Roma, poi passante per via Tosinghi - via delle Oche, via dello Studio, piazza del Duomo. Quindi via dell'Oriolo, via Folco Portinari, via Bufalini e infine via de Pucci e poi via Cavour, giro di piazza S.Marco. Ritorno in via Cavour, direzione C1 via Gori, piazza S.Lorenzo, Canto dei Nelli, a diritto per via del Giglio e poi a destra a in via Panzani, arrivando prima di piazza dell'Unità, con la svolta a sinistra prima dello spartitraffico e capolinea angolo via degli Avelli, con la fermata di interscambio attuale con i bus 22-C1-C2 e quindi tornare indietro per via Panzani e poi itinerario già indicato".

Antonio Patruno