​Tramvia, a rischio i prolungamenti: lo sviluppo della infrastruttura passerà per le urne

Prevedibile, ma non scontato per Firenze, il clima attorno al sistema Tramvia inizia a scaldarsi


 La Tramvia a fine 2018 avrà 3 Linee, una Linea T1 Leonardo composta dalla tratta Scandicci Villa Costanza - Firenze Santa Maria Novella realizzata circa 8 anni fa e Santa Maria Novella - Careggi realizzata assieme alla Peretola - SMN negli ultimi 4 anni. E poi?
Per il futuro si è parlato dell'asse verso Bagno a Ripoli, passante per piazza Libertà e San Marco (con un nuovo ponte sull'Arno all'altezza dell'Anconella per i veicoli privati), ma anche di un ramo di Tramvia verso Le Cure - Campo di Marte e poi di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, oltre all'area industriale di Scandicci.

Il clima inizia a scaldarsi, le elezioni si avvicinano ed il tema dei trasporti sarà centrale nella partita per Palazzo Vecchio. Tramvia non è solo il mezzo pubblico su ferro, è l'uso del mezzo privato, l'adduzione del trasporto su gomma, è l'interscambio con la linea ferroviaria e con le aree taxi ed Ncc, con i parcheggi scambiatori e con gli attrattori interni come i parcheggi di struttura. 
Che l'argomento potesse entrare nella contesa elettorale era facilmente prevedibile, ma si attendeva chi avrebbe fatto la prima mossa, se 5 Stelle oppure Lega. Ci ha pensato invece Forza Italia. 

A mettere in dubbio il passaggio da San Marco è oggi Forza Italia che cattura l'attenzione sui pali di alimentazione, ed invita a rimandare qualsiasi ipotesi a dopo l'appuntamento elettorale "Deciderà chi vince" è questa l'esclamazione che mette in dubbio San Marco, ma non solo. Cosa ne sarà del sistema di trasporto locale tracciato a matita?

"Su quanto ancora resta da fare, al capitolo tramvie, trasporto pubblico e mobilità privata, decida chi vincerà le elezioni il prossimo maggio. E le scelte potrebbero essere radicalmente diverse da quanto gli esponenti del PD già sventolano come i loro futuri successi"
sono le parole affidate al capogruppo azzurro, Jacopo Cellai. 

Stefano Giorgetti in Consiglio comunale, ha fatto il punto sui progetti in atto e futuri della Tramvia a Firenze.
"Primo viaggio del tram dalla stazione all’aeroporto entro fine anno. Questa data è riportata negli accordi sottoscritti con il concessionario dopo l’abbandono dei cantieri da parte della Fincosit in seguito al concordato fallimentare e il subentro della Cmb che sta completando le opere civili. I test sulla linea sono in corso da settimane. Si tratta di prove di esercizio e di sistema e la Direzione Lavori prevede il completamento entro il 15 novembre, data in cui sarà redatto il verbale di conclusione e potrà essere insediata la commissione ministeriale che deve dare il via libera al pre-esercizio. Non possiamo ad oggi sapere la sua durata ma sulla base dell’esperienza della Linea 3 si può stimare la messa in esercizio entro fine anno”.

Lavori relativi alle sistemazioni urbane. "Il crono programma prevede entro il 15 dicembre il completamento delle sistemazioni urbane come quelle di Porta a Prato e viale Belfiore, entro il 31 marzo quelle più lunghe come il recupero dei prospetti di Palazzo Mazzoni, il completamento della copertura a verde del deposito di Scandicci e la sistemazione del carter sotto il viadotto San Donato. Entro la prima metà di novembre sarà completata la sistemazione provvisoria di piazza dell’Unità con il doppio senso di marcia: si tratta di un assetto temporaneo in attesa della riqualificazione della piazza, oggetto di un progetto specifico in via di definizione per il quale sono stati stanziati 800mila euro e che sarà concordato con la Soprintendenza”.
Novoli "Il prossimo completamento della segnaletica e la modifica dell’incrocio semaforizzato tra via di Novoli e via Torre degli Agli (una richiesta dell’Amministrazione e dei cittadini) consentirà il collegamento tra la direttrice in uscita città e via Baracchini-via Baracca.
Le sistemazione lungo la linea 2 sono pressoché completate a parte qualche rifinitura come per esempio la palazzina a servizio del parcheggio scambiatore di viale Guidoni (250 posti) e la fermata aeroporto dove la società di gestione dello scalo dovrà realizzare il percorso pedonale con pensilina per il collegamento dalla fermata della tramvia all’aerostazione prima della messa in esercizio. Anche il viadotto San Donato è in via completamento per quanto riguarda i marciapiedi e i percorsi ciclabili”.

Sviluppo ulteriore del sistema tramviario. Giorgetti conferma il previsto avvio dei lavori della Vacs-variante centro storico dalla Fortezza a piazza San Marco per l’estate 2019, è in corso la progettazione esecutiva, durata lavori un anno e mezzo, e quello del primo tratto della linea 4 dalla stazione Leopolda alle Piagge nel 2020, termine lavori 2023.
Conferma che è stato affidato l’incarico per la progettazione del lotto successivo della linea 4 Piagge-Campi e per il prolungamento della Linea 2 dall'Aeroporto a Sesto Fiorentino. Inoltre il Comune di Scandicci sta lavorando per la realizzazione di un ulteriore tratto della T1 da Villa Costanza alla zona industriale di Pontignale.

Prolungamento da piazza della Libertà verso Bagno a Ripoli. “Sulla base del progetto preliminare approvato nel 2009 abbiamo sviluppato tre ipotesi che abbiamo illustrato ai cittadini nel corso di un’assemblea pubblica una settimana fa. Il nostro obiettivo è dare un’accelerata alla realizzazione per terminare i lavori entro il 2023, anno in cui è prevista la rendicontazione dei fondi europei. La progettazione, anche sulla base di quanto emerso nell’incontro, si sta orientando verso l’ipotesi che prevede la Tramvia a centro strada e viali, evitando il passaggio a fianco degli edifici. Sui viali, sui lungarni fino a Ponte da Verrazzano, che oltre ai binari, conserverà una corsia per senso di marcia per il traffico veicolare, e poi su viale Giannotti e viale Europa. Per i veicoli su gomma sarà realizzato un nuovo ponte a monte del Ponte da Verrazzano, in modo da alleggerire anche la circolazione sulla direttrice viale Giannotti-viale Europa.
Sottolinea l’assessore Giorgetti "Darà una risposta alle esigenze di trasporto pubblico all’area sud della città e, grazie alla realizzazione di parcheggi scambiatori sia sul territorio del Comune di Firenze che su quello di Bagno a Ripoli, consentirà anche l’interscambio con l’autostrada ma anche con i centri della Valdisieve, Valdarno e Chianti. Con la linea 3.2, l’arrivo della linea 4 fino a Campi Bisenzio, il prolungamento fino a Sesto Fiorentino e la linea fino a Rovezzano si completerà il sistema tramviario fiorentino che trasporterà, secondo le stime, 85 milioni di passeggeri all’anno con una riduzione di 65mila auto sulle strade cittadine. Stiamo lavorando, insieme alla Regione e ai comuni di Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Scandicci per concretizzare questa previsione incoraggiati anche dagli ottimi risultati della linea T1 che ha superato le stime di passeggeri trasportati con un +20% rispetto alle previsioni” ha concluso l’assessore Giorgetti. 

"Ci siamo sempre confrontati con i cittadini e con gli altri gruppi politici su questa importante opera – spiega il presidente della Commissione Ambiente, vivibilità urbana e mobilità Fabrizio Ricci – e siamo sempre più convinti che sia necessaria per la nostra città. Alcuni consiglieri di minoranza, in particolare Miriam Amato, continuano a dire inesattezze. Affermare che Firenze è più inquinata da quando sono iniziati i lavori per la realizzazione della rete tramviaria e che ci sono le stesse auto sulle strade è dire il falso in quanto, anche l'anno scorso, c'è stato un solo sforamento dei parametri di inquinamento e la qualità dell'aria è nettamente in miglioramento. Questa amministrazione, in un solo mandato, ha realizzato due linee della tramvia. Un esempio unico nel panorama italiano. Sono i cittadini di Firenze che ci chiedono di realizzare le linee tramviarie e questo lo dimostra la grande affluenza che si registra ogni giorno sui convogli. Il sistema tramviario è stato progettato per avere una rete che colleghi tutte le zone della città. Una parte dell'opera è già stata realizzata e nei prossimi anni verranno progettate e realizzate le rimanenti linee. Per far ciò – conclude il presidente Fabrizio Ricci – sarà necessario l'abbattimento e la ripiantumazione di alcune alberature, specialmente nei viali di circonvallazione. I consiglieri di opposizione possono stare tranquilli perché tutti gli alberi verranno ripiantumati. Le polemiche sterili, che hanno il solo scopo di mettersi in evidenza, non fanno il bene di Firenze e dei fiorentini”

Di posti auto perduti, di commercianti danneggiati e di fili elettrici. Cellai esponente del centro-destra commenta "Ai proclami di grandi vittorie che il sindaco Nardella e il PD rilanciano continuamente sul tema tramvie a Firenze rispondiamo con tre semplici considerazioni. La prima, ovvia: serve intanto finire queste due nuove linee su cui sono stati accumulati ritardi su ritardi. La seconda: ai commercianti danneggiati dai cantieri durati anni in più rispetto a quanto previsto servono aiuti, e aiuti corposi in termini di sgravi fiscali e agevolazioni, e invece il PD continua a bocciare le proposte che facciamo e che vanno in questa direzione nelle commissioni consiliari. Ma non basta, perché oltre agli errori già fatti dalle amministrazioni targate PD nella costruzione del sistema di tramvie ci sono anche gli errori futuri. Forza Italia dice un secco NO al prolungamento della Linea 2 in piazza San Marco. Non accetteremo la palificazione anche di questa piazza dopo lo scempio di Santa Maria Novella, e di via Cavour e via La Pira con la cancellazione di posti auto e carreggiate. E con quali vantaggi? Questo 'ramoscello' di Tramvia non serve a nessuno, tranne forse a chi la deve costruire".

“Manca una visione completa della mobilità in questa città, perché oltre alla tramvia questa Giunta non vede niente” commenta Arianna Xekalos, Capogruppo del Movimento 5 Stelle. “Fino a 4 mesi fa l’Amministrazione Nardella non sapeva ancora se realizzare prima la linea per Bagno e Ripoli o quella che arriverà a Campo di Marte. Cosa è cambiato da allora? Doveva essere fatto un processo partecipativo per decidere, perché non è stato fatto?” continua la Capogruppo. “Non sappiamo quanti alberi saranno abbattuti per realizzare questa linea tramviaria, come non ci è stato detto cosa succederà al Parco dell’Anconella, cioè uno dei pochi polmoni verdi rimasti, che con la realizzazione del Ponte potrebbe esser spezzato a metà. E le attività commerciali? Chi pensa a loro ed ai disagi che potranno esserci? Cosa è previsto per loro?” conclude Xekalos. “Quello che sappiamo è che questa infrastruttura sarà realizzata senza pali e stanno cercando di mantenere i posti auto dei residenti. Perché per le altre linee è stato fatto tutto il contrario? Ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B?”. 

Nelle dichiarazioni del capogruppo di Articolo 1-Mdp Alessio Rossi e della consigliera Stefania Collesei rispunta Matteo Renzi: "Bene andare verso Bagno a Ripoli. Male non servire le Cure e Campo Marte. Bene l'estensione verso Sesto. Male non servire il centro storico. Bene l'estensione verso Campi. Male non aver stralciato il sotto attraversamento. Insomma se siamo d'accordo col sistema, sul come farlo dobbiamo dire la nostra. In primo luogo vorremmo che si pensasse alla rete tramviaria in stretta connessione col sistema ferroviario metropolitano. Vorremmo anche che si facesse tesoro delle esperienze del passato in merito alla alimentazione aerea. E che sulla futura linea 3.2 si deve salvaguardare l'Albereta. L'assessore Giorgetti ha presentato un cronoprogramma dei lavori. Per la verità non completo. C'è da sapere quando si presume sia realizzata la linea 4. E le estensioni verso Sesto e verso Campi. Ed è presumibile che la zona sud rimanga priva della Tramvia almeno fino al 2030. In attesa dei finanziamenti europei. Comunque riconosciamo la volontà dell'amministrazione e la tenacia dell'assessore Giorgetti. Se Renzi da sindaco non avesse fatto passare 5 anni inutilmente ora la rete tramviaria sarebbe stata probabilmente finita".

La consigliera di Potere al Popolo, Miriam Amato "I disagi subiti da anni dai fiorentini e dalle attività economiche, l’impatto sul verde urbano, l’impatto su piazza Santa Maria Novella sia per la mobilità che per lo sfregio architettonico dovuto ai pali sono stati totalmente eclissati. Nonostante la cronaca quotidiana riporta puntualmente di incidenti, traffico con tramvia e auto bloccate, denunce di chi si sente murata in casa, il rumore che crea un forte inquinamento acustico, per l’amministrazione non è successo nulla. Non tiene in considerazione tutti quegli aspetti, denunciati per anni e per cui mi hanno dato dell’allarmista, che però sono stati confermati, purtroppo, dai fatti. Infatti oggi il traffico non è diminuito anzi, non funzionano neanche i semafori, per cui si crea il traffico anche dove potrebbe non esserci. Gli annunci del Sindaco di valutare delle alternative finiscono con la certezza che continueranno a portare avanti la tramvia esattamente com'è, quindi un progetto di scarto ferroviario, escludendo delle alternative che sarebbero potute essere più economiche e adeguate, meno impattanti e consone al nostro territorio. Un esempio sono i mezzi elettrici a batteria con corsia protetta artificiale, utilizzabile dal resto del trasporto pubblico e realizzabile in minor tempo, che bloccherebbe questo ciclo d’infrastrutture per niente virtuoso. Si può dire che sono riusciti a rendere impattante un mezzo ecologico. D'altronde – prosegue Miriam Amato – se si amministra solo per utilizzare i fondi europei, piuttosto che per trovare le soluzioni più adeguate per la città con il minor impatto possibile, costi quel che costi, si sacrifica tutto è si negano le conseguenze. La partecipazione – puntualizza la capogruppo di Potere al Popolo – prevede lo studio di alternative, la possibilità di fare proposte, una collaborazione sostanziale e non spot con i cittadini. Un aspetto non considerato, né citato dall’assessore, è l’impatto sul verde urbano: abbiamo perso numerose alberature, per far spazio alla tramvia; verranno abbattuti tutti gli alberi dei viali. Il modello di sostituzione degli alberi prevede spesso il ripiantare specie non autoctone, che non filtrano l'aria e che per i primi anni sono seguite dalle ditte, per questo li vedete spesso morti in giro per la città, che poi vengono sostituiti come se fossero oggetti. Mi chiedo quindi quando avremo degli alberi adulti in una città dove il biossido di azoto supera i limiti da ben 11 anni. L'intervento sugli alberi dei viali è un'alterazione di un monumento storico e identitario della città, dove le piante sono una parte strutturale essenziale del monumento stesso, che assolvono una funzione essenziale sia nell’abbassare la temperatura nei periodi caldi che nel filtraggio dell'aria dagli inquinanti atmosferici. Un aspetto troppo spesso sottovalutato, un'ottica inaccettabile perché ad oggi non ci si può accontentare del fatto che gli utenti sulla tramvia ci sono. Questo – conclude Miriam Amato di Potere al Popolo – è negare che sarebbe stato possibile trovare delle alternative, meno costose e meno impattanti, senza cantieri che hanno immobilizzato Firenze e che, ad oggi, non siete stati in gradi di superare”.

Antonio Lenoci